L'Europa del futuro

21/11/11 Tratto da Dagospia

DISUNIONE EUROPEA  DISUNIONE EUROPEA


Benvenuti nell'Europa del 2021. Niall Ferguson, sul "Wall Street Journal", immagina cosa sarà il Vecchio Continente 10 anni dopo la crisi attuale in un lungo articolo che è al primo posto tra quelli più letti sul sito del quotidiano americano. Ebbene, una decade dopo la crisi, passata non senza essersi presa lo scalpo di almeno 10 governi, Francia e Spagna inclusi, in Europa circola ancora l'euro, anche se più in forma elettronica che in contante. Vienna ha sostituito Bruxelles come capitale di ciò che ormai ha preso il nome di Stati Uniti d'Europa (Use).


EUROPAEUROPA

Ma per l'Italia e gli altri paesi periferici (Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia) le cose continuano ad andare male: la disoccupazione è salita al 20%. Tuttavia, la creazione di un nuovo sistema fiscale federalista, nel 2012, permette un continuo flusso di denaro proveniente dal cuore pulsante del Continente. Nell'Europa del sud un quinto della popolazione ha più di 65 anni e un altro quinto è senza lavoro. Di conseguenza la gente ha tutto il tempo per godersi i piaceri della vita e all'interno di questa economia grigia si possono fare un sacco di euro lavorando come giardinieri o camerieri nelle seconde case dei tedeschi.

L'euro è stato adottato anche in Lituania e Lettonia e Polonia, che insieme all'Estonia sono divenuti i paesi che più ogni altro attraggono gli investimenti della Germania per le loro tasse e per i loro salari bassi. Ma la Use ha anche perso pezzi: in Gran Bretagna David Cameron ha ceduto alla pressione degli euroscettici ed è stato votato il referendum che, anche grazie alla campagna promossa dai tabloid inglesi, ha portato all'uscita dall'Unione con una percentuale di favorevoli pari al 59%.


ITALIAITALIA

Forse sarebbe stato conveniente che l'Europa del 2021 avesse i suoi cardini in Roma e Atene, culle della civiltà occidentale. Ma Papandreou e Berlusconi non sono stati affatto le prime vittime di ciò che potremmo definire la maledizione dell'euro, una moneta "ammazza-governi". Dal giugno 2010 ne erano caduti già sette: Paesi Bassi, Slovacchia, Belgio, Irlanda, Finlandia, Portogallo e Slovenia. E poi la Spagna. E poi? Facile: Nicolas Sarkozy.

Lo scenario immaginato da Niall Ferguson va oltre, racconta la sconfitta della Merkel alle elezioni del 2013 e l'ascesa, un po' ovunque tranne che in Germania, dei partiti ultranazionalisti. Proprio sulla spinta di uno di questi, il True Finns, si è costituita la Norse League che comprende tutta la Scandinavia, la Danimarca e l'Islanda.

L'euro, nonostante le fosche analisi che giravano nel 2011, è sopravvissuto grazie all'incisiva azione di Mario Draghi che alla fine è riuscito a trasformare la Banca centrale europea in un prestatore di ultima istanza...

2- DISUNIONE EUROPEA - NESSUNO HA MAI DETTO CHE L'INTEGRAZIONE È FACILE - ALCUNI MOMENTI AGITATI NELLA RECENTE STORIA EUROPEA
Dichiarazioni di leader europei raccolte dal "Wall Street Journal"

- "Hai perso una buona occasione per tacere... siamo stufi delle tue critiche e del tuo dirci cosa dobbiamo fare" - (il presidente francese Nicolas Sarkozy al primo ministro inglese David Cameron, Summit UE a 27, ottobre 2011)

- "In tutti i dati che vengono sventolati in giro riguardo la tassa sulle transazioni finanziarie, è giusto ricordare il fatto che circa l'80% delle tasse verrebbero prelevate da società operanti nel Regno Unito. A volte sono tentato di chiedere ai francesi se vorrebbero una tassa sui formaggi" - (David Cameron, discorso alla Camera dei Comuni, novembre 2011)

- "Margaret Thatcher mi ha sempre fatto venire dei gran mal di testa" - (l'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, dichiarazione contenuta nel suo libro di memorie, 2005)

- "Non voglio essere maleducato, ma sa, in realtà, lei ha il carisma di uno straccio umido e l'aspetto di un impiegato di banca di basso livello" - (il membro inglese del Parlamento Europeo Nigel Farage a Herman van Rompuy, ex primo ministro belga e presidente del Consiglio Europeo. Parlamento Europeo, febbraio 2010)

- "Parma è un sinonimo di buona cucina. I finlandesi non sanno neanche cosa sia il prosciutto" - (Silvio Berlusconi, sulla proposta di creare l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare in Finlandia invece che a Parma. Dicembre 2001)

- "Ha parlato di paesi grassi e gonfi di soldi che non sono pronti a fare qualcosa per i paesi poveri, e stava guardando noi" - (il ministro degli esteri olandese Bernard Bot, riferendosi al presidente francese Jacques Chirac, giugno 2005) 


TRATTO DA DAGOSPIA 21/11/2011


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