L'aldilą di Antonio Socci: un'intervista - PARTE 2

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Resuscitata?

Ad un certo punto in Tornati dall’Aldilà scrivi che hai realizzato che quella di tua figlia Caterina non era una ripresa, un rianimarsi: era una vera e propria “resurrezione”. Prima avevi dubbi…

Il fatto è che i ragazzi che erano lì continuavano a dire “noi abbiamo visto Caterina morta”. Del resto cos’è un essere umano al quale non batte più da un’ora e un quarto… 75 minuti!… il cuore se non un morto?


“Resurrezione”! Antonio, ma siamo sicuri? Gesù resuscita Lazzaro ma era morto da giorni e già in putrefazione. Che non sia l’errore di valutazione che ultimamente la medicina legale ha rilevato per cui reputiamo come sola sede della vitalità l’attività cardiaca quando in realtà la morte è un processo lungo e complesso che, oggi sappiamo, non parte e non termina dalla cessazione del battito cardiaco? Un cuore che non batte per un’ora, pur nella sua eccezionalità stupefacente, può di già essere definito morte? Il cuore come le altre attività vitali possono sopravvivere in modo residuale, impercettibile e magari intermittente tanto da sfuggire anche ai rilevamenti medici… pensiamo alla morte apparente.

Ma tu hai idea di cosa sia per la medicina la cessazione del battito cardiaco per un’ora e un quarto? Io sono andato a documentarmi. Tu pensa che dopo 10 secondi soltanto dall’arresto cardiaco l’elettroencefalogramma è piatto. I danni, pesantissimi, e spesso irreversibili, iniziano dopo 5 minuti dall’arresto.


Morte clinica.

Anche se io la certezza l’ho acquisita solo quando ho veramente saputo cosa era successo in quell’ora e mezza.


La certezza che era morta?

Risorta. Perché dal punto di vista medico quella era una morte: non deve essere un caso se in inglese rianimazione si dice resuscitation. Ora so cosa è successo in quell’ora e mezza. E posso dire che è resuscitata.


In quelle stesse pagine, poco dopo, si porta l’esempio della “resurrezione” da parte di Paolo di un bambino caduto dalla finestra in sua presenza. Ma l’Apostolo non parla affatto di resurrezione, il vangelo non riporta quella parola, ai presenti lo stesso Paolo dice che lo ha solo “svegliato”. Poteva essere solo uno svenimento traumatico, e Paolo non si sbilancia. Si pone nella prospettiva rovesciata rispetto alla tua: non resuscitation ma rianimazione.

Quella era una resurrezione, il bambino era morto. Paolo per umiltà, per schivare l’attenzione da sé cerca di sminuire la cosa e usa la parola “s’è ripreso”.


Ma proprio per questo io credo che Paolo lo abbia solo rianimato…  e questo voleva significare. Ma chissà se non avesse il dubbio pure lui. Paolo usa delle parole precise, siamo noi a interpretarle spingendole oltre il significato letterale.

Non vuole, oggi diremmo, i “riflettori” su di sé. Fece quello che tanti altri santi hanno fatto dinanzi a simili prodigi: minimizza. Capirai che uno che resuscita i morti, beh, rischia di diventare un idolo. Come fosse stato lui e non Dio.


Santi in paradiso

Dimmi una cosa, Antonio. Tu sei partito da libri a tema storico, molto ben costruiti, pensiamo all’insuperabile La Dittatura anticattolica sul Risorgimento; sulla falsariga di Messori hai…

…no aspetta: nessuna “falsariga”. Messori è straordinario, so che vuoi molto bene a Messori, anche io gliene voglio, e quando ero giovane e lesse quanto avevo scritto sul Risorgimento domandò “ma come fa uno così giovane a sapere tante cose su questo ambito?”, e fu così che ci conoscemmo mi incoraggiò e devo ringraziarlo per tante cose. Tuttavia non ho una formazione che possa dirsi da “prospettiva messoriana”, neppure quando ho scritto i miei libri su Gesù mi sono basato sul suo celeberrimo “Ipotesi su Gesù”, l’ho letto dopo, e semmai avevo letto prima solo i lavori similari di Guitton. Di Messori avevo veramente letto un solo libro: “Rapporto sulla fede”. Se una paternità, una formazione in questo ambito ho mi viene unicamente da don Giussani. La genesi della mia storia intellettuale è semplicemente questa.


Stavo dicendo che hai pubblicato indagini su Gesù e anche sull’aborto come “genocidio”.  Una testimonianza impavida del proprio cristianesimo in tempi poco propizi. Poi ad un certo punto tutto è cambiato, da quasi un decennio e più è iniziata una nuova fase un po’ oscura, dove ti occupi dei “misteri”, firmando libri sui vari presunti “segreti”: di Fatima, di Medgiugorje, Wojtyla, Padre Pio…

Se la metti così mi pare di essere uno di questi che fanno ‘sti programmi sulfurei e superficiali tipo… “Misteri” appunto, e compagnia triste. Andiamo! Ci tengo a dirlo: io sono molto legato alla razionalità, e la mole di documentazione che porto in molti miei libri mi pare debba confermarlo…


Sei molto legato alla razionalità dici… ok, ma…

… “ma” niente… ascolta!… anzi no, ti dico di più: sono un razionalista! Mettitelo bene in testa: razionalista sono!


Il razionalismo è una ideologia, e in quanto tale, irrazionale….
Non me ne frega niente: razionalista! Razionale e razionalista.


È un fatto però che scrivi questi libri di “segreti” che riguardino il sacro.  Adesso addirittura i “morti che resuscitano” nell’ultima tua fatica. Sei sicuro che questa prospettiva serva davvero al lettore? Al cristiano potenziale? Che tutto questo occuparsi dell’extra-ordinario non tolga spazio e tempo all’ordinario, ossia all’incontro con la persona di Gesù?

Non capisco in che senso, scusa! Parlare di Padre Pio è sottrarre spazio a Cristo?


All’Essenziale cioè, sì.

E chi lo stabilisce cos’è l’essenziale? Parlare di padre Pio, di Fatima non è essenziale? E Medgjugorje?


Anche no. La Rivelazione è l’Essenziale.

Questo lo dicono i protestanti: stai arenandoti nel “sola Scriptura”.


In cambio noi abbiamo pure i sacramenti, no?

Ma abbiamo anche i santi. Il sacramento fondamentale è la Chiesa, perché al suo interno c’è la presenza di Cristo. Il quale si incontra in modo particolare nei santi. Il metodo che Egli ha scelto per rendersi presente nella storia è questo. Tu che sei protestante…


Ma non è vero!…

… tu che ragioni da protestante sai che hanno sempre disprezzato i cattolici proprio per il loro venerare la Madonna, i santi, le reliquie, invece di limitarsi alla sola Scrittura.


Ma infatti il cristianesimo non è stato mai religione del Libro.

Ecco, vedo che inizi a usare l’emisfero cattolico del tuo cervello. Il Dio di Cristo non ha preteso di salvare il mondo con un libro: quello è l’Islam, è il Corano. Lo ha salvato incarnando il Figlio, che nella carne è nato, ha patito, è morto e infine sempre dalla carne è risorto.


Questo lo credono pure i protestanti.

E infatti c’è di più. Quella carne avrebbe documentato la sua resurrezione, confermando con le opere l’annuncio che gli apostoli andavano facendo. La testimonianza, i segni, i prodigi dei quali gli apostoli e i santi sono spettatori e tramite, sono anche la conferma che davvero, come era stato detto nei vangeli, “Egli è vivo” e presente nella sua Chiesa. Il cattolicesimo è questa roba qui eh!, cosa credevi?


È capace. Ma temo pure che questo aspetto numinoso qui, extra-ordinario, questo concentrarsi sui derivati del cristianesimo secondario, sia rischioso…

Secondario una cippa!


Fatima straordinaria

Pensa a Fatima…

Non vorrai adesso contestare pure Fatima spero!


No, ma qui pure certi derivati, perché è un fatto che da Fatima tante cose buone son venute ma da lì secernono anche fenomeni stravaganti, strani e fuorvianti, dove si rischia di sforare nell’esoterismo. È il caso dei cosiddetti fatimiti o fatimisti.

Tu parli di ciò che è “inessenziale”, tu e non io. Il fatto che dopo 1.900 anni di cristianesimo si verifica un’apparizione come quella di Fatima così potentemente profetica su quel che sta per venire, sul secolo terribile per la Chiesa che è il XX°, è un caso quasi unico e comunque di enorme portata, col quale san Giovanni Paolo II stesso ha detto “dobbiamo fare i conti”. Ebbene, in tutta questa colossale irruzione del divino sulla terra, c’è uno come te che va in cerca di quisquilie…


Io?!

Tu te, sì, certo: te ti stai perdendo in cerca di bazzecole, quisquilie, pinzillacchere.


Ogni limite ha una pazienza, Antonio! Ma vedo che ci hai un capello per diavolo oggi…

Ma come fai a non averne se dinanzi a tutta questa grazia, a Fatima, ci sta chi non riesce a vedere oltre il proprio naso, a perdersi in facezie su fatimiti o non fatimiti?!


Mi stai per caso dicendo in modo soft che quando il saggio indica la luna, l’imbecille guarda il dito? … onde l’imbecille sarei io?

Ti sto dicendo che le tue sono inezie da clericali, che interessano e in vario modo nevrotizzano quel mondo chiuso alla profezia. Tutto questo è “inessenziale”. La cosa “essenziale” è che dopo quasi duemila anni, nel secolo scorso si verifica un evento soprannaturale che per importanza, forse, è paragonabile a Guadalupe, che decide della cristianizzazione dell’America Latina. Ma forse Fatima è più potente e più inquietante, perché annuncia un serrate le fila di tutte le legioni demoniache che nel Novecento, compatte, in vario modo  si accaniranno contro la Chiesa, Legioni Infernali che andarono sotto il nome di ideologie politiche. Roba, letteralmente, dell’altro mondo!


Non è che La Salette, se vogliamo crederci, annunciasse rose e fiori per il domani…

Ma a Fatima c’è un fatto in più. Quel segno finale straordinario del 13 ottobre 1917 del sole che ruota nel cielo e che corrispondeva alla sfida che i giornali laici e massonici portoghesi avevano lanciato beffardamente alla Madonna. Per la prima volta, la prima!, il Cielo concede un segno di tale plateale potenza dinanzi agli occhi esterrefatti di 70mila presenti, tra cui giornalisti, fotografi, curiosi e gli stessi “sfidanti”. Riconosci o no che è qualcosa di assolutamente eccezionale e fuori dall’ordinario nella storia del cristianesimo?


Si potrebbe dire che mai Dio si è tanto sbilanciato nel dare prova di se stesso.

Ci sei arrivato pure te finalmente. Allora ammetterai che è un fenomeno sul quale vale la pena indagare…  che ne dici?


Gesù non è noioso

Mi garba. Ma sembrano integrazioni, incentivi alla rappresentazione del sacro. Quanto alla nuova evangelizzazione, mi diceva una volta Messori, che uno dei nemici più tosti contro cui combattere, oggi come oggi, sono gli sbadigli di chi ascolta.

Persino parlare di “resurrezione” oggi può far sbadigliare, mentre – questa parola fatale per il cristianesimo – da un orecchio mezzo sordo e scettico entra e dall’altro, indifferente, ne esce. Magari aggiungerci l’extra-vagante, l’extra-ordinario magari aiuta a riaccendere l’entusiasmo.

U’n mi garba pe’ nulla! Io ho scritto un libro di 800 pagine su Gesù, che poi ho diviso in due (La Guerra contro Gesù e Indagine su Gesù), e mi sono trovato a parlarne a gruppi di a volte 300-400 ragazzi e ti assicuro, bastava sentirli e guardarli, non c’è nulla, NULLA di più affascinante e irresistibile della figura di Gesù. Nella mia vita ho incrociato tante persone che hanno a loro volta incontrato il Nazareno, e penso a don Giussani che l’ha trasmesso a tanti altri, ne erano pieni: non li ho visti mai sbadigliare nel sentir ricapitolare quella meravigliosa, stupefacente storia. Hanno nel volto il riverbero della sua forza, la sua bellezza. Io li ho guardati quelli che ascoltavano, alle presentazioni dei miei libri su Gesù: avevo davanti persone con tanto di occhioni pieni di curiosità, meraviglia, interesse, domande. Su Gesù.


Sento che stai per dirmi qualcosa da ciellino classico adesso…

Sto per dirti che quello che manca non è la ripetizione letterale dell’Annuncio; manca l’esperienza di un Incontro.


Come volevasi dimostrare.

Ma guarda che non lo dice solo il ciellino “classico”, lo diceva in altri termini anche Paolo VI: “Non abbiamo bisogno di maestri, ma di testimoni”. Tu puoi essere “maestro” di una teoria; ma “testimoni” lo si può essere solo di un Incontro personale. Non credere chissà cos’è il testimone, che persona straordinaria: può essere semplicemente un qualsiasi cristiano, peccatore, straccione… persino tu… che sia letteralmente commosso, COMMOSSO!, dall’abbraccio di Gesù.


Che avesse ragione Chesterton quando diceva che gli uomini non sono stanchi del cristianesimo, non ne hanno mai conosciuto abbastanza per esserne stanchi?

Guarda, dal momento che mi trovo a scrivere sui giornali, a parlare in tv, a incontrare un sacco di gente, credimi, se c’è oggi una cosa che è letteralmente sconosciuta, SCONOSCIUTA!, è il cristianesimo. Sconosciuto al mondo: letteralmente!


Come è successo?

Augusto Del Noce diceva che c’è proprio una “slealtà” nei confronti del cristianesimo, nella cultura moderna. Nel senso che non lo si prende sul serio, che non si fanno i conti seriamente col cristianesimo per quello che è, ma con la sua caricatura, che una cultura demenziale – la quale tradisce totalmente la sua presunzione di razionalità – ha preteso di farne. E alla slealtà s’aggiunge la superficialità. Primo!


Secondo?

E beh, l’altro problema siamo proprio noi cristiani: siamo superficiali, manchiamo di serietà verso noi stessi e la nostra storia, non ci si ama abbastanza; non si prende abbastanza sul serio nemmeno il fatto di esistere, di essere su questa terra, la nostra vita, le ragioni profonde di tutto questo.


Parliamo un po’ male dei preti? Nessuna colpa da imputare ai pastori d’anime attuali? Ricordo il  primo, spettacolare tuo libro che lessi: C’era una volta il sacro… L’insegnamento sul Cristo che impartisce il clero ti soddisfa?

Anto’! Ti dovrei chiedere quanti giorni hai a disposizione per parlarti male dei preti! Ne parlo da circa ‘na vita: risparmiamelo.  Ma ti dico anche, in base alla mia esperienza, che nella Chiesa non sono mai mancate e non mancano, mai!, persone realmente toccate dal Cristo, che veramente trasmettono quella sua carezza al cuore agli altri. Nella mia vita è stato così. Se uno vuole, guardandosi intorno nella Chiesa, ne trova una marea di gente così. Non dobbiamo mai dimenticare che i tanto disprezzati preti sono quelli grazie ai quali abbiamo il perdono dei nostri peccati e tutti gli altri sacramenti che ci salvano. E solo per questo dovremmo essergli grati. Sparissero i preti, giusti o sbagliati, sparirebbero anche i sacramenti: li tramandano ininterrottamente da Gesù.


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