Il Buono nella Vicenda Electrolux

31/1/2014 Funnyking rischiocalcolato.ir

(ma Zanonato sarà anche lui, colpa di un complotto tedesco oppure un prodotto degli evasori fiscali?)


C'è molto di buono nella vicenda Electrolux ed è una fortuna insperata il fatto che la multinazionale svedese stia almeno considerando l'idea di tenere aperti gli stabilimenti in Italia.


I termini della questione sono piuttosto semplici:


Electrolux è disposta a mantenere un certo livello di capacità produttiva in Italia purchè


Il Rapporto fra produttività degli stabilimenti italiani e il costo totale del lavoro siano adeguati e comparabili con quelli ottenibili in altri paesi dell'euro zona (eh si ragazzi qui non si parla della diabolica cina)


La produttività dipende da molti fattori, alcuni interni che dipendono da Electrolux come ad esempio l'organizzazione del lavoro e l'intensità di capitale non umano, valore aggiunto dei modelli etc. e alcuni esterni come ad esempio le condizioni fiscali, burocratiche e infrastrutturali dove è locata la fabbrica oppure il costo dell'energia etc.


Poi c'è il costo del lavoro, e attenzione, NON il salario ma proprio quanto costa globalmente un ora di lavoro in Italia per Elecrolux, ovvero fatto 100 il salario netto che va in tasca agli addetti Electrolux il vero costo comprensivo di contributi Inps, tasse nazionali, tasse locali, Irap ed altre amenità ItaGliane.


Il buono della vicenda è che finalmente e in maniera scoperta viene messa a nudo l'assoluta debolezza contrattuale e impotenza del sistema Italia.


Ci sono tre fattori chiave da considerare:


  1. L'Italia ha un costo totale del lavoro che è un multiplo di quello ottenibile in altri paesi dell'Euro Zona
  2. L'Italia mantiene ancora buone condizioni di contesto riguardo a infrastrutture e indotto di qualità per servire la grande fabbrica multinazionale, ma si stanno sviluppando ottimi distretti industriali anche in altri paesi a basso costo totale del lavoro.
  3. Fattore Chiave: l'Italia è diventata una export land, ovvero NON ha più un mercato interno ne fondamentale ne particolarmente appetibile dunque l'Italia non ha strumenti di coercizione sul lato di eventuali sanzioni* interne a Electrolux.

* si lo so in Europa le sanzioni sarebbero vietate, ma comunque il modo si trova sempre, tipo visite ripetute della GdF e dell'Asl per dire.


Dunque al di la delle "esternazioni" del Fenomeno Zanonato, l'Italia NON ha alcuna freccia al suo arco nella trattativa electrolux:


  • O rinuncia alla fabbrica
  • O diminuisce il costo totale del lavoro, che siano gli operai o lo Stato/Regione/Comune a mangiare merda è indifferete, problema di Zanonato e Letta e dei sindacati.

Prima di continuare due paroline su Zanonato, mi avevano avvisato l'anno scorso dell'inconsistenza di questo figuro in particolare per le sue gesta come Sindaco di Padova. Avviso rivelatosi di gran lunga ottimistico. Un ringraziamento sentito a Enrico Letta anche per questo regalo.

Tornando al punto dovrebbe essere chiaro che:


  • O lo Stato Italiano nel suo complesso diminuisce la pressione fiscale (e burocratica) e di conseguenza la spesa pubblica oppure vedrà comunque diminuire le entrate per la distruzione di investimenti e posti di lavoro. Il grande merito di Electrolux è proprio quello di avere sbattuto in faccia all'Italia il fatto di NON essere più un paese ne speciale ne particolarmente interessante ma solo uno dei tanti paesi europei con un mercato in decrescita a cui si può serenamente rinunciare.

Dunque brava Electrolux e almeno gli Svedesi hanno il merito di averci detto in faccia chi siamo, cosa pensano di noi e a quali condizioni sono disposti a rimanere investendo, non esattamente lo stesso atteggiamento del tizio col maglioncino che paga le tasse nel Canton di Zugo (il Cantone Svizzero con la minor pressione fiscale). Ricordate: i modelli segreti nei capannoni segreti che presto, molto presto faranno andare le fabbriche F(i)CAa pieno regime e alle condizioni che vuole l'Italia.


Come no.

Keep Calm...


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