DALL'ARCHIVIO - Messori: accuse ipocrite, dov'Ŕ la rivoluzione sessuale?

ANNO 1996 Vittorio Messori

Messori, anche lei è indignato per la piazzata di Sgarbi in tv? Molti la considerano uno spot pro-pedofilia.



«Indignato contro Sgarbi? Ma neanche per sogno. Semmai, l’indignazione la provo per questa levata di scudi contro la pedofilia».


Questa è grossa: se la prende con chi denuncia gli abusi sessuali ai danni dei bambini?

«Me la prendo con gli ipocriti – dice lo scrittore, autore del libro-intervista al Papa Varcare la soglia della speranza – A scagliarsi contro la pedofilia, oggi, ci sono le stesse persone che per anni ci hanno spiegato che la morale cattolica è piena di tabù, che nel sesso tutto è permesso. E allora, se tutto è permesso, perché scandalizzarsi per la pedofilia? Il pedofilo non è altri che una persona che ha tratto le conseguenze logiche dall’unica rivoluzione riuscita in questi secoli: quella sessuale».


Beh, probabilmente si ritiene che ci sia un limite a tutto…

«E chi lo decide, questo limite? Il sociologo? Il giornalista ? Dovete ammettere che, in una prospettiva laica e liberal, mettere dei paletti alla libertà sessuale è assurdo, illogico. Guardi che non faccio un discorso da cattolico integralista: recentemente anche Norberto Bobbio ha ammesso che la cosiddetta morale razionale non è affatto ragionevole. È come pretendere di appendere un cappello a un chiodo che non c’è».


Insomma, se Dio non esiste…

«Tutto è permesso, diceva Dostoevskij. E aveva ragione. Se si teorizza che la morale è qualcosa decisa dall’uomo, l’uomo può decidere ciò che vuole. E poi, scusate, lo slogan principe del ’68 non era “vietato vietare”?».


Dunque Sgarbi ha almeno il pregio della sincerità?

«Della sincerità e della coerenza. È perfettamente in linea con la sua cultura. Al contrario di tanti altri ipocriti».


Ad esempio?

«Beh, senta: proprio nei giorni in cui ci si stracciava le vesti per i casi di pedofilia, a Roma è stata inaugurata la mostra di Balthus; un grande artista, certo, ma da cinquant’anni non fa che ritrarre un solo soggetto: bambine nude, in pose lascive, e con i genitali ben in vista. Ecco, secondo i dettami del “politicamente corretto”, ti devi esaltare per la mostra di Balthus e poi andare in corteo contro la pedofilia. Che coerenza c’è?».


Pensa che siano tutti ipocriti, quelli che fanno le marce contro la pedofilia?

«Certo che no. Saranno in gran parte in buona fede. Ma sono vittime di una cultura che li ha ingannati, di quei newsmagazine “politici”, “impegnati”, che da anni si fanno paladini della cultura progressista ma pubblicano, in copertina e all’interno, legioni di donne nude, comprese le “lolite”, cioè, appunto, delle bambine. Mi scusi: ma come fa un giornale come L’Espresso a scandalizzarsi per la pedofilia? «Sono stufo di queste ipocrisie. Non dimentichiamo che l’unica categoria veramente condannata da Gesù è quella degli ipocriti. Non i ladri, non gli assassini, non le prostitute. Nel Vangelo, le parole più dure Gesù le ha riservate agli ipocriti».


Invece la Chiesa, dice Busi – tanto per restare ai talk-show di questi giorni – perseguita gli omosessuali. Cosa risponde?

«Gli “giro” un’intervista che feci a Gianni Vattimo, che è stato uno dei fondatori del Fuori, il fronte degli omosessuali. Vattimo, in gioventù, era con Umberto Eco e Furio Colombo un dirigente nazionale dell’Azione Cattolica. Frequentava preti e oratori, dunque. Bene, mi ha detto – e l’intervista è pubblicata in un libro, Inchiesta sul Cristianesimo – che la sua omosessualità non c’entra nulla con la sua uscita dalla Chiesa. Anzi, dice che è grato per la comprensione che gli fu dimostrata, perché la Chiesa è severa dal pulpito, ma misericordiosa in confessionale».


Ma per Busi i preti sono quasi tutti omosessuali. Dirà che è questo il motivo di tanta comprensione…

«E invece Vattimo ha detto che avrebbe voluto trovarli, dei preti disponibili, ma non ne ha mai incontrati. No, questa Chiesa, che Busi presenta come terribile, è in realtà inflessibile sui principi, ma molto tollerante con ogni individuo, dal quale non pretende l’impossibile. Al contrario di tutte le ideologie post-cristiane. Sbaglio, o gli omosessuali nei lager li hanno mandati i nazisti e i comunisti? E anche i tanto “tolleranti” liberali dell’Ottocento tenevano i gay ai margini della società. Quindi, Busi la smetta, e se la prenda con qualcun altro».


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pi¨ letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext