QUANDO MORI' LA DC MA NON I DEMOCRISTIANI

18/1/2014 Marcello Veneziani Il Giornale

 

Come oggi vent'anni fa veniva sciolta (nell'acido) la Democrazia Cristiana.


Scelsero l'uomo giusto per le esequie, Mino Martinazzoli, che tentò la seduta spiritica più ardita: reincarnare la vecchia mamma DC nel defunto nonno, il Partito popolare.


L'impresa (funebre) non riuscì. Ma ora che sono passati vent'anni possiamo ben dire che è improprio parlare di morte della Dc.


Passò piuttosto dallo stato solido a quello gassoso, si diffuse nell'aria, divenne un fenomeno virale e colpì tutti, da sinistra a destra.


Ma per forza, dicevano, ha governato ininterrottamente quasi mezzo secolo, non può sparire, dategli tempo. Ma ora sono passati vent'anni e vediamo i pulcini della Dc football club, Enrico, Matteo, Angelino, Dario, più vari sparsi, sominare la scena politica e per giunta presentandosi per ragioni anagrafiche come il nuovo.


La Dc non morì, ma passo alla clandestinità; o, se proprio insistete alla sua estinzione, dovrete aggiungere che le sue ceneri furono sparse al vento e si depositarono su vari partiti politici. Da devoti, i Dc credettero invece alla resurrezione del partito, magari in versione mignon: CCD, UDC, CUD (no, forse confondo), UDEUR, MARGHERITA, QUATTROSTAGIONI.....


Vignetta Guareschi
Cosa fu la Dc in breve?


Fu la pantofola d'Italia: sempre tra i piedi, prese la loro forma, difetti inclusi, piantata per terra assorbì odori, sporcizie e polveri domestiche, comoda in casa ma da vergognarsi fuori, familiare, abitudinaria, felpata e un po' strisciante, infine logorata dall'uso e dall'abuso. Ma calzava così bene.......


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