Papa e Oscar, a Roma si sta capovolti

Marcello Veneziani - Sab, 22/03/2014 - Il Giornale

Non so se sia un effetto combinato di Papa Francesco o dell'Oscar ma nel giro di pochi giorni ho visto a Roma curiosi fenomeni para-religiosi.


Per le strade di Campo de' fiori ho incrociato un gruppo di suorine ispaniche che si fotografavano col selfie e una si atteggiava a top model.

Ho visto un gruppo di frati in gelateria ordinare e divorare tredici gelati (paga Giuda?).


C'è un giovane parroco che somiglia a Zucchero, fa l'imitazione di Bergoglio e nella partita scapoli-ammogliati gioca tra i secondi: un'intenzione di voto?


Dopo la svolta ci sarà in parrocchia anche la squadra dei separati? Non ho ancora visto però cardinali sul bus 64 che porta a San Pietro né palazzi vaticani affittati a prezzo di carità ai poveri sfrattati.


Roma è sotto effetto Papa-Jep Gambardella. Ho visto l'altro giorno a piazza Navona una gita scolastica con un folto gruppo di docenti accompagnati da due soli studenti che cercavano di tenere a bada i prof più indisciplinati.


 Frutti perversi della denatalità? Per lo stesso motivo vedo spesso a piazza Farnese un bambino con genitori e nonni ogni giorno diversi; tra separati e risposati vive in mezzo a quattro genitori più un grappolo imprecisato di nonni.

Un bambino, dieci adulti.


Altra stranezza: i coatti di periferia invadono il centro e i fighetti del centro si riversano a bere la sera nel malfamato quartiere del Pigneto. Tra le ragazzine romane la parola più diffusa è czz, per dirla in codice fiscale. Roma dal vivo è più assurda del film. Vive capovolta. A Roma ci si inverte un sacco.


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