REPORTAGE DI UN LUNGO VIAGGIO TRA I MORTI - PARTE 2

8/11/2013 PAPALEPAPALE.COM

REPORTAGE DI UN LUNGO VIAGGIO TRA I MORTI - PARTE 2 


E NAPOLEONE SANCÌ LA SEPARAZIONE E L'INIMICIZIA FRA VIVI E MORTI: NASCITA DEI CIMITERI

Che cos'è, dunque, questa morte divenuta invisibile?


Non posso sentirmi chiamato in causa anche da "storico della morte", senza notare un fatto e ricordarne un altro. Non sarà mica un ritorno di paganesimo, già iniziato da almeno due secoli?


Non fu proprio con la rivoluzione francese che con un pretesto "igienico", si compì il primo plateale atto di rottura, separazione totale, diffidenza e inimicizia fra i vivi e morti?Non fu allora che, coi famigerati codici napoleonici, si stabilì per la prima volta che i morti dovevano materialmente essere allontanati dai noi, dai centri abitati, diventando "invisibili", estranei e stranieri?Non fu allora che i morti smisero di essere i nostri numi tutelari, la nostra benedizione e i nostri alleati ultraterreni, e divennero improvvisamente "contaminati" e "contaminatori", nefasti per i viventi?


Non fu allora che furono strappati dal sacro ventre materno delle chiese - che per secoli li aveva amorevolmente custoditi sotto le sue fondamenta, protetti e scaldati sotto una coltre d'incensi e incessanti preghiere -  i corpi dei suoi battezzati, e ostracizzati lontano dalla comunità dei viventi, fuori dalle stesse mura cittadine, isolati con ignominia nelle periferie desolate perché "non contaminassero" chi restava?


Fu allora che nacquero le necropoli moderne, le citta dei morti: i cimiteri. Una cosa nuova si disse. Mica tanto: era qualcosa di già visto e già sentito, in determinati tempi e luoghi: quelli precristiani e pagani! Era il grande ritorno, in un sinistro e schizzinoso revival, alle antiche necropoli pagane, questo era! E con esse, agli antichi orrori e terrori propri del paganesimo, a cominciare dal suo peculiare raccapriccio per i defunti: essenze minacciose da esorcizzare, non più presenze benefiche da propiziare. Anche per questo erano "contaminanti".


Paradossalmente, più i defunti erano allontanati dal cuore dei centri urbani, più lontani dai viventi erano traslati, più tutto intorno erano recintati da mura e cancelli che al tramonto dovevano essere chiusi, più erano ghettizzati, e più, paradossalmente, facevano paura. E, paradosso nel paradosso, più i cari defunti venivano allontanati dal cuore degli uomini, più ne turbavano la mente.


Così fu per le epoche avanti Cristo. Sì, i loro stessi morti ai pagani facevano paura; erano entità maligne e minacciose, in perpetua sadica ricerca di esseri viventi da rovinare. Per questo facevano loro sacrifici turpi, non esclusi quelli umani: per sedarne l'ira funesta. Per questo bruciavano i morti: per depotenziarne la portata malefica, disperdendone nel vento le membra "contaminate". Per questo gli elevavano cerimonie esoteriche: per rabbonirli, assecondarne la cattiveria, indirizzarla altrove, su altri possibilmente, purché lontani dal proprio villaggio, magari sui nemici del villaggio avverso.

IL CRISTIANESIMO PONE FINE AL TERRORE PER I MORTI: SUI LORO CORPI EDIFICA I SUOI ALTARI E TEMPLI

Il cristianesimo ha posto fine all'orrore pagano per i morti. Sin dalle sue origini: tutto quello che accadrà intorno al corpo morto di Cristo, diventa il fondamento della nostra fede. Che vince la morte, la quale trasfigurata diventa momento drammatico ma di gloria, il corpo caduco trasmuta in corpo glorioso, il cadavere tesoro pietoso da custodire, reliquia che ammonisce sì al memento mori ma invita anche alla dolce speranza; e dopo averci ricordato il Pulvis es et in pulverem reverteris, ci annuncia anche che la polvere si ricomporrà in carne ed ossa e l'anima riprenderà possesso del corpo mortale, fusi in un solo  "corpo glorioso" [su questo complesso tema circa il "corpo glorioso", vedi qui  e qui, oppure qui ] alla seconda venuta di Cristo


.Quel cristianesimo che alla Chiesa militante (i vivi) accosta la Chiesa purgante e trionfante (chi ci ha preceduto nella vita e nella fede, ossia i morti), come gemelle siamesi. Quella Chiesa che sulla terra impastata del sangue dei suoi martiri edifica i suoi templi; intorno al nucleo dei resti lacerati dei loro santi corpi, costruisce e consacra i suoi altari; davanti alle venerabili salme dei suoi santi si riunisce la comunità dei credenti; nel ventre delle sue stesse chiese, proprio laddove col battesimo erano stati svezzati alla vita nuova, la Chiesa, loro madre, custodisce amorevolmente i corpi dei suoi figli che hanno lasciato questa vita. È così che cessa la paura dei morti, endemica fra i pagani: qui nasce il culto dei morti, naturaliter cristiano. Qui per la prima volta s'inaugura l'amicizia e l'alleanza fra vivi e morti: la comunione dei santi.I morti, per il cristiano, fanno pur essi parte della comunità dei viventi, ossia questa sorta di comunità cristiana allargata: composta dai viventi in terra, in purgatorio, in cielo. La Chiesa militante, la Chiesa purgante, la Chiesa trionfante, sono un solo corpo. E tutte insieme formano le membra vive e perfette del corpo mistico di Cristo. Solo le anime dannate sono per sempre espulse da questa comunità e da questo Corpo Mistico.


CON LA RIVOLUZIONE, IL GRANDE RITORNO DEL PAGANESIMO NECROFOBO: PERCIÒ PROFANAVANO I MORTI DELLE CATTEDRALI 


Ma come sempre dopo le rivoluzioni, nel loro furore demolitore e antistorico, la storia marcia indietro verso il futuro. Fu così che si ripiombò di netto all'epoca precristiana. E i primi a pagarne il caro prezzo furono i nostri morti. Non è un caso che tutte le grandi rivoluzioni, dalla luterana alla francese, dalla marxista e alla troskista spagnola, a tutte le altre, la prima cosa che fanno, dopo aver "cassato" la storia precedente, è accanirsi sui corpi dei morti, specie quelli più santi e venerabili (dopo infieriranno sugli edifici di culto, sui libri sacri, sulla bellezza, sulle "parole" mutandole, infine, com'è invitabile, sugli uomini del sacro... e poi su tutti gli altri).


Qual è la prima cosa che fecero i rivoluzionari francesi ovunque giunsero (Italia compresa), per esempio? Entrare nelle cattedrali e nei monasteri, devastare le tombe dei morti e dei santi ivi sepolti, tirarne fuori i cadaveri, profanarli, dileggiarli, distruggerli... persino fucilarli. Gesto emblematico assai: così nasceva l'era post-cristiana, così si annunciava il ritorno infame e terrificante del paganesimo col suo orrore-odio per i morti.


E da quel momento che inizia tutta un'altra storia e tutta in salita, per i corpi (e le anime) dei nostri defunti. Quando man mano, lungo tutto l'Ottocento, al ripiegamento del cristianesimo in Occidente, il terrore e l'odio pagano per i morti si trasforma in qualcosa di peggiore, nella sua ansia di esorcizzarne i significati assoluti, neutralizzarne la potenza sacrale, purgarli da ogni "scoria residua" di cristianità che li aveva sin lì resi tanto importanti.


E IL TERRORE PER I MORTI DIVENNE ODIO.  E L'ODIO, MACABRO: NACQUE IL GENERE HORROR

L'ultima ondata rivoluzionaria anarco-comunista e anticattolica in Spagna dal 1936 al '38, che si distinse per la furia iconoclasta e sacrilega, che portò alla distruzione di metà del patrimonio religioso di tutta la penisola iberica e al martirio fra torture atroci di buona parte del clero e dei religiosi e di migliaia di semplici fedeli. Anche qui furono profanate le tombe di santi e religiosi nelle chiese e nei conventi di tutta la Spagna, i cadaveri vennero trascinati fuori e "fucilati"


Quell'oscura paura pagana per i morti si traveste di macabro, di legenda nigra, sino a degenerare nel grottesco: privati di tutto l'apparato celeste cristiano, sospesi penosamente sulla terra o in spazi e tempi indefiniti, privati di ogni identità sacra, i morti fanno ancora orrore, certo. Ma è ormai una paura che genera un brivido, un riso nervoso: i morti non solo sono "minacciosi", ma sono anche "stupidi". Nasce qui il genere "Horror". E sarà tutto un proliferare vergognoso di dozzinale letteratura, architettura, passatempi esoterici, tutti quanti macabri... horror... con protagonisti i "morti", queste indefinibili "anime vaganti" e senza meta se non quella di rompere i coglioni alla gente, far beccare coccoloni, in caso farla divertire.


Nasce il genere cosiddetto "Gotico" che ammorberà tutto il secolo XIX con discariche colossali di dogmatico pattume soprattutto "para-scientifico"... para-normale... para-psicologico, con al centro sempre loro, i nostri poveri morti, ridotti a pagliacci da circo equestre, a figurine di un gioco di società funereo. Un'operazione imponente per esorcizzare il terrore e l'orrore dei morti. Con un carnevale che del cretinismo tronfio e ignorante fece il suo unico criterio "scientifico". Qui rinasce la superstizione che (checché ne dicano i più pedissequi critici della storia e sapienza cristiana) un tempo proprio col paganesimo aveva raggiunto lo zenit, e alla quale - come si diceva - pose fine proprio quel cristianesimo accusato tante volte di fomentare "superstizioni". Ma ecco di nuovo il dilagare della grande superstizione di massa, e ancor più nelle élite, le sedicenti "punte di diamante" dell'intellighenzia "scientista" ottocentesca, che romanticamente precipitò inerte nelle più viete credulonerie per gonzi.


DAL GRANDE VILIPENDIO DELLO SCIENTISMO ALLA GRANDE SUPERSTIZIONE DEI CETI "ILLUMINATI" 


E fu tutto un proliferare di spiritismo straccione, di patetiche sedute spiritiche, di risibili "ectoplasmi" che comparivano e scomparivano... di extraterrestri addirittura (pure loro fecero la prima comparsa, fra le superstizioni "illuministe"), di cadaveri da far spolpare a qualche "scienziato" pazzo positivista per esporne lo scheletro o per pietrificarne la carne, nell'illusione di "renderla immortale". Un'oscena pantomima dell'immortalità nella resurrezione della carne promessa da Cristo.


Si scriveva qui un'altra pagine vergognosa del revival pagano post-rivoluzionario: la nascita della "scienza amena", ossia del tutto inutile, sta a dimostrarlo. La quale per puro gusto del macabro fine a se stesso, ma anche per spogliare la morte di ogni significato escatologico, per deflorarne la sua sacralità, sotto sotto deridendoli si mise a giocare con i cadaveri, a conciarli in tutti i modi, più schifosi e ridicoli erano meglio era: amputandoli, plastificandoli, pietrificandoli, disossandoli, disseccandoli, mummificandoli, dipingendoli, mettendoli sotto sale, sotto spirito, riducendoli in mille pezzi da esporre "in eterno" qua e là. Il museo del delirio lombrosiano, fase ultima di questa messinscena macabra, fu il vertice e il fondo dello smarrimento di ogni umanità. Persino sul suo stesso cadavere lasciò disposizioni perché s'infierisse e si esponesse nella bacheca in qualche "museo antropologico" torinese (e tuttora c'è, pezzo per pezzo, e a guardarlo fa pena... e fa ridere)


.I promotori di tutto questo scempio sacrilego, di questa profanazione che alle ansie escatologiche faceva finta di aver sostituito ansie scientifiche, furono proprio loro, gli "illuminati", il flos florum dei sommi sacerdoti della dea Ragione: i massoni, gli "scienziati" del pregiudizio scientista, i Lombroso, la grande borghesia danarosa flaccida e militaresca, le aristocrazie annoiate infoiate e decadenti, i filosofi "ispirati", i "filantropi" da ballo di gala. Loro, non le masse: quei contadini e quel popolo minuto che discretamente continuò a conservare cristianissima pietà per i propri defunti... non terrore ma timore reverenziale. Per tutti gli altri, per le nuove classi dominanti, per quelli che contavano, i morti divennero carne da macello: le anime sante erano diventate "fantasmi"... che si aggiravano per "antichi castelli" semi-abitati da nobili decaduti e che più che molestati dagli spiriti lo erano dall'alcool, immergendosi nel quale riuscivano a conservarsi.


E LE ANIME DIVENNERO "FANTASMI" E I CORPI CENERE: DAGLI SPETTRI ALLA CREMAZIONE

Ed ecco il colpo scuro finale, in quell'Ottocento, la grande moda "del futuro": la cremazione. Ma non era futuro, era passato remoto: prima di loro l'avevano adottata i pagani precristiani. "Moda" che ha un ritorno ai nostri giorni nelle nazioni altamente secolarizzate. Nel XIX secolo perorata con la scusa "igienista" (ancora una volta: la riproposizione della convinzione pagana del cadavere come contaminato e contaminatore); oggi con la scusa della"logistica", la mancanza di spazio nei cimiteri. Ma in entrambi i casi c'è dietro l'inconfessabile: altro non è che il ritorno trasfigurato degli antichi terrori e orrori per i morti che fu dei pagani. Per questo si è tentato prima di desacralizzare la morte, poi, oggi, di renderla invisibile. I morti non hanno diritto neppure a due metri quadrati di terra... non solo nelle nostre chiese, non solo entro le mura cittadine... non li si vuole più neppure entro le mura della loro stessa Città, la città dei morti, il cimitero. I morti devono scomparire. Possibilmente dandoli alle fiamme, come, appunto, facevano i pagani.


Grande esorcizzazione di massa della morte, certo. Ritorno di paganesimo e gnosticismo, certo. Ma c'è anche un intento più duramente ideologico, se è vero com'è vero (fra le centinaia possibili vi faccio solo questo esempio), che basta andare al cimitero del Verano per notare una certa cappella. Risalente ai primi del ‘900. Cappella stranissima, ma non misteriosa, patetica semmai: le mura sono coperte da mensole e nicchiette scoperte, dentro le quali sono posati decine e decine di polverosi vasi in terracotta rosso scuro, su ciascuno v'è un nome e una data, alcune sono sbeccate, altre rotte, certe rovesciate, piene di ragnatele e polvere. Sono urne cinerarie contenenti le ceneri di morti che decisero all'epoca di farsi cremare. L'ultimo di questi era defunto nel 1917 se non erro. Ma chi sono?


All'occhio inesperto potrebbero sfuggire dei particolari, dei simboli e delle parole qua e là sparsi discretamente: quelli propri delle massonerie radicali, "rosse", alle quali volta per volta si erano aggiunte quelle socialisteggianti. Ma tutti uniti dall'identico odio furibondo per il cristianesimo, la Chiesa, persino del suo culto per i corpi defunti, se è vero com'è vero che non v'è alcun simbolo religioso in quella cappella, nemmeno per i giudei ivi sepolti. Quei morti sono tutti massoni, garibaldini, social-radicali di poi, socialisti e vetero-femministe, tutti attivi a fine Ottocento. Ideologia pura e dura. Di tutto l'immenso e magnifico cimitero del Verano, con milioni di morti e tombe, questa è la cappella più triste. Sinistra anche. E disperata. Penosa. Ridicola infine. In ogni caso, la sola che susciti ilarità, e una finale risata liberatoria, è inevitabile... Perdona loro Signore: non erano cattivi, erano solo cretini!


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