Saccomanni, ministro alle Ipotesi fiscali

Marcello Veneziani - Sab, 09/11/2013 - iL gIORNALE

 

Non c'è giorno senza una sua gag sulla casa che si conclude sempre con un nulla di fatto


Ma Ragionier Saccomanno, cosa ci combina al ministero dell'Economia?


Non c'è giorno senza una sua gag sulla casa che si conclude sempre con un nulla di fatto. Mi ricorda una celebre gag di Totò che fermava tutti perché stava per venirgli uno starnuto; lo annunciava, lo mimava, predisponeva il volto e poi niente, «mi è passato» diceva e la scena si ripeteva. Così fa lei. La vediamo con la sua aria da cassiere della banca sotto casa, col suo sguardo pio, tra il bovino e il materno, la rassicurante pappagorgia, che ci conforta: state tranquilli, non vi tolgo l'Imu, pagherete la seconda rata. Poi viene regolarmente smentito, e tira fuori la Tares, no la Trise, no la Tosap, no la Ires, meglio la Dies irae.


È Ministro all'Ipotesi Economica, con delega alla Minaccia Fiscale.


È il TorquatoTasse della letteratura economica italiana.


Da quando è ministro sento che deve recuperare sempre un miliardo per pagare il pizzo alla 'ndrangheta Europea e su questo miliardo si diletta in fantasiose variazioni. Il Miliardo di Saccomanni è ormai più famoso del Milione di Marco Polo.


 La sua ossessione è non sfondare il tetto del 3 per cento; in compenso tenta ogni giorno di sfondare il tetto degli italiani per calare in casa una bella tassa ardente.


 Di lui i posteri diranno, come in una famosa poesia di Montale, «lascio poco da ardere, ed è già troppo vivere in percentuale, vissi al tre per cento. Non aumentate la dose».


 La poesia si chiama «Per finire» ed è un buon auspicio per il Ministro Ipotetico con la pappagorgia.


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