Opposizione necessaria al trattato transatlantico

Gaulliste Libre 27 Aprile 2014

Il trattato trans-atlantico, concepito per creare un unico grande mercato che riunisca Europa e Stati Uniti, rappresenta l’unico tema del quale dovremmo discutere.


Danièle Favari ha riassunto in un libro di rapida lettura tutti i temi principali di tale trattato.


Un tema da affrontare I negoziati commerciali per creare un grande mercato trans-atlantico sono rimasti da tempo fuori dal dibattito democratico, ma la cosa sta cambiando.


Salutiamo qui due pionieri : Lior Chamla, di la théorie du tout, e Magali Pernin di Contre la Cour (citato da Danièle Favari).


Nei mesi di febbraio, maggio e giugno 2013 e gennaio 2014 ho scritto 4 pezzi sul tema. Marianne, solo pochi giorni fa, gli ha dedicato un dossier, riferendo sia le discussioni fra la commissione e le multinazionali che l’influenza delle lobby.


Le Monde se ne occupa in modo meno critico, ma ha dedicato al tema numerosi articoli.


Sud-Ouest si domanda: «perché questo trattato appiccherà il fuoco all’Europa?».


Il libro di Danièle Favari è uno strumento importante per combattere tale trattato.


Si tratta di un libro breve ma completo. Vi si ritrova il testo integrale del mandato per la Commissione Europea – fornito da Magali Pernin – e numerosi rimandi e fonti che permettono l’approfondimento. Il testo del mandato per i negoziati è “allucinante”: dice tutto ed il contrario di tutto (unificazione dei mercati ma preservazione delle specificità e per quanto “globale” sia, si intuisce da quale parte “penda”).


Perché dobbiamo assolutamente opporci


La prima argomentazione: creare un mercato transatlantico significa perdere il controllo del nostro mercato. I dazi sono solo al 4% e quindi il TAFTA è solo una guerra sulle normative che gli USA vogliono vincere.


Voler unificare due mercati così diversi – anche nei valori – è semplicemente aberrante.


Non sono minimamente mercati comuni, lo dicono gli stessi negoziatori e lo sottolinea ad esempio Raoul-Marc Jennar. Ignorare poi le questioni monetarie è assurdo. [Casualmente] esse avvantaggiano gli USA...


È un trattato che sancisce la sottomissione europea al potere degli Stati Uniti e minaccia i nostri servizi pubblici.


Cosa sperare poi da un François Hollande?, il quale dichiarava a febbraio, da suolo statunitense: «Una volta che siano fissati i princìpi, che siano conferiti i mandati, che si conoscano gli interessi, procedere spediti non è un problema ma la soluzione».


La seconda importante argomentazione è che il trattato promuoverà un gioco al ribasso in tutti i settori, e nello specifico in quelli sanitari: “OGM, mais MON810 ed altri ‘prodotti’ Monsanto, Pioneer, Bayer, latte di mucca con ormoni, polli con carni al cloro, carni di suino alla ractopamina”.


Financo Jean Quatremer – che dichiara guerra a chiunque tocchi il suo dio europeo – sul tema si adombra.


L’autore osserva che la clausola di salvaguardia è solamente teorica perché, “benché sia già stata invocata in 10 casi, in tutti e 10 i casi è stata respinta”.


Dunque il trattato “suggellerà la fine del modello europeo ai livelli sociale, economico, industriale, culturale ed ambientale, e la fine dei diritti dei cittadini e dei consumatori”.


Infine, la terza importante argomentazione riguarda il modo con il quale il trattato stesso viene negoziato: all’oscuro dei cittadini e condividendo le informazioni più contraddittorie solo con le multinazionali.


Occorre qui far presente che “gli eurodeputati non hanno nessuna possibilità di accesso ai documenti, perché gli Americani vi oppongono il veto. I lobbisti invece vi hanno accesso!”


. La consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea a gennaio è fondamentalmente una manovra di buone relazioni con la stampa che non avrà il minimo peso sul contenuto dei negoziati. La cosa è già stata denunciata da alcuni parlamentari – quali Jean-Pierre Chevènement o Marie-Noelle Lienmann, che sottolinea il “rischio di de-industrializzazione”.


Nel suo libro, Danièle Favari ci fornisce tutte le chiavi per comprendere perché bisogna opporsi a questo trattato volto a creare un “paradiso planetario delle multinazionali”, protetto da interferenze democratiche.


Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla


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