Porte aperte e teste vuote

Marcello Veneziani - Ven, 11/10/2013 - Il Giornale

 

L'umanità è salva e non dobbiamo più vergognarci ora che la clandestinità non è più un reato. E poi come fronteggeremo i flussi migratori, accoglieremo e basta?


 Intanto l'importante è sfasciare: la legge, le porte d'ingresso, il pregresso.


Come se fosse dipeso da quella norma la tragedia di Lampedusa. E i confini tra chi è cittadino o immigrato regolare e dunque ha diritti e doveri e chi invece no?


Si perdono nella notte mediterranea. Che dite, stracciamo pure i nostri documenti? Erano appostati come sciacalli, appena è accaduto, eccoli sul cadavere per sbranare la legge.


 Un Paese che manda un messaggio al mondo «da noi non è più reato la clandestinità» cosa si aspetta, se non altri flussi incontrollati?


E l'Italia può decidere queste cose da sola, considerando che quei clandestini vogliono venire in Europa?


Magari ora molti di loro ripiegheranno sull'Italia perché qui non c'è più una legge che frena gli sbarchi, c'è il Papa accogliente, c'è la Boldrake invitante e c'è un ministero ad hoc per incentivare l'immigrazione.


 La sinistra è una formidabile catena di smontaggio: è incapace di governare e avere un progetto positivo su come affrontare la realtà. In compenso sa smantellare, abolire, sfasciare il preesistente: famiglie, patrie, avversari, leggi, confini, realtà.


Ma la cosa peggiore è l'uso barbarico della giustizia in questo Paese: le leggi si applicano, si modificano o si revocano secondo flussi emotivi, odi o passioni del momento, volontà punitive o umanitarie ad hoc.


Adottano la legalità e l'illegalità a intermittenza.


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