IL CRISTIANESIMO DEL... CAVOLO! - PARTE 1

di Luca Dombrè Papalepapale.com

IL CRISTIANESIMO DEL... CAVOLO!  - PARTE 1

Di chi manipolandolo lo racconta come vegetariano e animalista. Sostituendo all'Agnello Immolato bufale vegetariane.


Lettera aperta sull'ideologia modaiola più pazza del secolo


Carissima Marcella,

Questa lettera ti giungerà forse inaspettata, non tanto nei contenuti quanto nella forma e nelle circostanze. Nelle nostre controversie su Facebook ti avevo anticipato che repliche più approfondite alle tue argomentazioni avrebbero trovato posto in un articolo in preparazione per questo sito. Infatti, già da diverso tempo prima di confrontarci su vegetarianesimo e cattolicesimo sul tuo profilo, stavo accumulando materiale e riflessioni per un pezzo che affrontasse tale tema. Devo quindi innanzitutto ringraziarti per avermi inconsapevolmente offerto, attraverso una civile diatriba, la possibilità di indagare più a fondo e trovare ispirazione per nuove considerazioni a riguardo.
Prima di dibattere con te, non avevo ben chiaro in quale forma argomentare sulla questione e pensavo ad un saggio generico in cui elencare le mie ragioni. Poi, durante le nostre discussioni, ho compreso che la necessità di fornirti risposte adeguate si sarebbe fusa alla perfezione col metodo divulgativo della lettera aperta, la quale viene indirizzata ad un destinatario preciso, ma, poiché resa pubblica, allo stesso tempo intende contribuire ad una disputa di interesse generale. Ritenevo importante questo preambolo, prima di passare alla tematica vera e propria.


E, diciamolo subito, la questione è più complicata di quel che si potrebbe pensare. C'è infatti, concedimi la battuta, parecchia carne al fuoco di cui discutere, molta di più di quella di cui mi occuperò. Facendo le mie ricerche, ho infatti scoperto come le implicazioni dell'argomento "vegetarismo" (o "vegetarianismo", o "vegetarianesimo" qual dir si voglia) tocchino campi disparati, dall'etica alla filosofia, all'ambiente fino alla religione, dei quali pochi possono dichiarare di avere contemporaneamente assoluta padronanza. Non essendo parte di tale cerchia, mi occuperò di un aspetto specifico, che è stato poi quello di cui abbiamo dibattuto su Facebook: cosa c'entra l'essere vegetariani col cristianesimo, e in special modo col cattolicesimo?


IL BAMBINO CHE S'INTERROGAVA SUGLI SCAFFALI DEL SUPERMERCATO


Partiamo da una considerazione con cui credo converrai. Fin da bambino mi sono sempre chiesto se davvero i supermercati riuscissero a vendere tutte le merci di cui sono zeppi. Il motivo di tanto eccesso di offerta dentro l'Occidente mi sembrava e continua a sembrarmi (a maggior ragione tuttora che siamo schiavi dalla dittatura cinese: gli autoctoni per cittadinanza, il resto del mondo per soffocamento dall'oceano dei loro inutili prodotti a bassissimo costo) incomprensibile, quando fuori di esso la domanda, specie di generi alimentari, è non di rado spaventosamente disattesa.


L'apice di tale sgomento lo tocco specialmente di fronte agli scompartimenti di carni e verdure, muraglie che non mostrano mai alcuna falla poiché rifornite di continuo. Ma davvero serve tutta quest'abbondanza, se essa è destinata a non essere esaurita a fondo? E, giunta la data di scadenza, tutti quei pacchi di manzo macinato sono destinati alla putrefazione oppure ci si sfamano gli indigenti? E perché i produttori di arance siciliani o quelli di latte emiliani devono distruggere il prodotto del loro duro lavoro quando tutte quelle vitamine potrebbero arginare la denutrizione di parecchie nazioni? A che serve l'invasività delle infinite regolamentazioni UE se queste hanno poi impatto zero, se non negativo, sulla vita reale delle persone? Come vedi, già solo qui potremmo dirigerci verso territori vastissimi di discussione, ma preferisco fermarmi alla semplice considerazione che tale spreco materiale è innanzitutto un peccato mortale davanti a Dio. Il fatto poi di vivere negli Stati Uniti da qualche anno ha accentuato ancor di più questa mia atavica insofferenza verso la dissipazione in genere e, in particolare, quella che governa le dinamiche economiche e sociali dell'iperconsumismo, tutto deciso dal think big applicato ad ogni campo della vita. Per farti un esempio, qui non esiste il quartino di latte, metro di misura di una civiltà che all'occorrenza necessita il poco e comunque sempre fresco.


Da questa prospettiva, parrebbe essere ragionevole quel vegetarianesimo etico che trova inaccettabili le condizioni di vita degli allevamenti intensivi dove gli animali sono costretti ad ingurgitare alimenti sintetici ipernutritivi e vivere stipati in nome della massimizzazione di spazio, tempo e produzione, cioè dei profitti. Laddove questi sono l'unico principio di organizzazione della vita e dell'economia (mettendo così in secondo piano, se non proprio ignorando, la dignità e le aspirazioni dell'uomo e un'equilibrata e rispettosa utilizzazione delle risorse del Creato), il disastro è assicurato. Se trovi quest'analisi condivisibile, devi sapere che sostanzialmente è ciò che la Chiesa Cattolica ha sempre predicato in fatto di dottrina sociale, specie negli ultimi centoventi anni partendo dall'enciclica Rerum Novarum.


SE L'ANIMALISMO È UNA SCUSA PER APRIRE LA CACCIA AL CREDENTE


Ora che te l'ho detto, penserai che sono "disinformato" e non ho "aperto gli occhi", per usare due espressioni care all'utente medio di internet che si ritiene onnisciente specie quando c'è da denigrare la Chiesa. Sul tuo profilo, infatti, pubblichi link dove si leggono cose di questo tono: <<Il rapporto della chiesa cattolica (e musulmana) con la natura è sempre, fatte debite eccezioni, un rapporto di puro dominio e sfruttamento. Ogni religione dovrebbe ingentilire l'animo umano insegnando che la zoofilia è un aspetto dell'amore mentre il contrario è un crimine contro il creato.


La Chiesa ha scelto la strada opposta e lo dimostra la sua storia, dalle Sacre Scritture agli insegnamenti di Tommaso d'Aquino, nella sua visione antropocentrica, sprezzante nei confronti dell'amore dimostrato da Francesco per gli animali. L'acre odore dei barili di gatti vivi, arsi in piazza nel giorno dei Santi, è un orrore mai mondato. Ancora oggi si celebrano feste paesane devote a Madonne o Santi, dove animali vengono martirizzati con le crudeltà più spietate>>.
Ora, a parte che la "chiesa musulmana" è un'enormità mai esistita - e casomai andrebbe scritta con la maiuscola- e san Francesco d'Assisi non era il cicciobello animalista che tutti credono fosse, hai mai visto durante la sagra estiva di san Sebastiano (patrono del villaggio della Costiera Amalfitana da cui proviene la nostra famiglia) arbitrari squartamenti di gatti o truculente decapitazioni di agnelli gettati da piramidi paganeggianti?


Il problema qui, tuo come di molti altri, è elementare: chi sostiene simili cose è, in realtà, colui che ha bisogno di aggiornarsi. E non te lo dico con gratuita crudezza per creare una contrapposizione "noi vs. loro", ma per il semplicissimo motivo che anche io ho pigramente assentito, sebbene mai con astio, alle turpitudini metropolitane che si dicono della Chiesa Cattolica, a sentire le quali Essa sarebbe un'ente falsificatore della propria vera identità e il crogiolo di ogni iniquità presente nel mondo. Tali presunte intuizioni in realtà non sono che il risultato di un indottrinamento che origina dalle contraffazioni propagandistiche del movimento culturale più fraudolento ed ipocrita della storia, vale a dire quello che venera in Rousseau e Voltaire due vacche sacre del ragionamento scientifico e dei diritti civili (il primo inventore dello stolto archetipo del "buon selvaggio", il secondo un violentissimo antisemita e assertore del più delirante razzismo poligenista, ancora due secoli dopo la Sublimis Deus di papa Paolo III del 1537 che bollava la schiavitù come demoniaca dichiarando che <<Indios veros homines esse>>, altro che Abraham Lincoln). Queste e numerose altre rivelazioni non le ho imparate nelle scuole pubbliche, e non credo le avrei conosciute anche se avessi studiato in seminario, dove ormai la dottrina cattolica è materia evanescente; ho dovuto invece incontrarle dopo indagini che non si fermassero alla pagina uno delle ricerche di Google.


Ti parlo, dunque, con l'assoluta cognizione di causa di chi le tue opinioni le ha condivise e potrei raccontarti di tanto altro, a partire dall'Inquisizione che definisci confusamente <<la più grande vergogna della Chiesa in tutta la storia dell' umanità>> e che è invero tra i casi più eclatanti di quella mistificazione decisa a tavolino dal suddetto parruccone parigino al grido di "écrasez l'infâme". Ma, come detto, sulla griglia finirebbe troppa carne e l'intento di questa lettera è sviscerare (come vedi, persino l'italiano è intriso di pratiche carnivore: aboliamo anche quello?) dettagli più specifici, per cui occupiamocene.


LA CHIESA COLPEVOLE DI "STRAGI DI ANIMALI". COMMESTIBILI


Per cominciare, mi rifaccio ad un altro anatema da te gettato contro la Chiesa: <<Ti risulta che la Chiesa abbia veramente messo in pratica il messaggio di Gesù " non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te"...? ti risulta che la Chiesa difenda e rispetti il comandamento "non uccidere" ? ti risulta che la Chiesa Cattolica abbia mai preso posizione in favore degli animali, tutti gli animali senza distinzione di specie, che vengono rinchiusi, massacrati, sgozzati, fatti a pezzi,divorati oppure sfruttati per gli stupidi divertimenti dell'UOMO? ti risulta che a Pasqua la Chiesa si sia mai opposta alla strage degli agnellini appena nati per festeggiare Gesù risorto? e che abbia mai criticato la vivisezione? e che la pelliccia di ermellino che il Papa indossa sia ecologica???? la risposta a tante domande è una sola ...è NO ! ma come? la Chiesa non dovrebbe essere la rappresentante di Dio in Terra? La Chiesa è ipocrita sul messaggio di Gesù e di conseguenza anche sugli animali perché Gesù amava gli animali. Io parlo di Chiesa come Istituzione e Gerarchia (...)>>. Ecco, tralasciando che l'oggetto del Quinto Comandamento, come degli altri nove, sono manifestamente gli esseri umani. Che, quando fa comodo, l'ingerenza della Chiesa sarebbe non solo auspicata, ma addirittura invocata.


Per non dire del ricorrente, farisaico puntare il dito dei miscredenti moderni illusi su un Gesù tutto moralismo e sentimentalismo permissivista, assieme alla leggenda che facesse parte della comunità essena, nell'immaginario anticattolico un'antesignana comunità hippie dedita all'amore universale, in realtà una setta di puritani del giudaismo più convenzionalista; insomma, un mito sconclusionato e anacronistico, che Messori smontava già nella sua "Ipotesi su Gesù" del 1976. Senza contare che "l'ermellino" del papa è notoriamente sintetico. Accantonando tutto ciò, dicevo, la risposta alla tua domanda dovrebbe in realtà essere: risulta, eccome! A parte i continui e numerosi richiami dei pontefici, come accennato più sopra, ad un genuino rispetto del Creato di cui l'uomo non è proprietario, bensì usufruttuario, basterebbe fare riferimento all'intera Tradizione cattolica, che è il patrimonio a cui i papi attingono per produrre ammonimenti come il suddetto. Ed è proprio a partire da quei Padri della Chiesa protagonisti nelle tue come nelle tesi degli svariati link cristo-vegetariani che ingolfano la tua pagina Facebook (tra gli altri: 1, 2, 3 ) si evince una curiosa e rivelatrice contraddizione che da sola basterebbe ad accreditare la fondamentale tesi su cui poggia questo articolo: l'utilizzo strumentale delle antiche Scritture per avvalorare la moderna ideologia vegetarianista.


PRIMA DICONO CHE LA BIBBIA È UNA BUFALA. POI FANNO DOGMA DI SUOI PRESUNTI PRECETTI VEGETARIANI

Qualcosa non torna
Tale incoerenza dialettica accusa la Chiesa di essere fondata sulla predicazione di insegnamenti falsificati (quando non proprio occultati, come nel caso dei vangeli apocrifi, in gran parte composizioni di tardissima redazione ed edulcorate di fantasticherie a cui forse non crede più neanche don Gallo, e che rappresentano un altro trito ritornello dell'anticlericalismo militante), per poi dichiarare quegli stessi precetti patristici dimostrazioni di un originario vegetarianesimo affossato dai successivi esponenti ecclesiastici. Insomma, qui è necessario che ci si metta d'accordo, quantomeno con i rudimenti della logica, rispondendo ai seguenti quesiti: se la Bibbia non è Parola di Dio, ma invenzione degli uomini, perché dare credito divino ai passaggi in cui, suppostamente, si ingiungerebbero precetti vegetariani?


Se la Chiesa fin dalle origini è figlia del complotto di un'associazione a delinquere, com'è possibile che i suoi maggiori esponenti nei secoli successivi alla Sua istituzione (i Padri) abbiano dato disposizioni manifestamente contrarie alle pratiche perverse imposte dai mafiosi primordiali? Queste domande sorgono naturalmente visti i doppi standard e le stupidaggini riscontrabili nei link che riporti e di cui vado a fornire solo qualche esempio, poiché replicare ad ogni singola corbelleria sarebbe in effetti possibile, ma la sede non lo concede.


STRATEGIE VEGETARISTE DI DISINFORMAZIONE: COME SI NUTRONO LE BUFALE

Gesù moltiplica i pesci. Affinchè tutti ne mangino. Dalle scritture si arguisce che era un grande frequentatore di tavolate: con carne e pesce
Uno degli anonimi redattori che citi a sostegno delle tue tesi e su cui mi soffermerò prendendolo a prototipo di tutte le "dimostrazioni" che segnali, parte in quarta affermando che l'apocrifo Protovangelo di Giacomo <<è il più antico di tutti gli scritti neotestamentari>>. Ora, considerando che viene unanimemente datato dagli esperti a non prima del 140 d.C. e che negli ultimi decenni gli studi comparati di più discipline hanno sostanzialmente provato la redazione dei canonici entro il 70 d.C. (persino quello di Giovanni, ritenuto a lungo il più tardo datandolo attorno al 100 d.C.), la competenza dell'estensore si commenta già da sola. Ma perché l'incauto cita tale vangelo apocrifo? Lo fa per poter avanzare una domanda che è dietrologia allo stato puro: <<Perché i Vangeli considerati apocrifi non conterrebbero altre verità che possono essere state escluse?>>. Come già accennato precedentemente, trattasi della più rifritta ed infondata retorica complottista alla Dan Brown che - basta digitare su Google "vangeli canonici"- affonda in un minestrone di travisamenti che di scientifico hanno solo la sprovvedutezza di chi li spaccia per rivelazioni. Se proprio ci si vuole informare, un'accurata opera di smontaggio di questo ed altri motivi tipici dell'invettiva anticristiana è stata compiuta con merito da Antonio Socci nei suoi ultimi due volumi su Gesù. Ma proseguiamo.


Su questa falsariga, l'autore aggiunge: <<Qual'è (sic!) il vero pensiero di Gesù: quello che chiede amore solo per gli esseri umani o quello che estende la compassione anche agli animali? Chi ci assicura che i Vangeli apocrifi non contengano verità espresse da Gesù e che siano state escluse per convenienza come affermano S. Girolamo, Tertulliano, Minucio Felice ed altri secondo i quali con l'abolizione del precetto vegetariano si volle favorire il battesimo in massa per quel 90% di popolazione pagana che non voleva rinunciare al piacere della carne?


Chi mangia la carne di un animale ucciso ha potenzialmente la disponibilità ad uccidere l'anima (lo diceva anche Pitagora). Di conseguenza è blasfemia affermare che Gesù mangiasse la carne e che di conseguenza potesse uccidere un animale.


Da che parte starebbe oggi Gesù? Dalla parte di coloro che dicono "non avere pietà, uccidi e mangia" o dalla parte di coloro che chiedono amore e rispetto anche per gli animali?>>. A parte l'apparente predilezione per gli spezzatini che farebbe vacillare le sue credenziali vegetariane, il nostro impavido polemista, non sazio di frappé a base di pergamene del Mar Morto (che va sempre bene buttare nel frullatore dell'invettiva anticattolica), si lancia nel discettare di patristica come il più zelante dei gesuiti. Visti i risultati sopra elencati, dovrebbe prudergli il bisogno di tacere, ed invece egli si ostina decidendo di spingere anche sul pedale dell'esegesi neotestamentaria come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere, suppongo, se poi è tanto difficile varcare i limiti del grottesco. Missione, si direbbe, compiuta. Prosegue, infatti, citando l'episodio del sogno di Pietro tratto dagli Atti degli Apostoli:

A parte l'apparente predilezione per gli spezzatini che farebbe vacillare le sue credenziali vegetariane, il nostro impavido polemista, non sazio di frappé a base di pergamene del Mar Morto (che va sempre bene buttare nel frullatore dell'invettiva anticattolica), si lancia nel discettare di patristica come il più zelante dei gesuiti. Visti i risultati sopra elencati, dovrebbe prudergli il bisogno di tacere, ed invece egli si ostina decidendo di spingere anche sul pedale dell'esegesi neotestamentaria come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere, suppongo, se poi è tanto difficile varcare i limiti del grottesco. Missione, si direbbe, compiuta. Prosegue, infatti, citando l'episodio del sogno di Pietro tratto dagli Atti degli Apostoli:

<<"Alzati, Pietro, uccidi e mangia!" (Atti, 10:13) in cui Pietro rispose: "No davvero Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo", non indica forse che Pietro era vegetariano?>>. Ecco, dunque, un ultimo esempio esauriente per svelare la prassi di contraffazione attuata dal nostro e affini. Per palesarla, vale la pena riportare la citazione completa dalla fonte evangelica (Atti, 10: 9,17): <In essa c'era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: "Alzati, Pietro, uccidi e mangia!". Ma Pietro rispose: "No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo". E la voce di nuovo a lui: "Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano". Questo accadde per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato al cielo. Mentre Pietro si domandava perplesso tra sé e sé che cosa significasse ciò che aveva visto, gli uomini inviati da Cornelio, dopo aver domandato della casa di Simone, si fermarono all'ingresso>>.


Come è evidente, l'improvvisato esegeta estrapola il verso che più si presta ad essere travisato, sradicandolo da un contesto diversamente decifrabile. Infatti, Pietro, di fronte all'offerta indistinta di ogni sorta di animali d'aria e di terra, non ritiene "profano ed immondo" qualunque di essi, bensì quelli che le complesse regole alimentari ingiunte dalla Torah (tramandate oggi nella kosherut o kasherut osservata dagli ebrei praticanti) indicano come impuri. Allora come adesso, erano determinate tipologie di animali a non essere consentite ai Giudei, ma non indifferentemente tutti gli animali. La conseguente perplessità di Simon Pietro nasce, appunto, proprio dal veder accostati ad animali commestibili altri ritenuti contaminati dalla legge biblica. Inoltre, si trova conferma di ciò nella risposta della voce ("Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano") all'apostolo notoriamente cocciuto e perdipiù smemorato, visto che già Gesù aveva abolito perentoriamente le ossessioni formalistiche dei farisei riguardo al cibo: <<Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!>> (Matteo, 15:11).


In questa luce, la sicurezza con cui lo pseudoesegeta pone la sua domanda retorica (<<non indica forse che Pietro era vegetariano?>>) suona doppiamente ridicola: primo, in quanto forzatura per le ragioni sopra elencate; in secondo luogo, perché, anche accettando per assurdo l'ipotesi di un vegetarianesimo petrino, esso perderebbe di autorevolezza di fronte ad un comando che gli viene direttamente dal Signore.


ECCO DOVE COMPARE IL VEGETARISMO NELLA BIBBIA: DA NESSUNA PARTE


Non tarderanno molto a dire che è meglio non cagare più, per non inquinare le falde acquifere (foto di un sito di sedicenti 'cristiani vegetariani', ossia imbecilli matricolati)
Come questa breve carrellata di disonestà intellettuali ed inesattezze ci ha mostrato, il tentativo di evidenziare, attraverso l'esegesi, prescrizioni vegetariste nella Bibbia può riuscire solo a discapito di ogni regola di corretta analisi scientifica e integrità deontologica. Ma al di là degli escamotages da disinformatija sovietica, a mancare nelle "spiegazioni" della pubblicistica cristiano-vegetarista è una conoscenza organica di quale sia veramente la posizione della Chiesa a riguardo.


Ed eccoci al cuore della questione: mai, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento, ricorre la parola "vegetariano" o l'attestazione di una pratica ideologicamente riconducibile all'accezione intesa dai moderni vegetariani. Ecco perché la Chiesa non ha mai insegnato né pro né contro l'essere vegetariani, che ritiene una scelta libera che gruppi di uomini (specie gli ordini religiosi) o singoli compiono. Questo poiché non è un argomento essenziale alla dottrina e soprattutto perché, nelle sue varianti più ideologizzate che trascendono i semplici precetti alimentari, esso rappresenta una recente scuola di pensiero con tutti i caratteri dei vari sincretismi sorti nell'Occidente moderno. E questa natura conciliatrice di elementi eterogenei - vale a dire un'adesione al vegetarismo non dettata solo da valutazioni nutrizionali, ma da una commistione di elementi filosofici, religiosi, spiritualistici, ecc.- è riconoscibileanche nel tentativo di farvi aderire ad ogni costo il cristianesimo, perfino affibbiando a Cristo stesso la patente di assodato vegetariano. Ecco, difatti, come sentenzia deduttivamente il nostro anonimo al termine della sua esposizione:<>.


C'è da dire che tale sforzo sincretistico avrebbe un apparente fondamento: effettivamente, la Chiesa insegna fin dal primo secolo il digiuno e l'astinenza dalle carni. Detta così, suona inequivocabile. Ma, come vale per qualunque altra problematica affrontata dalla Chiesa, questo precetto va inserito rigorosamente nella cornice più ampia e qualificante della dottrina del peccato originale.


IL PECCATO ORIGINALE E LA DOTTRINA DEGLI "APPETITI"

Ma quello sul tavolo... è un pollo? (Cena di Emmaus)
E', infatti, solo ed esclusivamente alla luce di esso, di quella rottura primigenia dell'ordine dato da Dio al mondo che l'insegnamento cattolico si orienta e legge le problematiche della vita concreta. E' specificamente in quest'ottica che si cerca, nella disciplina del digiuno e dell'affrancamento dagli appetiti, di arginare il sovvertimento dell'originario equilibrio dell'Eden, in cui la fame dell'uomo veniva appagata dai semplici frutti così rendendo superflua la caccia. La patristica e un Dottore come san Tommaso insegnano che questi appetiti non sono semplicemente quelli dello stomaco, ma tutte le concupiscenze dei sensi che ci sviano dal compiere l'organica e piena realizzazione dell'uomo. In tal senso, non si possono così staccare gli appetiti della gola da quelli della sessualità, non si possono ridurre cioè le singole componenti percettive dell'uomo ad aspetti assolutizzanti e definitori della sua esistenza. Personalmente, è anche per considerazioni come questa che è avvenuta la mia (ri)conversione al cattolicesimo, dopo essermi reso conto che il mondo in cui ci tocca vivere è schiavo delle specializzazioni, del mummificarsi su problemi che mutano in ossessioni e malattie, tutto perché non sappiamo ricondurle dentro un testo coerente che aiuti a decifrare la vita


Ad esempio: tu credi che la depressione vada curata con terapie e psicofarmaci? Io dico che servirebbero dosi vigorose di Vangelo.


La maternità della Chiesa accoglie invece tutto; Essa è "universale" e veritiera perché non inganna l'uomo con la promessa della felicità attraverso l'esaltazione di un isolato elemento ("addominali scolpiti e ti sentirai una persona migliore", "una macchina fiammante e sarai più desiderabile", "una donazione a Telethon e ti sentirai più buono", "un sistema politico X e il mondo diventerà migliore", e così via), ma gli racconta la più complicata e meno rassicurante verità che, senza riconoscere una trama ordinatrice, egli non sarà mai in grado di accogliere il reale nella sua totalità e ricercare così il vero bene. Ma perdona la digressione e torniamo agli appetiti e al Paradiso Terrestre.