La rivincita della colomba

Marcello Veneziani - Dom, 02/02/2014 - Il Giornale

Spunterà una colomba risorta stamattina dal balcone del Papa?


 Non amo il traffico di colombe bianche intorno al Papa che gli dà un po' l'aria del prestigiatore (mercoledì è apparso sulla sua mano pure un pappagallo). Ma confesso che l'assalto mortale di domenica scorsa alla colomba papale, prima da parte di un gabbiano e poi di un corvo, mi ha turbato, e non perché faccio cucù come gli uccelli.


Lo ammetto, leggo simbolicamente la realtà e vi scorgo annunci e profezie, non credo alla casualità e non mi accontento delle apparenze.


Chiamatemi superstizioso, se volete, o metafisico, se invece la pensate come me.


Cosa significa quella sequenza di aggressioni all'inerme colomba, prima un volatile grande e bianco, poi uno nero e nefasto? Cosa vuole raccontarci?


C'entra col bambino ucciso in Calabria di cui aveva poco prima parlato il Papa o riguarda la sorte della Chiesa, dell'Italia e del mondo?


 In altre epoche si sarebbero fatti riti purificatori per neutralizzare l'infausto evento.


 È facile ricacciare tutto ciò nelle magie della mente antica, ridurlo a un naturale incidente aereo e poi buttarla sulla colomba bianca di Nilla Pizzi, la colomba pasquale, il pappagallo pontificio e Francesco che parla agli uccelli.


Ma qui stiamo parlando di un atto simbolico come la liberazione della colomba della pace e di un'Istituzione spirituale come la Chiesa che ai simboli ci crede, anzi vi affida i suoi messaggi di pace e vi fonda i suoi riti e la sua liturgia.


Sulla colomba assassinata ci possono scherzare i fanti, non i santi.


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