CRISTO E' VENUTO A PORTARE LA 'SPADA' - PARTE 2

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PARTE 2 - STRAPPIAMO LA BANDIERA DELLA "PACE"


Storia scellerata  di una bandiera falsa e bugiarda sostituita alla croce:

come siamo passati dalla Pace di Cristo alla "pace" del mondo


 

"RITORNARE ALLA CHIESA EVANGELICA". OSSIA: SPUTARE SUL VANGELO E POI LECCARE DOVE HANNO SPUTATO I ROTTAMI DEL RADICALISMO


Idiozia clericale
Quale "pace" invocano? Cosa vogliono veramente?

Si vuole esorcizzare il Regno di Dio, si vuole esorcizzare la Croce, la sofferenza, la Pace vera che costa in quel "morire a se stessi". Il pacifismo e, di conseguenza, il suo emblema, che è questa bandiera della pace, non sono altro che un esorcizzare le proprie responsabilità verso un "Sì" incondizionato che dovremmo dire a Dio. "Sì" che diventa un "né" quando va bene e un "no" quando la bandiera scende con i cortei inquieti e insoddisfatti! E' tipico, per esempio, quello strumentalizzare anche la frase famosa di sant'Agostino: "Ama e fa ciò che vuoi", giungendo di fatto all'anarchia. No! Non era questo l'amore che intendeva sant'Agostino! Egli intendeva dire ciò che poi spiega bene nelle Confessioni: "Ama i comandamenti, ama la Legge di Dio, e allora con questo amare potrai fare ciò che vuoi e non sbaglierai".


Del tipo di pace invocato ne parliamo dopo, qui mi preme sottolineare il "cosa vogliono", cosa si vuole realmente. In parte l'ha spiegato bene Ratzinger nel passo sopra riportato, ma fateci caso, con la bandiera della pace, si sbandierano anche tutta una serie di frasi bibliche o del Cristo, estrapolate dal contesto, come slogan accomodabili. Un esempio fra tutti: le famose "Beatitudini", a causa di una sbagliata interpretazione pacifista delle quali mi è venuto il diabete. Sì.


Perché ci vuole un bel coraggio e una dura battaglia contro i propri vizi, contro le proprie debolezze, contro i propri istinti disordinati per far parte di coloro che Cristo definisce beati. Molti, invece, hanno estrapolato solo quel "beati gli operatori di pace", come se il Vangelo, per questi, si chiudesse qui, dimentichi di quest'altro passo di Gesù (in Mt.5,11) che dice "Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia". E se non dimenticano, usano a proprio vantaggio la prima parte della frase, omettendo quel "per causa mia", come a dire che sarebbe la Chiesa con la sua dottrina a perseguitare i poveri pacifisti, gli omosessuali, gli abortisti. Questo tipo di pace non è altro che il proseguimento di un feroce anticattolicesimo di storica memoria.


E ancora a riguardo, per esempio, del Padre Nostro dove chiediamo che "sia fatta la Tua volontà - venga il Tuo regno"...ahimé, meglio non parlarne! Pertanto, si vuole essere "operatori di pace" perché va di moda, mentre il fare la volontà di Dio è obsoleto, è vecchiume, è sorpassato, o peggio: sono un operatore di pace e non voglio la guerra, ergo faccio la volontà di Dio. Questo è il ribaltamento logico che hanno elevato ad assioma. Poi dicono: torniamo alla "Chiesa evangelica" (altra superstizione!), quando sul Vangelo ci sputano ogni trenta secondi, e leccano dove prima hanno sputato i peggiori rottami del radicalismo ideologico.


Idiozia laicista
Vi siete mai chiesti, però, se davvero Dio è contro la battaglia?

San Paolo lo rammenta: "Ho combattuto la buona battaglia". Contro cosa e contro chi? Contro le sue derive, i suoi difetti, per "conservare la fede".


I pacifisti non combattono questa battaglia: chi sventola quella bandiera della pace non ha capito nulla del Vangelo e non ha capito nulla delle Beatitudini, laddove viene detto "beati gli assetati di giustizia". É come se Gesù ci dicesse: "Se, malgrado la povertà, la sofferenza, la persecuzione, sei felice, allora la tua felicità è posta altrove: sei un beato".


Sì, amici: Gesù svela che l'origine della felicità non è nel pacifismo ma è nel sentirsi amati da Dio e nel leggere la propria storia nella grande storia d'amore di Dio. La beatitudine è dentro, è in Dio. Beato se capisci questo: allora neppure la sofferenza, la povertà, la fame possono distaccarti da questo grande oceano di felicità che è il cuore di Dio. Qui, in questa battaglia con noi stessi, ci è chiesto allora di essere pacifici e non pacifisti e la differenza è enorme! Al contrario, si è diventati pacifici con il proprio peccato, giacendo con esso, e pacifisti con Dio: questa è una delle accuse di "prostituzione", di cui parla la Bibbia, circa le infedeltà degli uomini verso Dio, ma questo è un altro argomento.


CRISTO: "VI LASCIO LA PACE, VI DO LA MIA PACE. NON COME LA DÀ IL MONDO". CIOÈ: È VENUTO PER DIVIDERE E PORTARE LA BATTAGLIA!


Idiozia clericale (con venature di sclerosi senile)
Qual è la pace cattolica e la pace anticattolica? Qual è la pace di Cristo e la pace del mondo? In cosa si distinguono, in cosa sono inconciliabili? Cristo ha mai parlato di "pace"?


La Pace Cattolica la possiamo ricondurre, per non dilungarci troppo, a quelle parole di san Pio X riportate nella prima parte dell'articolo ["In mezzo a questo diluvio di mali ci si presenta dinanzi agli occhi, simile all'arcobaleno, la Vergine clementissima" etc.] Basterebbero quelle parole, per il buon intenditore, per smascherare l'ignobile bandiera della pace con il suo pacifismo diabolico, perverso e pervertitore, ma riportiamo anche le parole del Cristo che sono fondamentali:

"In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi" (Gv 14,27). Esiste, pertanto, una pace in opposizione a quella del Cristo? Pare di sì, ma nessuno se ne cura!


Anzitutto, Gesù parla di essere pacifici. In secondo luogo, Cristo è venuto per ingaggiare una battaglia e cerca continuamente discepoli pronti a morire per la sua causa. Un esempio? Eccolo:


"In quel tempo Gesù disse ai Suoi discepoli: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sarà compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera" (Lc 12, 49).


Chi non tremerebbe di fronte a queste parole? Io sì! Il vessillo di Pace del Cristo è la Croce e non l'arcobaleno. Quest'ultimo ci rammenta piuttosto che siamo stati assoldati, ingaggiati dal Cristo (mediante il Battesimo) per combattere una dura battaglia e che per questa battaglia - e non per altre - abbiamo l'alleanza di Dio e con Dio, non contro le persone (è bene sottolinearlo), ma contro le ideologie, contro tutto ciò che annacqua od offusca il Vangelo, contro chiunque voglia "scippare" la vera Pace e trasformarla in un'orgia ideologica giustificante ogni forma di peccato.


Idiozia laicale. Una variante
La pace che il mondo offre è quella della pace intesa quale perdita dei sensi: senso della ragione e della fede. Far morire, dunque, la ragione e la fede, mentre la pace che il Cristo porta è una battaglia contro il peccato, contro il rifiuto di Dio e si combatte sul Calvario, che per noi è la quotidianità: il posto di lavoro, la vita in famiglia, nella città, ecc.. "Non sono venuto a portare la tranquillità ma il contrasto" è il messaggio di Cristo: con modi pacifici - ci dice - io ti porto la battaglia contro le tenebre, contro il male, contro il peccato, contro i tuoi difetti, contro le tue cattive inclinazioni, contro ogni ostacolo che tenti di staccare l'uomo dal Creatore. Una battaglia contro i 7 Vizi Capitali: Superbia, Accidia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Avarizia.


Cristo dunque non ha mai parlato di una pace mondana: al contrario, ai suoi dice: "Andate e predicate, battezzate e chi si convertirà sarà salvo, chi non si converte sarà dannato... rimettete i peccati e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi".


Altro che pace! Tale termine compare nella Bibbia circa in 324 versetti, ma tutte le volte esso è associato ad una battaglia, ad una lotta contro il peccato, contro il male.


Chi chiude un occhio causa dolore, chi riprende a viso aperto procura pace. (Pr 10,10)

Corona della sapienza è il timore del Signore: fa fiorire la pace e la salute (Sir 1, 16)

Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza (Is 32,17)


Idiozia clericale
All'adultera Gesù dice, nel perdonarla, di andare in pace (cf. Lc 7,50), ma in Giovanni Gesù è più esplicito e dice: "Neppure io ti condanno, va e non peccare più" (Gv 8,11). La pace di Cristo ha una condizione: non peccare più, almeno fin dove possiamo, e convertirci, ricorrendo al Suo perdono. Il pacifismo usa, di questo episodio, solo il perdono di Cristo: chi è senza peccato scagli la prima pietra, omettendo il finale, cioè quel monito scomodo che ricorda: "Va e non peccare più".


"Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi" (Mt 10, 13)


"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" (Mt 10, 34)

È questa la Pace di Cristo, è questa la logica di Dio.


San Paolo ci ripete: "Dove c'è amore, lì c'è la pace". C'è pace solo dove regna la giustizia di Dio e l'Amore della Croce.

Attenzione, dunque, perché il contrario della pace non è la guerra, ma l'ingiustizia. E le prime forme di ingiustizia sono il pacifismo, l'ateismo, i 7 vizi capitali, il relativismo. E dove c'è ingiustizia, prima o poi c'è la reazione che porta alla guerra.


IO, CATERINA...

Idiozia clericale
Secondo i grandi santi cosa significa pace? Quale "pace" perorano? Sono tanti i santi citati da questi pacifisti. Dunque, cosa hanno detto i padri, i dottori e i grandi santi della Chiesa?

I santi perorarono la pace del Cristo, quella pace che deve ricondurre il gregge all'Ovile. Basta studiarsi le vite che hanno vissuto, ciò che hanno scritto o predicato per renderci conto che non vivevano "fra le nuvole" ma al contrario, portavano il Paradiso agli uomini del loro proprio tempo.


Ogni battezzato può e deve diventare santo perché, come dice l'Apocalisse, nulla di impuro può entrare in Paradiso. Di conseguenza, senza voler scimmiottare i santi che ci hanno preceduto, ogni battezzato può e deve fare la propria parte per vivere e contestualizzare nel proprio ruolo e nel proprio tempo quella pace donata dal Cristo.


Come fare? Ecco cosa ci insegnano i Santi.


Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, divenuta anche Compatrona d'Europa e Patrona d'Italia con san Francesco, del quale abbiamo parlato in un altro articolo, si è adoperata quale "Ambasciatrice di Pace". Nelle lettere che spediva ai politici, cardinali, vescovi, religiosi e laici, Caterina da Siena cominciava con queste parole: "Io, Caterina, serva dei servi di Cristo, nel preziosissimo Sangue di Gesù Amore, voglio...!" e giù a scrivere cosa si dovesse fare per ottenere la pace che i vari comuni chiedevano. Il frasario di Caterina è lunghissimo e sulla pace possiamo meditare alcune sue espressioni che ritengo importanti:


"Non cerchiamo alcuna pace se non in Gesù, e fuggiamo ogni gloria che non sia quella della croce";

"Abbraccia Gesù crocifisso, amante ed amato, e in lui troverai vera pace, perché è Dio che si è fatto uomo. Arda il tuo cuore e l'anima tua per il fuoco d'amore attinto a Gesù confitto in croce";


"Non è buono il cavaliere se non si prova sul campo della battaglia: così l'anima vostra si deve provare alla battaglia delle molte tribolazioni; e quando si vede fare prova buona di pazienza, e per impazienza non volta indietro il capo scandalizzandosi di quello che Dio permette, allora può godere ed esultare della pace raggiunta, e con perfetta allegrezza aspettare la vita durabile...";


"La Carità è un arbòre d'amore: il midollo suo è la pazienza e la benevolenza del prossimo, il suo frutto è la vera pace...".


Idiozia clericale
Famosa è la lettera che santa Caterina da Siena scrive a Papa Gregorio XI affinché, perseguendo la vera pace, si adoperi con questa per l'unità del gregge disperso, sottolineando che "col demonio non si scaccia il demonio; ma che con la virtù si caccerà. (...) Oimè, babbo mio dolce, Pace, v'imploro Pace, acciò che tanti figliuoli non perdano l'eredità della vita eterna che il Cristo distribuisce nella santa Sua Chiesa, e che per riscatto non risparmiò di dare se stesso. Mio dolce vicario di Cristo - sollecita la santa - è giunto il tempo di dare la vita per le pecorelle che sono uscite fuori dal gregge. La Pace autentica esige un prezzo da pagare: dare la propria vita perchè l'altro si converta!".


Famosa è la frase di santa Caterina da Siena che pronunciò davanti ai confratelli Domenicani e che divenne citazione prediletta di Giovanni Paolo II per la Gmg di Toronto: "Se sarete ciò che dovrete essere, mettete fuoco in Italia e nel mondo intero"; la pace vera non si raggiunge che con la battaglia al peccato!


Un'altra grande santa, dichiarata anch'essa Dottore della Chiesa, è la giovanissima santa Teresa del Bambin Gesù, di Lisieux, morta a soli 24 anni e, mai uscita dalla clausura seppur breve, aveva saputo cogliere quella pace che la porterà ad essere ciò che è diventata. Non era, però, inerme perché viveva in clausura: al contrario, la libertà, di cui si sente pienamente investita, le farà girare il mondo in spirito...


Tra i suoi scritti, prezioso è un passaggio attraverso il quale dispiega quel senso di pace che trova nella sua identità di cattolica e dice:


"Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san Paolo aveva descritto, o meglio, volevo vedermi in tutte. La carità mi offrì il cardine della mia vocazione. Compresi che la Chiesa ha un corpo composto di varie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e più nobile. Compresi che la Chiesa ha un cuore, un cuore bruciato dall'amore. Capii che solo l'amore spinge all'azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato il Vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue. Compresi e conobbi che l'amore abbraccia in sé tutte le vocazioni, che l'amore é tutto, che si estende a tutti i tempi e a tutti i luoghi, in una parola, che l'amore é eterno. Allora con somma gioia ed estasi dell'animo grida: O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione. La mia vocazione é l'amore. Si, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'amore ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà".


SBALLOTTATI DALLE ONDE E PORTATI QUA E LÀ DA QUALSIASI VENTO DI DOTTRINA


Idiozia laicale. Una variante (sì, proprio così!)
I cattolici dovrebbero strappare quella bandiera? E' segno della loro crisi di identità? Ci siamo ridotti a una bandiera altrui, con tutto quel che avremmo da dire dopo duemila anni?

Senza dubbio se qualche cattolico dovesse trovarsi ancora in qualche cassetto o, disgraziatamente, ancora appesa alla finestra o, per non dire di peggio, ancora in qualche Chiesa questa bandiera.. sì, dovrebbe strapparla e chiedersi davvero se ha capito, come santa Teresina spiega bene sopra, quale sia il suo posto nella Chiesa e nel mondo.


Benedetto XVI, da poco eletto Papa, in visita ad limina, spiegò ai vescovi, che era indispensabile ritrovare la "nostra identità perduta"; chiedere oggi ad un cattolico di spiegarci cosa significa per lui essere tale, rischieremo di trovarci di fronte a molti "sì, però, non so, io credo, io penso". Peggio, se dovessimo trascorrere qualche mezz'ora con un catechista scopriremmo, tristemente, che è magari informatissimo sui temi di attualità, ma che non sa nulla della dottrina cattolica, specialmente della Dottrina Sociale della Chiesa, che molti denunciano come inutile o superata o inapplicabile, ma che, di fatto, non conoscono.


Ci siamo ridotti a questa bandiera altrui perchè "il nuovo piace": san Paolo li definisce i "pruriti", "portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina" (Ef 4, 14)


Nella Messa pro-eligendo, a poche ore dalla sua elezione a Pontefice, Ratzinger pronunciò la famosa omelia che oseremo definire un bell'impegno per il quale il Signore stesso sembra averlo preso in parola dandogli il timone della barca petrina. Vale la pena meditare il passo integralmente perché sottolinea la nostra identità:


"La misericordia di Cristo non è una grazia a buon mercato, non suppone la banalizzazione del male.(...) Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità. E in che cosa consiste l'essere fanciulli nella fede? Risponde San Paolo: significa essere ‘sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina' (Ef 4, 14). Una descrizione molto attuale!


Idiozia laicista. Una variante (gaypride di Parigi)
Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero. La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all'altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all'individualismo radicale; dall'ateismo ad un vago misticismo religioso; dall'agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull'inganno degli uomini, sull'astuzia che tende a trarre nell'errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina, appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.


Noi, invece, abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. Adulta non è una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo. É quest'amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede - solo la fede - che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito - in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde - una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell'esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come ‘un cembalo che tintinna' (1 Cor 13, 1)..."


(Missa pro eligendo Romano Pontifice, Omelia del Cardinale Joseph Ratzinger 18.4.2005)


LO "SPIRITO DEL MONDO": LUCIFERO!


'Vi lascio la pace, vi do la mia Pace; non la pace del mondo'. In te mio Cristo, la mia Pace
Quella "pace" può essere in ultima analisi fatta risalire allo "spirito del mondo", che, secondo Gomez Davila, è Lucifero?

Diciamo intanto che non sempre serve demonizzare tutto e che il potere di Satana è molto limitato. Fatta questa precisazione, non siamo in contraddizione se diciamo che questa pace pacifista è senza alcun dubbio opera di Satana.

Dire che è opera di Satana, non significa farne il diretto "autore": spesso Satana si serve degli uomini che sono già lontani da Dio usandoli per i suoi scopi.


Come a dire che non sempre si può usare il "capro espiatorio" per togliere agli uomini la loro diretta responsabilità delle azioni che compiono. La bandiera della pace, in quanto tale, non l'ha certo "progettata" Satana, ma gli uomini che, dotati di ragione, hanno deliberatamente creato, dato origine a questo emblema, sfruttando l'ignoranza di molti cattolici, perseguendo senza dubbio l'istigazione di Satana.


L'uomo è un essere razionale, ragionevole e dotato di volontà propria. Egli può collaborare o al progetto di Dio o seguire lo "spirito del mondo": per questo, Cristo ci ha dato la Chiesa, che non a caso è "Mater et Magistra", ma, seppur a nessuno è imposto di seguirla, è in questa libertà che Cristo ci rammenta: "O con me o contro di me" e incoraggiando la Chiesa, Sua Sposa, dice: "Chi non è contro di voi è per voi" . Non esiste la via di mezzo.


Quindi, questa bandiera, come la pace mondana che rappresenta, o viene da Dio o viene dallo spirito del mondo, o è con Dio o è contro Dio. Pertanto, visto che Gesù dice esplicitamente: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi". Va da sé che la pace di quella bandiera non è quella del Cristo.


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