La filosofia araba, il sensismo britannico, la metafisica tomistica e.... - PARTE 2

d. Curzio Nitoglia 05 Febbraio 2014

PARTE 2

L'Empirismo anglo-americano fondamento del teoconservatorismo



L'Empirismo è una corrente filosofica nata in Inghilterra che equipara la conoscenza umana a quella puramente sensibile degli animali. Esso è una forma meno rigida dell'Illuminismo francese. L'intelletto umano può conoscere la verità, ma solo quella sensibile o fenomenica, mentre quella intellegibile o metafisica gli sfugge totalmente. La filosofia classica e quella scolastica hanno preteso, secondo l'Empirismo, di conoscere la sostanza delle cose, di elevarsi sino alla Causa prima di ogni ente, ma senza risultati. Il trascendente potrebbe anche esistere, ma è assolutamente inconoscibile dall'uomo.

La metafisica della sostanza (Aristotele) e dell'essere (san Tommaso) asseriscono che "nulla entra nell'intelletto se prima non passa attraverso i sensi". L'ultra-sensibile non lo si può conoscere con i sensi esterni né interni, ma non è esatto affermare che l'uomo non possieda una facoltà conoscitiva razionale e sopra-sensibile, che ci permette di leggere dentro ("intus legere") le cose sensibili ed astrarre logicamente l'essenza intelligibile da esse.

Per esempio ho la certezza di vedere una bistecca alla fiorentina o una cotoletta alla milanese ed inoltre di conoscere la sua natura ("sostanza") di carne, la quale soggiace alle sembianze ("accidenti") della cotoletta alla milanese o della bistecca alla fiorentina, e di sapere che essa è essenzialmente diversa dal pesce. Perciò l'uomo ha l'esperienza di essere fornito di conoscenza intellettuale e razionale, la quale apprende la natura della carne, la natura del pesce, le mette in relazione e ne deduce la loro sostanziale diversità, cose che la conoscenza sensibile non può fare, limitandosi a vedere una bistecca o a ricordarla, ad annusarla e così via.

Inoltre, se è venerdì, sono conscio di essere libero di mangiare o non mangiare la bistecca anche se mi piace, mentre l'animale è incapace di astenersi di fronte ad una bistecca e non riesce a metterla in relazione con il venerdì e neppure con la natura del pesce o dell'insalata, anche se fiuta e riconosce gli odori ed i sapori ("accidenti qualità") della bistecca o della verdura ("sostanza").

Perciò l'esperienza ci mostra come la teoria dei sensisti o empiristi è falsa, ossia non conforme alla realtà delle cose. Infatti l'uomo è sostanzialmente diverso dall'animale ed ha una conoscenza intellettuale e razionale superiore a quella puramente sensibile ed inoltre è fornito di libera volontà. Quindi è un fatto, e "contro il fatto non vale l'argomento", che il sensismo o empirismo sono falsi poiché non conformi alla realtà della natura umana, fornita, come ci mostra l'esperienza, di intelletto e libera volontà, che mancano agli animali.

Un altro falso sistema filosofico nato in America e figlio dell'Empirismo è il Pragmatismo, il quale insegna che è vero solo ciò che è utile. Infatti quando, partendo dagli effetti risalgo verticalmente dal contingente al necessario, alla loro Causa prima incausata evitando il regresso orizzontale all'infinito (padre/figlio...) constato di far ciò non perché mosso dall'interesse o dal sentimento irrazionale. Infatti sarebbe molto più utile al mio interesse personale rubare piuttosto che lavorare, vivere secondo le passioni piuttosto che sottometterle alla volontà e questa a Dio. Ma ciò non è conveniente poiché la mia ragione sa che dal nulla non viene nulla e che se c'è un effetto vi è una causa. Quindi, anche se non mi fa comodo, so che Dio esiste e lo posso provare con un ragionamento rigoroso.

Parimenti a partire dagli atti che la mia anima pone (conosce oggetti immateriali e spirituali: la giustizia, l'onore, la povertà) risalgo alla sua natura di sostanza spirituale, incorruttibile e immortale. Infatti i sensi non possono vedere ciò che è ultra-sensibile, spirituale e immateriale. Nessuno ha mai visto, toccato, sentito l'onore, la giustizia ecc. Quindi ho delle facoltà conoscitive (intelletto) e volitive (volontà) che sono spirituali e l'anima nella quale sono situate è essa stessa spirituale.

Sapendo con certezza che Dio esiste e che l'anima umana è immortale si pone il problema pratico del primo principio della morale "bisogna fare il bene e fuggire il male", anche se non mi fa comodo.

Perciò la mia natura mi fa toccar con mano che l'Empirismo o il Sensismo sono sistemi sostanzialmente erronei poiché negano la mia capacità di conoscere la natura delle cose e la realtà trascendente questo mondo sensibile.

Ebbene la filosofia su cui si fonda la "Magna Europa" atlantica dei teocon è quella dell'Empirismo di Hobbes († 1679) secondo cui esiste solo ciò che è individuale e corporeo. La sua filosofia è un Empirismo fortemente materialista. Tutto è materia, anche l'anima umana. La sua filosofia inoltre è pragmatica, il principio e fondamento è il tornaconto personale e l'egoismo, fonte del liberalismo teoretico e del liberismo finanziario.


 Un altro autore su cui si fondano i teocon è Locke († 1704), che è un puro sensista: l'uomo conosce solo il sensibile e non può giungere all'essenza delle cose materiali né innalzarsi al trascendente; le idee o i concetti sono solo "nomi" e non conoscono la realtà né la rappresentano (Nominalismo).

Berkley
Berkley († 1753) è un altro pensatore empirista, che affonda le radici del suo pensiero nel "Nominalismo" di Occam († 1349) secondo cui le idee razionali sono puri nomi, che non conoscono e non esprimono la natura delle cose) quindi la conoscenza umana è solo un puro chiacchiericcio). Berkley accentua il sensismo o empirismo di Locke perché non accetta neppure la conoscenza sensibile interna, ma si ferma solo ai sensi esterni. La realtà è solo materiale e coincide con la nostra sensazione di essa. Egli apre le porte all'idealismo soggettivista, secondo il quale è il pensiero dell'Io a creare la realtà.


Tuttavia mentre per l'Idealismo è l'Io assoluto o l'Idea a creare la realtà, per Berkley è l'Io sensibile e sensitivo che conoscendo coi sensi pone l'oggetto, per cui non è tanto la materia che esiste quanto la sensazione umana che rende oggettiva la realtà materiale. Quindi, per Berkley, la conoscenza umana è solo sensazione, al di là della quale nulla è conoscibile e il mondo materiale è solo una rappresentazione della nostra sensibilità poiché noi conosciamo solo le nostre sensazioni soggettive che rendono oggettiva la materia ("esse est percipi", l'essere consiste nell'essere conosciuto dai sensi).

Hume
Un altro filosofo empirista è Hume († 1776) secondo il quale tutto ciò che supera la pura esperienza sensibile non ha nessun valore conoscitivo. Egli nega in maniera categorica e totale il principio di causalità ("un effetto deve avere una causa"). Secondo Hume ciò che volgarmente chiamiamo causa non produce l'effetto, ma lo precede soltanto. Quindi l'effetto è "post hoc sed non propter hoc". Ora se ci si limita alla sola sensazione, è chiaro che vedo un effetto dopo un altro e non conosco il nesso tra causa ed effetto. Infatti non posso toccar con mano la causalità ossia la produzione dell'essere dell'effetto. Tuttavia tale nesso, anche se non è sperimentabile sensibilmente, è intelligibile e me ne formo un'idea razionale astratta dalla conoscenza sensibile.

Per Hume la causa è un puro nome ("Nominalismo"), che non produce nessun effetto, non influisce sull'essere del causato, ma è solo un fenomeno sensibile ("Fenomenismo") che cade sotto i nostri sensi e normalmente precede probabilmente l'effetto, ma non in maniera assolutamente costante e necessaria, e soprattutto senza dargli l'essere. Per esempio se colpisco una palla ed essa corre, secondo la metafisica classica e tomistica il movimento della palla è effetto del colpo che le ho dato, il quale causa o influisce sull'essere del movimento. Invece secondo Hume vi è solo un susseguirsi opinabile o probabile di movimenti senza che il primo influisca sull'altro. Così il padre non è causa del figlio, il fuoco non è causa del fumo e, se un fenomeno (padre) sin ora ha sempre preceduto un altro fenomeno (figlio), è probabile che lo precederà anche in futuro. Il rapporto di causalità tra due fenomeni è una credenza volgare generata dal vedere con i sensi un fenomeno precedere cronologicamente l'altro. Inoltre secondo Hume la conoscenza sensibile di un fenomeno non è un ente reale, ma una pura apparizione alla coscienza o conoscenza sensibile umana. Lo "Scetticismo" è, quindi, la conclusione necessaria della filosofia humiana.

Ora il principio di causalità efficiente, negato prima da Hume e poi da Kant († 1804), è un principio per sé noto ed evidente, che ha lo stesso valore del primo principio di identità e non-contraddizione ("sì = sì, no = no; sì ≠ no"), del quale è una specificazione. Infatti il principio di ragion d'essere ("tutto ciò che esiste ha un suo perché, la sua ragion d'essere e la sua spiegazione") specifica il principio d'identità e negarlo equivale e negare il primo. Infatti il dire che non vi è un perché del fatto che una cosa è ciò che è e non un'altra, significa negare che il ferro è ferro e non può essere non-ferro. Invece se una materia ha la natura e la forma sostanziale di ferreitas è ferro, se ha la forma aurea è oro. Quindi il ferro è ferro e l'oro è oro e il ferro non è oro perché ha la sua natura e non un'altra. Ora il principio di causalità è l'applicazione del principio di ragion d'essere al movimento o passaggio dalla potenza all'atto: "Tutto ciò che è mosso è mosso da un altro". Ogni effetto (movimento/mobile) ha la sua causa antecedente (movente/motore): "L'ente in potenza passa all'atto grazie ad un ente che è già in atto". Per esempio il legno diventa statua grazie allo scultore che lavora il legno e lo fa diventare statua, ossia lo scultore è causa efficiente della statua e non solo un fenomeno antecedente la statua ("causa = causa, effetto = effetto; causa influisce sull'essere dell'effetto").

Secondo Aristotele e San Tommaso l'oggetto dell'intelletto umano non è il solo fenomeno sensibile che cade sotto i sensi ("Fenomenismo"), ma l'essenza intelligibile astratta dalla cosa sensibile. Ora a partire dalle essenze intelligibili delle cose sensibili (effetto) possiamo risalire alla Causa prima incausata di ogni realtà ed ente finito; quindi possiamo dimostrare con certezza l'esistenza di Dio.

Stuart Mill
Il principio di causalità ha valore logico e ontologico, ossia è impossibile che l'effetto sia, nello stesso tempo e sotto lo stesso rapporto, effetto e causa, come è impossibile che il triangolo sia triangolo e quadrato. Ora come non si può negare alla natura del triangolo di aver tre lati, così non si può negar alla natura della causa di influire sull'essere dell'effetto e alla natura dell'effetto di essere stato prodotto nell'essere dalla causa.

Infine Stuart Mill († 1873) si rifà a Hume e riafferma che tutta la conoscenza umana si riduce a semplice sensazione. Egli nega ogni valore alla ragione, al ragionamento sillogistico e si limita alla sola sensazione e all'induzione sperimentale. Nega il principio di causalità e afferma che tale fenomeno (paternità) precede normalmente tal altro (figliolanza) senza causarlo. Mill tira le conseguenze finanziarie da tali principi filosofici empiristi ed è uno dei padri del liberismo economico, seguace di Ricardo e dell'utilitarismo di Geremia Bentham (8).

 
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