APOCALYPSE MURDOCH' - 11░ PUNTATA

14/5/2012 DI GLAUCO BENIGNI per dagospia.com

1968: UN CANGURO ALLA CONQUISTA DI LONDRA - L'INIZIO (E LA FINE?): IL "FURTO" DEL "NEWS OF THE WORLD" E IL PRIMO SCONTRO FRA "I DUELLANTI" RUPERT MURDOCH E ROBERT MAXWELL - IL SALVATAGGIO E L'ACQUISIZIONE DEL "SUN" GRAZIE ALL'AMICIZIA CON I CONSERVATORI - LA RICETTA VINCENTE: TETTE, CULI, VECCHI SCANDALI, NOTIZIE INVENTATE - LO SGUARDO VERSO GLI USA...


UN AUSSIE NELLA CITY
Quando Murdoch sbarca a Fleet Street, la strada degli affari, roccaforte delle élite britanniche, è il mitico 1968. «Cade una pioggia d'argento sugli sporchi selciati di Londra»: dalle radio dei taxi esce la musica dei Beatles, ma la cosa non lo riguarda molto.
A gennaio il Primo Ministro, Harold Wilson, ha annunciato un esteso programma di tagli alle spese e lo sgombero di tutte le basi militari a Est di Suez, per tre anni. In sostanza la Gran Bretagna aveva abdicato al ruolo di potenza mondiale di serie A.


Nella City si respira dunque aria di grandi cambiamenti e nella valigia Murdoch porta con sé, oltre ai piani di battaglia, almeno una convinzione: «Sono un aussie al cospetto di un mondo esclusivo e arrogante». Rupert sa bene che quel mondo è in declino e che nei periodi di decadenza regna la confusione. Se un uomo è abile e privo di scrupoli, quello è il suo momento favorevole.


Allora affila la spada e si concentra sul suo primo obiettivo: il «News of the World», (proprio così: tutto ha inizio a Londra con il giornale che lo sta conducendo alla disfatta!). Il settimanale popolare è in agonia e viene messo all'asta dai suoi editori. Murdoch ha sempre affermato, nel corso delle sue rarissime interviste, di aver saputo solo casualmente della vendita del «News», durante una conversazione telefonica. Da alcune cronache risulta invece che il giovane uomo d'affari australiano è chiamato a contrastare, per conto della famiglia Carr, che controlla il settimanale, un tentativo di ‘acquisto ostile' da parte di quello che diventerà uno dei suoi maggiori concorrenti, Robert Maxwell.


È la prima volta che gli interessi dei due futuri tycoons si incrociano. Ed è subito scontro aperto. Nel corso del tempo la loro rivalità crescerà al punto che spesso verranno definiti «I duellanti», termine preso in prestito dall'omonimo film di Ridley Scott. Non tutto va liscio, ma Rupert conclude ugualmente la sua missione e la congegna in modo tale da diventare gradualmente "il proprietario" della rivista, con grande disappunto della famiglia Carr.


Ma «anche questa è fatta, e verrà dimenticata». Quel giovanotto australiano di 37 anni sa come non farsi prendere sottogamba. Affida le trattative alla banca Rothschild e riesce a spuntarla. Si aggiudica il «News of the World» con una transazione che lascia tutti di stucco. Egli stesso la definirà in seguito «il più grande furto dai tempi della rapina al treno Glasgow-Londra».


Mr. Murdoch si mette subito al lavoro. L'atmosfera che lo circonda non è ancora schiettamente ostile. La ristrutturazione del nuovo giornale, culminata un anno dopo col licenziamento del direttore, porta la tiratura a 800.000 copie. Non occorre sottolineare il fatto che il contenuto e il taglio delle notizie hanno lo stesso "rubbish-style" di quelle che lo hanno portato in vetta all'editoria australiana. Quattro mesi dopo l'acquisto del «News» mette a segno un altro colpo che verrà ricordato per molto tempo negli annali di Fleet Street: l'acquisto del quotidiano «The Sun».

Il giornale, tradizionalmente laburista, sta colando a picco in un mare di debiti, e Murdoch riesce ad acquistarlo, sborsando una modica somma e per di più aggirando il Fair Trading Act (la legge sui monopoli che, in teoria, vieta l'acquisto di un giornale da parte di una società concorrente capace di una tiratura superiore alle 500.000 copie, cioè il caso del «News of the World»). L'uomo sostiene che il suo salvataggio benefico ha lo scopo di impedire la chiusura di una testata popolare e nazionale.


Vende allora una parte del «News» e riesce a evitare le sanzioni della commissione sui monopoli, ovviamente non solo grazie alla sua ostentata «magnanimità», quanto soprattutto all'appoggio di alcuni potenti conservatori, al fianco dei quali si è subito schierato.

È trascorso un anno dal suo arrivo e già l'attendismo di Fleet Street sfocia in un'aperta antipatia. Murdoch, sfidando l'ipocrita pruderie dell'establishment britannico, ha inaugurato nel «Sun» un'originale terza pagina, in cui spicca, in ogni numero, la foto di una pin-up coi seni al vento. Tette, culi, scandali, cronache sportive e sangue portano il «Sun» immediatamente al milione di copie. Ma ci sono altri scoop in serbo per l'esercito dei famelici lettori di «notizie spazzatura».


Il «News of the World» riapre una ferita vecchia di sei anni, che si era appena rimarginata: lo scandalo Profumo. John Dennis Profumo era stato costretto a dare le dimissioni da Ministro della Difesa in seguito alle indiscrezioni su una sua relazione con Christine Keller, call girl per vip e cortigiana di diplomatici sovietici, in servizio a Londra. Il «News» pubblica ampi stralci in esclusiva delle memorie di miss Keller comprate per quattro soldi e subito si riaccende, morboso, l'interesse attorno al povero Profumo che, con molta discrezione e riservatezza, sta cercando nel frattempo di rifarsi una vita con la moglie.Il Press Council, l'associazione guardiana fin dal 1953 della deontologia professionale, vota un'energica mozione di condanna contro la pubblicazione, ma in realtà non ha la facoltà di imporre il ritiro delle copie in edicola o promuovere azioni giudiziarie, e così tutto finisce in una bolla di sapone. I due giornali scandalistici di Murdoch incapperanno molte altre volte nelle reprimende dell'organo di vigilanza.


Seguiranno, infatti, negli anni: accuse di razzismo, calunnie (contro il Ministro della Giustizia), mendacio (una falsa intervista alla vedova di un eroe delle Falkland/Malvinas) ed estremismo per eccessive prese di posizione anti-irlandesi. Persino la Regina sarà costretta ad appellarsi al Council per tentare di vietare la pubblicazione delle rivelazioni piccanti e confidenziali di un ex-domestico di Buckingham Palace. Piccoli episodi, tutti questi, che si iscrivono nel più ampio scenario di una guerra fra i rotocalchi scatenatasi negli anni Settanta in Inghilterra per la supremazia delle tirature, e che vede sempre schierati, l'un contro l'altro armati, Rupert Murdoch e Robert Maxwell.


Il «Sun» e il «News of the World» assicurano a Murdoch una certa liquidità. Il volume d'affari e i prestiti gli permettono di affrontare altre dure battaglie. RKM mette anche un piedino nelle attività televisive della capitale inglese assicurandosi una larga partecipazione nella London Weekend Television, ma gli bolle il sangue: è giunto il momento di tentare l'avventura nel mercato più grande e più difficile del pianeta: gli Usa. Comincia con piccoli arrembaggi nel periodo compreso tra il 1973 e il 1977 (vedi Il sogno americano del bucaniere).


Wall Street, New York e tutto il resto lo affascinano, ma non gli fanno certo dimenticare l'antico asse degli affari Londra-Sydney: nello stesso periodo Murdoch si consolida infatti in Australia con interessi in vari settori, anche se quello dell'editoria televisiva e giornalistica rimane «il punto d'appoggio per sollevare il mondo». Nel 1978 debutta nella produzione cinematografica, insieme a un produttore australiano, Robert Stigwood, con il quale realizza Gallipoli, film sulle gesta degli australiani nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1979 vende le sue azioni della London Weekend Television e compra in patria due società che controllano Channel 10. In questo modo infrange la legge australiana che impedisce di avere interessi in due diverse Tv (Murdoch è infatti già proprietario di Channel 9), ma riesce a far cambiare le regole dal secondo Governo del liberale Malcolm Fraser, grazie a quelli che vengono definiti «gli emendamenti Murdoch».


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