INTERVISTA AL MINISTRO LAVAROV - PARTE 1

Sergey Lavrov 29 Marzo 2014 Russia Today

La Russia non ha alcuna intenzione di inviare truppe in Ucraina


Pubblichiamo una nostra traduzione della lunga intervista al Ministro Lavrov comparsa su Russia Today. Si tratta di un pezzo di bravura del Ministro Russo e l'ennesima lezione di diplomazia. In poche domande Lavrov denuncia una mostruosa strumentalizzazione mediatica (orwelliana secondo lui) che non rinuncia ad essere, a tratti, imbarazzante per quanto è grossolana (soprattutto in merito al tentativo di rovinare le ottime relazioni esistenti tra Russia e Cina).

La Russia, accusata di aver manipolato il voto in Crimea, tenta disperatamente di mantenere le relazioni con i partner occidentali nell'ambito della diplomazia. Lavrov non rinuncia nondimeno a manifestare il suo rammarico per una situazione che ha del paradossale (ma prevedibile): i voti alle Nazioni Unite sono carpiti con minacce di vario genere...
(Lorenzo de Vita)

--------------

Non vi è alcuna intenzione da parte di Mosca di inviare le sue truppe in Ucraina Orientale, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov lo ha dichiarato chiaramente, e si augura che una maggior comprensione occidentale della posizione Russa consentirà una de-escalation della tensione. In un'intervista con Rossiya TV, Lavrov ha parlato dei futili tentativi occidentali di isolare la Russia diplomaticamente, la crescente presa di coscienza della necessità di una riforma costituzionale - che Mosca propone in forma di Federazione - le prospettive di espansione della NATO in Ucraina ed il potenziale esistente per una presenza della Marina russa in tutto il globo.

Nessun isolamento della Russia nel voto delle Nazioni Unite

Domanda: Dopo che i Paesi del G7 hanno annunciato la loro decisione di ritirarsi dal G8, si è detto che la Russia è ora isolata sulla scena internazionale. Nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite 100 Paesi hanno votato contro la Russia. Esiste dunque questo «isolamento»?

Sergey Lavrov: Isolation è un termine inventato dai nostri partner occidentali che agiscono con nostalgiche ambizioni neo-imperiali. Appena qualcosa non è di loro gradimento se ne escono minacciando sanzioni. I tempi in cui tale strategia potrebbe essere impiegata brillantemente sono ormai lontani. Dovrebbero pensare di ottenere da tutti, senza eccezioni, di lavorare insieme e non di isolare i loro partner.

Sono sorpreso di come, ossessivamente, stiano cercando di creare, piuttosto che trovare, una prova di isolamento della Russia. Ho visto di tutto durante la mia carriera; secondo voi è accettabile voler utilizzare, come strumento di pressione per i principali Paesi (inclusi i nostri partner più vicini), tante risorse diplomatiche per far sì che tutti concordino con la loro propaganda circa l'integrità territoriale dell'Ucraina - ignorando oltretutto il resto dei princìpi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite? Rimango stupito di tanta alacrità. Istituzioni governative "chiave" spendono così tante energie su tali obbiettivi...

È il caso del voto dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tali risultati sono conseguiti grazie alla combinazione di diversi mezzi. In primo luogo, i nostri vicini ucraini sono stati invitati a mantenere il tono del loro progetto di risoluzione «non conflittuale» ed «equilibrato» così da inviare un messaggio positivo sulla necessità di rispettare l'integrità territoriale dell'Ucraina. Chi potrebbe opporvisi? Ma non è nemmeno una mezza verità di come sono andate le cose realmente; è solo un frammento di essa. Tu ed i nostri telespettatori capite bene di cosa stiamo parlando...

Poi, ad alcuni Paesi (sufficientemente ingenui) viene detto: «Guardate, è un grande risoluzione la nostra!, perché non firmare e ne diventate un co-sponsor». Quelli più esperti, che si rendono ben conto di quello realmente sta accadendo, vengono invece minacciati con un: «se non supportate questa risoluzione ci saranno delle conseguenze»... poi vengono descritte loro queste conseguenze. Noi sappiamo bene quali sono. Alcuni nostri partner vengono da noi e ci confidano il perché questo o quel Paese relativamente piccolo è crollato davanti a queste minacce: contratti non firmati, dividendi politici negati, etc. Se prendiamo in considerazione che l'Occidente (in senso lato), tra cui Australia, Nuova Zelanda, Giappone etc., conta circa di 40 Paesi... praticamente 50 Stati sono stati costretti o in qualche modo convinti a votare a favore.

Noi non porteremo alcun rancore verso queste delegazioni. Non influenzerà le nostre relazioni con loro. E non posso non sottolineare un altro numero: circa 70 Paesi hanno rifiutato di sostenere la risoluzione.

D: E se contiamo i Paesi che non hanno un voto... si salirebbe a 93.

SL: Quindi, fondamentalmente, si tratta di un pareggio. La «propaganda della macchina occidentale» - non c'è davvero altro modo per definirla - la saluterà come una grande vittoria nei suoi media, ma noi conosciamo il vero valore di questa "vittoria".

D: 100 Paesi hanno votato contro la Russia. Il numero dei Paesi che hanno votato per la Russia include i Paesi coraggiosi che, nonostante la pressione esercitata, hanno fatto questa scelta.

SL: Una decisione senz'altro coraggiosa! Non è anti-occidentale o anti-ucraina. Essa riflette una profonda comprensione di quello che sta accadendo, da parte dei Paesi che non hanno votato a favore e soprattutto quelli che hanno votato contro

La Cina comprende i legittimi interessi Russi e sue preoccupazioni in Ucraina

D: Tre settimane fa, al nostro programma è intervenuto l'Ambasciatore Russo Vitaly Churkin presso le Nazioni Unite, sostenendo che la Russia si aspetta di vedere unsupporto morale dalla Cina. La Cina si è astenuta dal voto sulla risoluzione. In seguito, durante una riunione tra il presidente Obama e quello cinese Xi Jinping, i miei colleghi occidentali mi ha riferito che gli americani stavano cercando di convincere la Cina ad abolire i contratti di fornitura di gas con la Russia. Poi anche lei si è incontrato con Xi Jinping. Cosa sta accadendo tra Cina e Russia?

SL:
La Cina è un partner stretto del Russia. Nei nostri documenti congiunti le nostre relazioni sono definite come «partenariato strategico globale di cooperazione». Tutte le azioni della Cina ribadiscono il loro impegno nei princìpi che abbiamo concordato insieme. Se, come dici tu, gli americani hanno cercato di convincere la Cina a rivedere i propri accordi economici con noi - e al più alto livello -, si tratterebbe di un atteggiamento fuori da ogni schema accettabile; ingenuo o sfrontato che dir si voglia. E tale atteggiamento dimostra ignoranza di quale sia l'essenza della politica cinese come della loro mentalità.

La Cina, fin dall'inizio, ha dichiarato di essere ben conscia della situazione e prende in forte considerazione ogni combinazione di fattore storico-politico e si oppone vivamente all'utilizzo di misure non-diplomatiche e minacce di sanzioni per risolvere la situazione. I contatti con i nostri partner cinesi dimostrano quanto abbiano compreso non solo gli interessi legittimi della Russia in questo caso, ma quanto siano altresì vicinissimi a noi nella comprensione di quali siano le vere cause della crisi in Ucraina. Non vi è alcun dubbio. Il Presidente Putin e il presidente Xi Jinping hanno parlato al telefono. Il 24 marzo mi sono incontrato con il presidente Xi Jinping a margine del vertice sulla sicurezza nucleare a L'Aia. Mi sono incontrato anche con i Ministri degli Esteri delle nazioni BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

L'Ucraina (non la Russia) ha ostacolato  lo spiegamento della missione OSCE

D: Sabato scorso abbiamo informato i nostri telespettatori che l'OSCE aveva approvato il mandato per una missione da inviare in Ucraina. Perché la Russia lo ha inizialmente contestato? Cosa c'è dietro questa missione?

SL: Veramente direi che sono stati i nostri partner occidentali e ucraini che inizialmente si opponevano a questa missione.

D: Ma come al solito è stato fatto intendere il contrario: Russia contro il resto d'Europa...

SL: Siamo abituati a questo. I trucchi orwelliani vengono ancora ampiamente utilizzati. La Russia era disposto a far inviare una missione OSCE addirittura una settimana prima che tale decisione fosse finalmente presa. Anche se tutto era già chiaro fin da allora, i nostri partner hanno chiesto - con una determinazione assurda - che la Crimea fosse inclusa nel mandato come parte dell'Ucraina. Si può essere completamente in disaccordo con le nostre decisioni sovrane; si può rifiutare di riconoscere le decisioni prese dalla Russia sulla base della volontà del popolo di Crimea e sostenute poi da una maggioranza schiacciante. Siamo consapevoli che questo, ovviamente, può avvenire. Ma è impudenza diplomatica - o totale incompetenza - non riuscire a comprendere la reale situazione politica che c'è in ballo e la totale inutilità di quelle richieste dopo che abbiamo chiaramente detto che avremmo dato seguito a qualsiasi esito del referendum in Crimea.

D: Mosca insisteva che la missione dovesse riguardare le regioni occidentali dell'Ucraina come quelle orientali. È stato fatto?

SL: Tenendo conto dei talenti comprovati dei nostri colleghi occidentali nel torcere le parole e interpretare male le nostre disposizioni, stavamo insistendo affinché nel mandato fossero elencate città e regioni piuttosto che ricadessero senza precisazioni sotto il termine «Missione in Ucraina». Naturalmente l'elenco comprendeva le città situate sia nella parte occidentali che orientale dell'Ucraina, ma escludeva quelle situate sul territorio della Repubblica di Crimea, Federazione Russa.

L'estremismo Ucraino da tempo denunciato dalla Russia


D:
Si deve registrare qualche progresso non solo in termini di invio di una missione OSCE in Ucraina, ma anche  in merito alla capacità delle nuove autorità ucraine - loro legittimità a parte - nell'affrontare il problema dell'estremismo di destra, come dimostrano le ultime 36-48 ore?

SL: Ci hanno messo troppo; ma «meglio tardi che mai». Oltre un mese fa ho sollevato la questione e la necessità di dissociarsi dalle forze radicali con i nostri partner occidentali. Ho posto loro una domanda molto semplice: «Se siamo d'accordo che abbiamo bisogno di 'sdrammatizzare' la situazione, perché non si vuol dire pubblicamente ciò che rappresentano davvero questi settori di estrema destra?». Lo stesso vale per il partito Svoboda, che si rifà alla dichiarazione del 30 giugno 1941 che espresse il sostegno alla Germania nazista ed ai suoi sforzi per stabilire un Nuovo Ordine Mondiale. Secondo la Carta del partito, sono tuttora impegnati su questo principio.

I nostri colleghi hanno reagito abbastanza stranamente alle nostre richieste di esprimere almeno pubblicamente il loro parere su queste forze ed esercitare la loro influenza sulla gente di Kiev che li hanno accettati come loro nuove autorità in modo che facciano lo stesso. In un primo momento hanno evitato il problema; poi, in uno dei recenti incontri il segretario di Stato americano John Kerry mi ha detto che, dopo attento esame, hanno concluso che quel settore stava cercando di diventare un movimento politico. In sostanza: è una buona cosa per loro, e Svoboda «si sta muovendo verso la politica mainstream». Questa è una citazione. Molte persone erano presenti alla riunione, quindi non sto rivelando un segreto. Io ho cercato di portare esempi contrari della tendenza di questi gruppi, partendo dal loro esortare il pubblico a sparare in testa ai Russi per ucciderli, fino ai pestaggi che avvengono soprattutto nelle parti orientali dell'Ucraina, dove i membri di questi gruppi si considerano a casa loro.

Per quanto riguarda ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni, speriamo che le dichiarazioni del Governo ucraino siano il risultato di qualche campagna di sensibilizzazione condotta dai nostri partner occidentali. Come ho già detto, «meglio tardi che mai».

Vediamo cosa accade. I recenti avvenimenti (mercoledì notte, svariate centinaia di attivisti neo-nazisti di Pravij Sektor e i loro fiancheggiatori hanno assediato l'edificio del Parlamento, facendo pressioni sui legislatori per dare il benservito all'appena appuntato Ministro degli Interni Arsen Avakov > leggere nostra traduzione), sono molto eloquenti. Qualunque cosa si possa pensare in merito alle circostanze della sua morte, che, come in qualsiasi caso, dovrebbe essere studiata a fondo, non si può non notare la spinta motivazionale che questo avvenimento ha dato a queste persone. È un segnale molto allarmante.

Mi ha sorpreso vedere che, mentre la televisione Russa, tra cui il vostro canale, ha mostrato l'assedio, riportando un commento completo sugli eventi e possibili conseguenze, Euronews non ha detto una parola, parlando dell'Ucraina solo in merito alla transazione con il FMI, nella terza o quarta notizia. Purtroppo, questo è quello a cui alludevo prima. Cercheremo di stabilire la verità attraverso i canali alternativi ai media occidentali «tradizionali». Mi auguro che i vostri canali alternativi diventano mainstream.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext