IL CRISTIANESIMO NON HA MAI DETTO 'ANZITUTTO AMATEVI' - PARTE 1

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 IL CRISTIANESIMO NON HA MAI DETTO

“ANZITUTTO AMATEVI” - 1


I cattolicucci alla chitarra. Il Dio veltronizzato. La nevrosi del sentimentalismo applicata al cristianesimo. Dall’eresia luterana della salvezza per sola fide a quella dei buonisti della salvezza per solo “amore”. Eppure la chiesa primitiva alla quale si appellano non ha mai detto in primis amiamoci come fratelli. Cristo ridotto a un bonzo. Non criticano il fatto che la chiesa ha la morale che ha: contestano che ne abbia una.


Carlo Maria Martini disse sapendo bene quel che diceva, quand’era ancora cattolico perché non era ancora arcivescovo di Milano: “Stiamoci attenti, perché non è mai esistito un cristianesimo primitivo che abbia affermato come primo messaggio amiamoci gli uni gli altri, siamo tutti fratelli, Dio è padre di tutti, impegnatevi per la pace e l’eguaglianza tra gli uomini e cose del genere”. L’essenziale era altrove.


(prima parte)

di Antonio Margheriti Mastino


IL SOLITO CATTOLICUCCIO (ALLA CHITARRA) DA SACRESTIA

Spesso per vedere a che punto è la notte, basta guardare i commenti dei “cattolici” su internet quando si è verificato un evento controverso, specie quegli eventi che vanno a toccare la morale cattolica. Che molti, troppi, tutti non sanno che non è affatto un’opinione variabile come il tempo, ma al contrario è infallibilmente e immutabilmente espressa dal Magistero.


Cioè è prodotto purissimo di tutta la ininterrotta millenaria sapienza cristiana e successione apostolica, con tanto di giustificazione nella Scrittura e Tradizione.


L’altro ieri il caso Eluana e l’eutanasia; ieri Malta e il divorzio; oggi il blasfemo gaypride di Roma furiosamente anticattolico; e tutti gli altri giorni messi assieme aborto per tutti e ovunque. Chi vuol esser lieto lieto sia… A ognuna di queste cose viene affibbiata sempre l’etichetta DOC del buonismo: quella della giustificazione per amoreee, o del si ami purchessia.


Qualunque di questi eventi accada, dinanzi alle doverose stigmatizzazioni dei cattolici che un po’ di dottrina e comandamenti li han mandati a memoria, comparirà immancabilmente il commento del cattolicuccio da sacrestia online che dirà, come oggi: “A me è stato insegnato di non giudicare, di non scagliare pietre e di pensare che tutti gli uomini sono uguali e fratelli perché figli di Dio…mi è stato insegnato che bisogna sempre voler bene e che non bisogna mai spargere odio…altro non so dire”.


Hai detto pure troppo.


DAL SOLA FIDE DEL DIO LUTERANO

AL SOLO AMORE DEL DIO VELTRONIZZATO


Tanto Dio ci ama tutti”. I guai iniziano proprio da questo momento. Qui chi si è dimenticato la differenza fra peccato e peccatore, paradossalmente non sono tanto (i pochi) cattolici intransigenti, forcaioli nominali: se l’è dimenticata chi questo assioma lo sbandiera da mezzo secolo, i cattolici nominali dai buoni sentimenti, i cattolici alla chitarra. Assioma che ormai è diventato il richiamo della foresta, la grande giustificazione di massa a ogni licenza e orrore: siamo all’ognuno faccia come gli pare ché ci si salva tutti ugualmente perché tanto Dio “ci ama”… e insomma, capirà!


Se Lutero, artefice della Prima Rivoluzione (quella protestante), aveva escogitato l’eresia del “ci si salva per sola fide”, la nuova eresia strisciante seguita alla fase finale della Quarta e ultima Rivoluzione (quella radical-sessuale iniziata dal ’68), è: “Ci si salva per solo amore”. Giustificazione per fede e giustificazione per amore. Qui pure: “amore” di Dio verso di noi, non amore nostro verso di Lui.


Veramente, pure a leggere e rileggere le Scritture, mettendoci anche la buona volontà, tutto questo non risulta da nessuna parte. Anzi, le parole che vengono usate nelle Scritture contro l’omicidio e la sodomia, per dirne alcune, sono spaventose.


Dov’è allora questo Dio veltronizzato? Io vedo un Dio che persino nell’Apocalisse si abbatte come una folgore con parole terrificanti non solo sugli assassini, i ladri, i pervertiti, gli idolatri, ma anche su quella categoria che può sembrare la più incolpevole, la meno imputabile, quelli che ok non han fatto niente di male ma neppure il bene, quelli che appunto ad evitar di esacerbare animi hanno rinunciato ad esprimersi, a dire sì o no, per non turbare alcuno, non compromettere se stessi: oggi direbbero “per non spargere odio”.


Come se a portare all’odio tanto temuto fosse la Verità e non invece la menzogna, o l’ammutolire dinanzi ad essa. Soggetti questi persino suscettibili di attirare la nostra simpatia, diciamocelo. Eppure questo Cristo veltronizzato dice tutt’altro: “A voi mediocri, a voi né caldi né freddi”, né carne né pesce, “a voi io vi vomiterò dalla mia bocca”. E’ lo stesso Cristo che impugna lo scudiscio e caccia furibondo i mercanti dal Tempio.


Chiametelo buonista!


Dice: Cristo non sarà buonista, ma è amore. Ci risiamo: si è smarrito da tempo qui, nella Chiesa più che mai, il senso proprio delle parole fin da sopra i pulpiti, a furia di sproloqui dolciastri e terapeutici, di fraseologia da telenovelas.


Evidente che l’equivoco semantico genera mostri, tragici fraintentimenti con effetti catastrofici sull’orbe cattolico. E’ così che si confonde l’amore che è carità con lo psicologismo, i sentimenti col sentimentalismo, la misericordia con la condiscendenza, la bontà col buonismo, la libertà col libertinismo, appunto il peccato col peccatore, il pentimento con l’autogiustificazione, la concretezza del peccato soggettivo con l’astrattezza della colpa sociale.


Alla fine col tutto uguale a tutto, il tutto che giustifica tutto, dunque, il colpo scuro finale, già denunciato dal cardinale Ratzinger nella Missa pro eligiendo romano pontifice, della “dittatura delle voglie”.


Quante volte nelle prediche alla messa della domenica abbiam visto la pretaglia triturare, macerare, rimpolpare i nostri maroni, e infine saltarci sopra con sadica gioia, blaterando per 40 minuti buoni (la consacrazione magari te la buttano lì in 30 secondi) in modo estenuante di amore amore amore e sociologici ricchi&poveriiiii? E ti accorgi anche tu che lo scadente oratore monomaniaco queste cose ormai le va ripetendo avendo perduto egli stesso il senso proprio e reale di quelle parole.


Finché qualcuno avvinto non cede prima all’apatia poi alla catalessi, infine allo stato soporifero e comatoso. Altri, come il sottoscritto, pur di non farsi nevrotizzare oltre, hanno preferito andarsene alle messe in rito antico ché li le prediche, se mai le fanno, durano 5 minuti e si attengono rigidamente alla dottrina, soprattutto non annoiano. Siamo giunti a questo punto: che ci sorprendiamo che in una predica si parli di Dio nudo e crudo, tanto da sembrarci una novità eclatante ciò che dovrebbe essere risaputo da almeno due millenni, praticamente. Se non avessi la certezza dell’eternità della Chiesa, direi che è alla frutta.


IL CRISTIANESIMO NON HA MAI DETTO “AMIAMOCI COME FRATELLI”



Ma cosa è questo maledetto “amore” odierno, il quale pare a tutto ci autorizzi? Ma davvero è l’amore di Cristo? Il discorso è lungo. Allora non potendo qui parlare di cos’è l’amore, limitiamoci a dire quel che non è. Non dovrebbe almeno.


E la prima cosa da dire è: l’amore non esiste. E’ una cazzata. Una superstizione. Un alibi. E’ letteratura. Una licenza ad uccidere sentendosi la coscienza apposto. Perchè l’amore di Cristo non è l’amore del mondo.


L’amore del mondo. E’ per questo amore che è stato invocato l’aborto; per amore il divorzio e la distruzione della famiglia; per amore non ci si sposa più; per amore si è scambiato, e invocato, il sesso libero; per amore si sono inaugurate tutte le rivoluzioni; per amore che si acconsente all’eutanasia; per amore che si ribalta la stessa legge naturale un tempo rispettata pure dai pagani; per amore ci è imposta la dittatura dell’ideologia di genere e il culto dell’omosessualismo; per amore che si consegnano dei bambini innocenti a due papà o a due mamme; per il solo amore assistiamo a donne che si ingravidano da sole in laboratorio a 55 anni o altre che prestano uteri a bambini di nessuna madre e ignoto padre; per amore e solo per amore abbiamo inaugurato l’era della sessuomania di massa a tutti i costi; per amore si riduce la stessa Chiesa ad esser quel che non è mai stata, non è, mai dovrà essere; per amore che si giustifica ogni sacrilegio e ogni oscenità che coarta l’applauso del mondo; per amore ormai si tappa la bocca a chiunque non si rassegni a questo amoreggiare mondano, ossia a chi non la pensi come questi innamorati cronici: per amore si mette il mondo sottosopra e ciò che era sopra sta sotto e ciò che stava sotto è sopra.


Di nuovo: ma tutto questo che c’entra con l’Amore di Cristo? Questo amore mondano è il massimo capolavoro di Lucifero. E’ l’amore secondo lo spirito del mondo.


Taluni cattolici dai buoni sentimenti è circa mezzo secolo che invocano il ritorno all’amore fraterno dei primi tempi, come nella chiesa primitiva: non trovando rispondenze filologiche nell’attuale magistero, se le vanno a cercare in un fantomatico magistero “altro”, più puro, più essenziale, più vicino alla Verità, lontano nel tempo. E prendono un grande abbaglio. Non sanno che proprio quell’essenziale li spazzerebbe via in un nanosecondo, proprio loro.


Non sanno neppure che quei primi tempi cristiani, furono anche i più controversi, lacerati da mille defezioni ed eresie, le più tremende. Né sospettano quanto un insospettabile per antonomasia come il gesuita Carlo M. Martini, disse sapendo bene quel che diceva, quand’era ancora cattolico perché non era ancora arcivescovo di Milano: >.


L’essenziale era altrove: nel credere al fatto storico della morte e resurrezione di Cristo, accettare la Storia della Salvezza nel suo complesso. Il resto era solo moltiplicazione di pani e pesci.


L’ERESIA DI RENAN. E IL CRISTO-BONZO

L’eresia strisciante, che si manifestò sotto diverse forme, e nella chiesa primitiva e nell’Ottocento con rinnovato fulgore, specie ad opera di Ernest Renan, sibila tuttora. Ed è piuttosto pigramente assimilata nel bagaglio del cattolico medio e dai buoni sentimenti, in genere attivista politico, ecologista, sponsor dei “nuovi diritti”, dell’ecumenismo depravato facilone e liquidatorio ma tanto tanto buono da essere buonista.

La teoria di Renan, del Cristo-bonzo, “saggio soave e incomparabile”, dunque. In altri termini: non più Dio, non più colui che è venuto a salvare dal peccato, morendo sulla croce e risorgendo.

Ma il buon vecchio saggio amico Gesù: che fa niente se magari proprio Dio non è, se magari non è propriamente esistito, se è solo leggenda… ma è tanto simpatico lo stesso, così inoffensivo povero ragazzo, con tanti bei consigli per tutti sul come vivere sani e belli, fraternamente, amandoci liberamente. Qualcosa di molto simile a quel che il cardinale Ratzinger definì “l’autoerotismo buddista”.

I cattolici dai buoni sentimenti sono sempre in prima linea ormai nel difendere questo amore mondanissimo. E sempre più radicalmente anticristiano. E non sai mai se lo sanno oppure no. Nessuno al giorno d’oggi compie tante sanguinose apostasie quotidiane quanto i cattolici alla chitarra, da sacrestia, da Azione Cattolica, da partito democristiano. Non ci sono nemici più sordidi e pericolosi per la Chiesa di loro, neppure fra i peggio radical-chic.

NON SIAMO CONTRO LA MORALE CATTOLICA. SIAMO CONTRO LA MORALE

Occorre ammetterlo. Forse per caso, forse per incantesimo, forse dopo lunghe operazioni a tavolino in tal senso, il liberalismo, persino il radicalismo alla fine si è fuso con una parte consistente del messaggio cristiano, neutralizzandolo.


In un primo tempo si era tentata la stessa operazione alchemica, in parte riuscita in parte abortita entro pochi anni, con le dottrine socialiste. Mostro che abortito o meno, ha lasciato comunque nel cattolicesimo i suoi strascichi virali; virus che poi sono mutati appunto da socialisti in liberal-radicali, e nell’ultima evoluzione con forti striature sincretistiche infettando la dottrina professata da tanti cattolici.


Liberalismo, sincretismo, psicologismo, religione fai da te. Insomma far dire a un indeterminato Dio tutto privato e su misura di ciascuno ciò che più ci conviene. In genere quel che ricalca il nostro pensiero, che a sua volta altro non è che lo squallido riflesso della vita che abbiamo condotto. Come lasciare ai ladri riscrivere il codice penale alla voce “furto”.


Alla fine il messaggio che vien fuori da questa fusione a freddo fra cristianesimo e liberalismo, che neutralizza il primo elemento, è che si deve contestare non la morale cristiana nelle sue varie parti, ma proprio l’esistenza di una morale, cristiana o meno. Non deve proprio esisterne una. Il fatto che il cristianesimo ne abbia una, questo lo rende doppiamente colpevole agli occhi di Sodoma e Gomorra.


Soprattutto agli occhi del liberalismo, che è il massimo divinizzatore più che dell’uomo dell’individualismo, dell’opinione, della schiavitù irresolubile del secondo me, del metro del gusto personale per giudicare la giustezza e la liceità di ogni cosa. E’ giusto, ammissibile, lecito tutto quel che secondo me e per me lo è; è divino ciò che a me piace. La morale della barzelletta sta tutta qua. E non è una morale cristiana neppure se la osservi dal retto anale.


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