Così la Chiesa riafferma la sua forza

27/4/2014 Marcello Veneziani Il Giornale

I Papi ormai sono come i carabinieri, vanno a coppie.



Due papi vestiti di bianco convivono in San Pietro e partecipano oggi alla canonizzazione di altri due Papielevati insieme agli altari per bilanciare gusti diversi.


Santificare due Papi in un colpo solo vuol dire lanciare un messaggio promozionale della Chiesa-istituzione prima ancora che della fede cristiana. Significa esaltare la storia della Chiesa più che la vita dei Santi, celebrare il suo magistero più che la santità.


L'ultimo santo a furor di popolo, per grazia di Dio e volontà della nazione, fu Padre Pio con le sue stimmate e i suoi miracoli.


Rappresentava la devozione popolare e non l'istituzione, con cui ebbe contradti (lo stesso Roncalli gli fu ostile).


Ora abbinare il Papa venuto dall'est che combattè il comunismo col Papa del Concilio Vaticano II che aprì il dialogo con i comunisti e i non credenti, almeno secondo le vulgate correnti, significa cavalcare con furbizia ecumenica due target diversi.


Non so se davvero rispondono ambo i Papi ai requisiti autentici della Santità. Bontà e grandezza non sono sinonimi certi di santità. Entrare nella storia o nel cuore della gente non è l'anticamera sicura del carisma divino.


E tuttavia, pur con tutte le avvertenze, è un bene che si indichino a un presente povero di modelli positivi due figure esemplari come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.


Speculazioni a parte, tra madonnari, simoniaci e affittacamere in nero, fa bene al mondo ripensare ad un Papa materno come Roncalli e a uno paterno come Wojtyla.


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