20 marzo 2014 Il Riempitivo

20/4/2014 Pietrangelo Buttafuoco Il Foglio

Una tradizione orale profondamente radicata, per esempio la lituana, la più antica tra le lingue indoeuropee, è così vitale e potente da poter sopperire alle funzioni della letteratura.


La lingua orale, per dirla con Carmelo Bene, si rivela nella complessità tonale a dispetto di ogni degenerazione "scritturale".


Perfino tra gli illetterati, spiega bene Martin Lings - direttore della biblioteca di Oxford, musulmano tra i più sapienti - la poesia non risulta estranea, anzi, si salda come archetipo essendo stata tramandata da un racconto remoto e la "lettera", cioè la parola sottratta al suono e ridotta a segno, la scrittura insomma, è ciò che uccide.


 Tanto è vero che Pitagora tracciava i suoi teoremi sulla sabbia per poi cancellarli e così gli astri, in cielo, attendono l'aurora per uscire di scena e celebrare l'assenza.


Come fa la vita con tutto quel suo rumore che lascia in casa dopo averla fatta vuota cercando il mondo, svelando l'archetipo.


E' bellissimo "Simbolo e Archetipo" di Martin Lings. Lo ha tradotto Eduardo Ciampi. Edizioni del Giano.


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