26 maggio 2012 Preghiera

26/5/2012 Di Camillo Langone per il Foglio

Per un Vaticano trasformato in "bad company". La "bad company" è un veicolo societario usato per assorbire passivi e problemi stornandoli dalla "good company", la parte sana di un'azienda che liberata dalla zavorra può ripartire di slancio. E' uno strumento che ha salvato dal fallimento molte imprese e va usato per salvare la Chiesa. Gli ultimi fatti disgustosi (brutale defenestrazione di Ettore Gotti Tedeschi, furto di documenti dalla scrivania del Papa con relativo arresto più sospetto dello stesso arrestato...) mostrano che il fumo di Satana visto introdursi da Paolo VI nei Sacri Palazzi, giusto quarant'anni fa, è ormai talmente denso che nessuno è più in grado di vederci nulla. Oggi il Vaticano è una controtestimonianza permanente da abbandonare al suo tristo destino. Bisogna lasciarci dentro (o metterci) lo Ior e la Cei, la Sacra Rota e l'Osservatore Romano, i Pontifici Consigli tutti, i cardinali atei mille volte segnalati da Padre Amorth e ovviamente il capo dei pretoriani, quel Tarcisio Bertone che sta stringendo in una morsa l'appartamento papale. Benedetto XVI deve traslocare come fa Pietro II nel thriller di Antonio Socci ("I giorni della tempesta", Rizzoli), stabilendosi sulla Casilina nella canonica della chiesa dei Santi Marcellino e Pietro, sopra le catacombe dove la mistica Maria Valtorta ha intravisto il corpo incorrotto del primo pontefice: esattamente la pietra su cui le porte degli inferi non prevarranno.


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