3 febbraio 2014 Preghiera

3/2/2014 Camillo Langone Il Foglio

Cosa resterà dopo la mostra di Vermeer?


E' la domanda che si fanno a Bologna mentre fioccano le prenotazioni per ammirare la ragazza con l'orecchino di perla.


Tre cose buone:


1) il fatturato aggiuntivo per alberghi e ristoranti;


2) la conferma che nel cuore dei popoli la pittura è ancora la forma d'arte suprema, altro che concettualismi e installazioni;


3) l'impressione che la fama del capolavoro di Vermeer possa superare quella del capolavoro di Leonardo, fatto che avrebbe del miracoloso in un tempo di crescente indifferenziazione sessuale (la ragazza è sicuramente una ragazza mentre la "Gioconda" chissà se è una donna o un uomo o una via di mezzo).


Ma, purtroppo, anche una cosa cattiva:


1) la certezza che in Italia solo la pittura dei morti attira, mentre quella dei vivi (così tanti e così bravi come non se ne vedevano da mezzo secolo, fra l'altro) non suscita interesse alcuno.


 Io mi preoccuperei se, d'improvviso, mi venissero a piacere solo le ragazze di quattro secoli fa.


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