Una lunga chiacchierata con Vittorio Messori. Parte 4

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 ANCORA QUALCOSA DA DIRE... PARTE 4

Una lunga chiacchierata di PapalePapale con  Vittorio Messori


IO, MESSORI, NON HO FATTO CARRIERA USANDO IL NOME DI GESÙ

Dopo quei 18 incontri con la Madre di Dio, Bernadette dice di essere ora "come tutti gli altri" perché è terminato "il compito" che le era stato affidato. Ricorda Madre Teresa di Calcutta che si definì una "matita nelle mani di Dio". Ma un apologeta come lei - con tanti libri di successo, riconoscimenti e lo status di scrittore cattolico tra i più noti al mondo -  si sente "come tutti gli altri" e solo una "matita" al servizio di Dio?  Dopo il grande successo del suo primo libro Ipotesi su Gesù, un vero caso editoriale da primato conteso solo a Il Nome della Rosa, lei tacque per sette anni. A chi gliene chiedeva ragione lei rispondeva: "Non voglio fare carriera usando il nome di Gesù".


Ed è vero!


Poi però ha riparlato, riscritto anzi, seppure con lentezza, non lasciando più il tema "Gesù": con grossi riscontri di lettori e, siamo sinceri, seminando anche molte conversioni. E al contempo ha fatto, in un certo senso, "carriera"

.Siete fuori strada: credo che proprio di questo non mi possa accusare. Voi non immaginate! Mi hanno offerto tutte le direzioni: di Avvenire, di Jesus, di Famiglia Cristiana... e tutti quanti li ho rimandati via...


Avrebbe fatto bene ad accettare almeno quella di Famiglia Cristiana: ci saremmo risparmiati parecchi peccati d'ira, e troppi improperi, visto come s'è ridotta: una succursale de L'Unità!


Una volta è arrivato qui un emissario dell'allora segretario della Dc: voleva assolutamente che io accettassi come sine cura, ma pagatissimo, una candidatura da parlamentare europeo. Anche questo signore è stato accompagnato alla porta. Lei mi sta tirando fuori delle cose delle quali non parlo mai...


E' che da adolescente volevo fare il magistrato...


Se c'è una cosa che in coscienza non posso rimproverarmi è quella di avere fatto "carriera sulle spalle di Gesù". Le assicuro che le "carriere" sarebbero ben altre... perché, appunto, non immaginate quanti no io abbia detto. Nessuno può smentirlo. Per il resto io passo giorni e giorni senza vedere nessuno, con mia moglie e la mia gatta, tranquillamente.


Ma proprio noi di questo siamo convintissimi; coloro che hanno in gran dispitto il Messori, invece, forse neppure lo pensano, in fondo, però fatto sta che lo dicono...


Dicano quel che gli pare. Io giuro che non clicco mai su google "Vittorio Messori", mai!, perché non me ne frega niente. Guardate, non è per umiltà, in fondo è anche un po' per disprezzo. Nel senso che, ripeto, non me ne frega niente delle stupidaggini da barsport che possono dire! Per esempio, mi hanno detto che la terza o quarta voce che appare nelle ricerche google cliccando il mio nome, sia quella di un signore mai visto e conosciuto il quale sostiene che io i miei libri li ho copiati... anzi no, che ho proprio sfruttato un povero vecchietto per scriverli. Esattamente il contrario di quel che è successo. Allora, cosa faccio, vado a vedere su google che c'è?... ma chi se ne fotte!  In questo sto con Bernadette, la quale afferma "io dico quello che devo dire, in scienza e coscienza", gli altri ne pensassero che gli pare, nessuno è obbligato a credere niente, è affar loro.


Va bene, lo ammettiamo: noi lettori affezionati del Messori lo sapevamo con certezza: Messori ha rifiutato di fare "carriera usando il nome di Gesù". Gliel'abbiamo buttata lì, per farla scaldare e parlare apertis verbis. Obbiettivo raggiunto! Giacché ci siamo, ne buttiamo lì  un'altra. Messori non ha voluto fare carriera "usando il nome di Gesù", ma sta di fatto che i suoi libri hanno avuto come protagonisti sempre Gesù, Maria, la Chiesa. Se non Messori, almeno questi libri (i più almeno) hanno fatto molta "carriera", certe volte hanno raggiunto proprio i vertici delle classifiche, diventando ever-green. Se non Messori, i suoi libri hanno fatto "carriera"...


Lei non ha idea, perché non era neppure nato negli anni ‘70, di cosa sia stato il milione e mezzo di copie in due anni di Ipotesi su Gesù, e la sorpresa fu enorme anche per la stessa Chiesa: erano anni in cui nessuno più credeva nell'apologetica. Da allora ho subito per sette anni le pressioni più grandi,  venivano gli editori con assegni in bianco, dicendomi "decida lei la cifra" per scrivere un libro, che so, sulla Sindone, su Padre Pio, sul Diavolo, i libri che servono a fare cassetta, insomma


.E lei ha rimandato indietro un assegno in bianco addirittura? ... fa venire quasi i brividi... e quasi lascia incerti se è cosa da ammirare o biasimare.

 La mia risposta è stata questa: ero allora caposervizio a Tuttolibri de La Stampa, mi presi sei mesi di aspettativa senza stipendio...Pure!... cosa che il contratto dei giornalisti mi permetteva, e con mia moglie ci siamo ritirati in una casa del Monferrato senza telefono. E questa fu tutta la mia risposta dinanzi al boom: non di buttarmi nella mischia, ma di ritirarmi.


Risorse al 7° anno.


Con il libro meno commerciale possibile e immaginabile. Tant'è che la rete di vendita dell'editore si era ribellata: ma come facciamo, dicevano, a riuscire a vendere un libro che si chiama Scommessa sulla morte?!  Ammetterà che è la cosa meno commerciale possibile...


Bah... io studio la conservazione dei cadaveri, dei papi specialmente, sono il meno adatto a risponderle... io certamente l'avrei acquistato. Vabbè, la domanda era retorica, prosegua pure.


Questo sempre per rispondere alla questione "carriera", professionale o editoriale che sia, che voi avete ventilato. Dopodiché, ogni tanto, con ritmi estremamente lenti, mooolto lenti - giacché non faccio altro che leggere, studiare, prendere appunti tutto il giorno - , ogni tanto, dunque, molto meno di quanto tanti lettori vorrebbero, pubblico qualche frutto di questa mia diuturna ricerca. Questo mio Bernadette, ad esempio, esce dopo oltre quattro anni di silenzio...Dopo Perché Credo, nel 2008.Ecco, allora non credo di poter essere accusato neppure di "carrierismo" o arrivismo editoriale.


 NON AVREI SCELTO BERNADETTE COME AMANTE. MA BERNADETTE SGOMENTA

Scrive che Bernadette, oltre a rifiutare omaggi di ogni tipo, aveva quasi il terrore di accettare denaro Che nelle sue mani scottava quasi come il " fuoco che divora le carni" di cui parla S. Giacomo (Gc 5,3), riferendosi all'oro e all'argento...E allora?!No guardi, le giuro, ho chiuso l'argomento "carriera". Adesso sto riferendomi davvero solo a Bernadette. E allora al giovane ricco, Gesù chiede: "Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!" (Mc 10,21). S. Francesco, detto l'alter Cristus, si spoglia di tutti i suoi averi. A questo punto, verrebbe da pensare che sembrano plausibili certe letture pauperistiche più o meno contemporanee, relative ad una Chiesa che deve essere povera, ai poveri visti come "luogo teologico fondamentale della fede" (J. Sobrino), all'odio, più o meno mascherato, nei confronti dei ricchi. Ma, secondo lei, è proprio così?


Ma no, ma no! È così poco demagogico il Vangelo. Lo vediamo con Bernadette, che è talmente povera,  ma tuttavia la Vergine non le suggerisce alcuna strategia per diventare benestante. Anzi, le dice addirittura "non ti prometto di essere felice in questa vita". E poi la Madonna quella a cui pensa non è la povertà  alla marxista, ridotta a una questione di solo denaro. È un'altra la povertà  che le interessa.


Viene pure da pensare a un'altra cosa. Bernadette: l'umiltà, la sapienza contadina, la mitezza. Che oggi sembra scarseggiare tra uomini e donne di chiesa, specie ai livelli più alti: se non demolisci, chierico teologante o laico impegnato, almeno due dogmi e due pontificati, sei un reperto da museo. Bernadette invece: lo scandalo, inaccettabile per taluni iniziati  conoscitori delle secrete cose, di un Dio che nega a loro le delizie di una scienza arcana e le dispiega a una "povera ignorante".  Ma è realistico pensare che questa santa abbia ancora da dire qualcosa agli uomini e alle donne di oggi? Oggi se una suora non si atteggia a "libera pensatrice" si vede e viene descritta non come una "libera donna di Dio", ma come "serva", quando non "schiava" di una fantomatica gerontocrazia fallocentrica, misogina e maschilista. Eppure... eppure, mentre scompaiono nel nulla suore "affrancate" e si portano appresso i loro Ordini "aggiornati", proprio quanto di più esecrabile c'è ai loro occhi iniettati di neofilie e filoneismi, ossia il modello Bernadette, questo esempio qui "arcaico" di "libera donna di Dio", dopo un secolo e mezzo attrae fedeli di ogni ceto da ogni parte del mondo.


Per ricollegarmi anche alla domanda di prima, sulla povertà. Bernadette non era solo povera di denaro, ma come diceva il prete fondatore del Santuario, era anche "una persona umanamente insignificante".  Insignificante!  Era priva di fascino, non aveva carisma, non aveva alcun intelligenza riflessiva; era una contadinella pragmatica.  Sì, sul piano umano era insignificante: se io avessi dovuto scegliere un'amante -  per rendere l'idea - certo non avrei scelto Bernadette, perché mi sarei molto annoiato. Se avessi dovuto scegliere un'amante in una prospettiva tutta laica. Mentre invece non posso non guardare a lei con ammirazione, rispetto e talora anche sgomento, da una prospettiva cristiana. Allora la sua totale mancanza di complessità diventa una sconvolgente trasparenza che istintivamente e radicalmente aderisce ai valori evangelici. In questo, spesso, Bernadette sgomenta.


La sua preziosa povertà era anche questo, non solo la mancanza di denaro, dunque.Però, guardate, quello che caratterizza veramente Bernadette è il fatto che ha fortissima la cultura dei doveri, ma non ha neanche il sospetto di una cultura dei diritti. Lei credeva che niente le fosse dovuto: convinta di essere l'ultima e di dover restare tale.Non c'è nulla di demagogico in Lourdes, credetemi. In tempi di giustizia sociale come quelli, mica la Madonna dice di pregare per gli operai, i lavoratori: dice di pregare per i peccatori. Perché gli operai come i capitalisti, possono essere anche loro peccatori. Anche in questo Lourdes va alla radice, non si ferma dietro i fenomeni...

SENZA AVVENTARSI CONTRO LE TENEBRE. UNA LAMPADA ACCESA NELLA NOTTE

Ma in questi ultimi 50 anni abbiamo visto questo clero "intellettuale" e ideologizzato che proprio alla povertà secondo Marx, e non a quella secondo Maria, che fa riferimento...


E vabbè, son cavoli loro! Sono quelli che avranno convinto il cardinale Pellegrino, come ho detto, ma non hanno convinto me. Cavoli loro! Sentite, io mi sono sempre ispirato a quel motto - che un tempo mi feci stampare sulla carta intestata, oggi non si usa più la carta intestata, e manco le lettere per la verità... pazienza! -, quel motto bellissimo dei Padri della Chiesa che recitava: "Non avventarti contro le tenebre, provvedi piuttosto a mantenere accesa la tua piccola lampada".


Però, visto che è lei, potrebbe tenere acceso, non dico una centrale elettrica, ma almeno un falò... osare più di quanto osa uno scrittore.


Ma cosa vuole che faccia! Qualcuno mi dice "ah ma tu dovresti metterti alla testa di qualche cosa"... ma figuriamoci! Io tengo acceso il mio lucignolo: mi dovrei avventare contro le tenebre? Cosa dovrei fare, andare a perdere tempo a discutere con un vice-parroco demagogo?


Leggiamo nel suo libro che Massabielle era, per gli abitanti di Lourdes, luogo di porci veri e di "porci umani", intendendo con questo coloro che lì consumavano un sesso frettoloso e clandestino. Tutti conoscevano il detto ingiurioso per chi era particolarmente maleducato: «Quello lì è stato allevato a Massabielle» (pp.60-61). Sembra riecheggiare il "da Nazareth può venire qualcosa di buono?" (Gv 1, 46a). Dio, ovviamente, poco si cura della fama dei luoghi e l'evento "Lourdes", anche per la brutta fama di Massabielle, è in perfetta sintonia con la logica evangelica. Che, spesso, però non è immediatamente comprensibile e, dunque, di difficile accettazione. Le è mai capitato, nella sua vita, di cadere in questa incomprensibilità della logica di Dio di fronte a qualcosa che, a viste umane, lei reputava impossibile?


Ma tutto il Vangelo è permeato di questa logica paradossale. Il figlio di Dio incarnato, di 33 anni di vita 30 li passa nel nascondimento, nel silenzio; parte di quei 3 anni di ministero pubblico li spreca (a viste umane) per parlare a quattro pescatori, in una regione isolata come la Galilea. Perché per vincere la morte deve passare attraverso la morte? Tutto il Vangelo è davvero un paradosso. Ma poi, se ci pensate, perché Dio fa morire Pascal a 39 anni, mentre era già inattivo da quattro anni bloccato dalla malattia, e favorire Alberto Moravia, che resta attivo e in piena salute sino alla morte d'infarto a 83 anni suonati?


Eh!... perché Moravia non è morto da piccolo?


Io Moravia l'ho conosciuto. Era un uomo inutile e dannoso proprio. Era diventato una specie di oracolo onnisciente negli anni '70-'80. Perché Pascal a 39 anni e Moravia a 83? Perché ad un certo punto Enrico VIII, che era devotissimo tanto da meritarsi il titolo di defensori fidei catholice, per un capriccio, liberarsi dalla moglie Caterina d'Aragona, manda tutto all'aria e strappa l'Inghilterra al cattolicesimo, e con essa porta via la sua meravigliosa teologia (pensiamo a Newman), una grandissima immane perdita per la Chiesa: immaginate che teologia straordinaria avremmo avuto ci fossero stati anche gli inglesi; e poi pensiamo alle future colonie britanniche: tutta l'America sarebbe nata cattolica. Ma così non è stato: per un capriccio. È un Dio paradossale, le sue vie non sono le nostre.

MA LOURDES, LA SALETTE, LISIEUX, ARS, NON HANNO SALVATO LA FRANCIA. TUTTAVIA...

Bernadette, La Salette, i grandi santi, dottori e pensatori cristiani che la Francia ci ha dato proprio nei due secoli in cui ha sparso tutti i suoi errori moderni per il mondo; mentre oggi Parigi è più la capitale musulmana d'Occidente che non la capitale della Figlia Primigenia della Chiesa. Lei stesso ne è consapevole, tanto che scrive che persino la conferenza episcopale francese tiene a Lourdes ogni anno la sua assemblea generale nella probabile convinzione che da lì possa arrivare la speranza per una Chiesa che ormai, en France, è ridotta alla cannuccia dell'ossigeno artificiale. Ma allora, a che è servita tutta quella sovrabbondanza di Grazia che Dio, tramite la Vergine soprattutto, ha riservato alla Figlia Primigenia? Ma allora Lourdes, Bernadette, Maria, non hanno salvato la Francia.


Ma perché la Madonna appare a Lourdes? Per un motivo molto semplice: fosse apparsa nel 1859 in Italia o Spagna, avrebbe piovuto sul bagnato, e non avrebbe  avuto alcun irraggiamento. In Francia, direi, per motivi di "visibilità": la lingua francese era quel che oggi è l'inglese, nessuna persona di cultura poteva ignorarla, la sua editoria era perciò internazionale, letta ovunque. Cosa fondamentale: la Francia aveva un organizzatissimo sistema amministrativo-burocratico grazie al quale ogni documento, dossier, ogni cosa su Lourdes è stata vagliata, catalogata, conservata, tramandata a noi.


Dice: In Italia magari è capace che ciò che non avremmo perduto, lo avremmo venduto...


Non dico questo. Veda piuttosto il caos latino che c'è in Spagna, per quel che riguarda il miracolo di Calanda, quello della gamba ricresciuta, che è il Miracolo per eccellenza. In tre secoli gli aragonesi non sono riusciti a farlo conoscere, nessuno ne sa niente, lo han dimenticato persino loro; gli archivi quando non sono stati devastati non sono stati curati, un macello. Io ho fatto una grandissima fatica a ricostruire quella storia. Ecco, secondo me le apparizioni mariane si concentrano in Francia, anche per un motivo pratico: era l'unica cassa di risonanza universale.


E mò è ridotta com'è ridotta, dicevamo...


Ma guardi, direi che non è vero. La Francia è sempre stata in qualche modo, nel bene e nel male, il lievito e il sale della Chiesa.


Sì ok, ci ha confermati tutti nella fede: i Pascal, i Guitton, i Bloy... certo, d'accordo! Ma è sempre la Francia dove ogni giorno chiude una parrocchia dietro l'altra da 50 anni a questa parte.


Sì sono anche d'accordo con quel che dice, però io che la Francia la conosco bene, che sono fra quelli che han due patrie, la propria e la France, posso dire che la Francia è in sé straordinaria, i francesi spesso sono insopportabili, non pensi che non lo so, non sono un retore. Dicevo che è sempre stata ed è tutt'ora il sale e il lievito della Chiesa. Io se non avessi saputo il francese, non avrei potuto far nulla del mio lavoro, neppure questo libro. I migliori libri a tema cattolico che io riesco a trovare nel panorama editoriale attuale, sono quelli scritti da francesi, di oggi. Saranno diventati pure una minoranza lì i cattolici, ma una minoranza creativa.Quindi, a viste umane almeno, la Madonna è apparsa spessissimo in Francia per queste ragioni tecniche di "risonanza"


.Oggi forse sarebbe apparsa a New York.Probabilmente sì.Siamo abituati a pensare a Bernadette come ad un santino. Pia, ubbidiente, silenziosa... Il suo libro ci presenta, però, una Bernadette diversa, non meno santa, ma certo più umana, più simile a noi - pur con le inevitabili differenze - di quello che ci saremmo aspettati. Quando ha iniziato ad interessarsi della "prediletta dalla Vergine" immaginava che fosse così? O era anche lei prigioniero del pregiudizio che spesso si accompagna a santi troppo infiorettati dalla melensa agiografia tridentina?


Tanto è che me ne occupo che neppure più ricordo di come immaginavo all'inizio Bernadette. Abbiamo detto che aderisce per istinto radicalmente ai valori evangelici. Ma vorrei aggiungere un'ultima cosa: lo fa senza mai fare la soubrette, senza esibirsi. Ecco, fra le molte cose amabili in lei, una ne amo più di altre: è il contrario di una santa moralista.


Che significa?Bernadette ha sempre pensato a sé e ai suoi peccati, non a quelli degli altri. Nel senso che non ha mai rimproverato nessuno, mai ha fatto commenti moralistici su questo e quello. Non ha mai detto una parola contro i peccatori. Ha solo pregato per loro. Era quella sua cultura dei soli doveri, che non riconosce a se stessa alcun diritto.


Avrei una domanda alla quale so non risponderà. La Madonna di Lourdes, somiglia a quella di Medjugorie? O sono due Signore  diverse, e magari solo una di queste è la Madre di Dio?


(Qui Messori mi parla un po' dell'idea che si è fatta del caso Medjugorje, del quale si ostina a non scriverne né dirne, essendo che Roma stessa non l'ha voluto ancora fare, per ragioni che non sappiamo ma che sicuramente sono sacrosante. Me ne parla, dunque, ma poi alla fine mi dice anche di fargli il piacere di non pubblicare nulla di quanto m'ha riferito sul caso).

 
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