Lo Hobbit di Tolkien, un viaggio sulla perseveranza nell'affrontare le sfide della vita

8/10/2013 lindipendenza.com

 

 Proponiamo in ANTEPRIMA per L'Indipendenza la traduzione integrale in italiano dell'articolo Lessons in Manliness: The Hobbit, una recensione  da parte di Jeremy Anderberg al libro Lo Hobbit scritto da John Ronald Reuel Tolkien, filologo, linguista e scrittore fantasy britannico. (Traduzione di Luca Fusari)


Lo Hobbit è stato il libro preferito dai grandi e dai piccini fin dalla sua pubblicazione nel 1937. E' un antefatto a Il Signore degli Anelli, ma con il film recentemente distribuito la scorsa estate, si è rinnovato l'interesse per l'avventura di Bilbo Baggins.


Quando fu pubblicato per la prima volta, fu collocato nella categoria per bambini e vinse anche dei premi quale miglior romanzo giovanile di quell'anno. Tolkien stesso, tuttavia, disse che un racconto semplice come Lo Hobbit può essere goduto sia da bambini che da adulti, il che lo rende una grande storia da leggere con i vostri figli.


Nel libro, il riluttante Bilbo Baggins viene reclutato dal mago Gandalf per partecipare ad un'avventura con un gruppo di nani. Ci sono 13 nani nella compagnia (un numero sfortunato, perciò coinvolgono Bilbo) i quali sono stati esiliati dalla loro casa, la Montagna Solitaria, da un drago. In quella montagna vi sono cumuli e cumuli di tesori, i quali hanno attirato, in primo luogo, il drago.


Nessuno ha ancora avuto il coraggio di provare a combattere la bestia e recuperare la Montagna, quindi questi 13 nani, oltre a Bilbo, proveranno nell'impresa. Insieme attraverseranno valli, montagne, foreste oscure e fiumi impetuosi, al fine di riprendersi la loro casa, la Montagna Solitaria, combattendo il drago. Ci sono molte lezioni che possiamo ricavare da Lo Hobbit, ma oggi ci concentreremo solo su alcune delle più salienti di questo racconto classico:


1) Si può aspirare a raggiungere la grandezza, non importa chi sei e non importa la tua fase della vita. Ciò suona straordinario come cliché, ma dobbiamo realmente crederci? Contrariamente a ciò che i film vorrebbero far credere, nel libro, Bilbo aveva 50 anni quando partì per la sua avventura (così pure Frodo nel Signore degli Anelli). Aveva «poca o nessuna magia», e «non gli piaceva essere chiamato audace».


Era un tizio di mezza età che non aveva alcun interesse a vivacizzare la sua vita. Ha vissuto comodamente, mangiava e beveva molto, e se la godeva nella sua accogliente casa. Ha persino affermato: «siamo di pianura, gente tranquilla che non è affatto dedita alle avventure. Disgusta le inquietanti cose scomode! Ti faranno giungere tardi a cena!».


Eppure Bilbo alla fine diventa l'eroe della nostra storia. Spesso si lamenta e anela la sua casa, ma continua a proseguire. Arriva al punto in cui lui sente il desiderio e il richiamo dell'avventura che lo sprona dentro di sé. Abbiamo scritto circa l'importanza di sfruttare appieno i vostri vent'anni, ma il potenziale della vostra mezz'età o anzianità non deve essere sprecato. Sarai un remissivo pensionato con una vita comoda e tranquilla ? O vuoi dire ‘sì' a qualsiasi avventura o sogno che il tuo  spirito sente?


Quando ti sembra di non essere il tipo di persona per iniziare una tua attività in proprio o di essere troppo vecchio per viaggiare per il mondo, affidati al tuo Bilbo Baggins interiore. Dì sì, fai il primo passo fuori dalla porta e vai avanti.


2) Un grande leader sa quando è il momento di fare un passo indietro ed andarsene. Ci sono un sacco di lezioni di leadership che possiamo imparare da Gandalf, ma il suo stile sapiente di mentore è quello che spicca di più. Gandalf percorre una buona distanza con Bilbo e la compagnia di nani, ma alla fine li lascia a sé stessi. Egli dice: «infatti siamo ormai un bel po' più ad est di quanto io abbia mai avuto intenzione venendo con voi, perché dopo tutto questa non è la mia avventura».


Un grande leader e mentore sarà certamente in grado di aiutare i suoi seguaci, soprattutto all'inizio. Ma arriva un punto in cui il guinzaglio deve essere tolto. E' difficile perché significa che bisogna fidarsi della persona, qualsiasi compito tu lo abbia incaricato. Gli stai dando il controllo della situazione, che è una cosa difficile da fare per gli umani.


Pensa però a ciò che fa un grande allenatore. Insegna e guida, per quanto può, ma alla fine lui non è il solo che può vincere la partita. Egli deve porre la sua fiducia che i suoi giocatori facciano effettivamente squadra. Gli stessi legami vi sono nella genitorialità. L'istinto è quello di tenere per sempre la mano di un bambino, eppure arriva un giorno in cui lo si deve lasciare andare, anche se questo significa permettergli di commettere errori, dando lo spazio per trovare la sua strada proprio attraverso quei suoi errori.


3) Ci sono alcune cose nella vita che dobbiamo realizzare da soli. Proprio come un grande leader sa quando lasciarlo andare, così il suo allievo deve abbracciare la sfida e a volte procedere da solo. Una delle mie frasi preferite del libro viene dopo che Bilbo ha ucciso un ragno gigante. I suoi amici erano stati rapiti, era tutto solo e per di più fuori nel buio della notte. «In qualche modo l'uccisione del ragno gigante, tutto da solo al buio, senza l'aiuto dello stregone o dei nani o di chiunque altro, fece una grande differenza per il signor Baggins. Si sentì una persona diversa, e molto più feroce ed audace».


Posso paragonarlo, anche se in piccolo, a un mio episodio. Nell'ultimo semestre o giù di lì ho iniziato a correre, cosa che non avevo mai fatto prima. In principio, il progresso è stato rapido. Ho iniziato a percorrere meno di tre miglia, partendo da pochi isolati in poche settimane. Ma dopo un po' raggiunsi un limite e non pensavo che avrei potuto fare molti progressi. Mia moglie finalmente mi ha convinto a correre con lei, e per la prima volta ho percorso più di 3 miglia senza mai fermarmi. Hurrah! Ora sapevo che avrei potuto farlo.


Eppure le ho dovuto percorrerle anche da solo per dimostrare a me stesso che ne ero capace. Così un paio di giorni dopo sono andato fuori per una corsa, abbastanza sicuro delle mie capacità. Sapevo che fisicamente potevo farcela, così ho corso per conto mio. C'è voluta mia moglie per mostrarmi che ne ero capace, ma per superare il mio limite e sentirmi più forte come corridore ho dovuto farlo da solo. Il paragone regge?.


4) Perseverare è una delle cose più coraggiose che si possono fare. Verso la fine della storia, Bilbo è sulla Montagna e pronto per affrontare il drago che fa la guardia al tesoro perduto. Lui è solo e al buio (sembra essere una ambientazione usuale, non è vero?). Poteva vedere il bagliore del fuoco del drago, ma non il drago stesso. «E' stato a questo punto che Bilbo si fermò. Andare oltre è stata la cosa più coraggiosa che abbia mai fatto. Le cose tremende che gli sono successe in seguito erano nulla in confronto a questa. Ha combattuto la vera battaglia da solo nella galleria, prima che avesse visto il grande pericolo che era in agguato».


La sua più grande battaglia non era con il drago ma con la sua volontà. Sapeva che il pericolo era in agguato. Non sapeva quello che poteva presentarsi, ma sapeva che stava per arrivare. Si fece forza, e continuò. Questo singolare momento, di decidere di andare avanti, fu la cosa più coraggiosa, rispetto a qualsiasi altra, che Bilbo abbia mai fatto. Una situazione affatto facile, non è vero? Eppure è veritiera. Decidere di fare qualcosa, non sapendo le conseguenze a venire, è molto più difficile che fare la cosa in sé.


Quando un anno fa ci siamo trasferiti a Denver dall'Iowa, io e mia moglie eravamo entrambi senza un lavoro. Si era appena laureata in fisioterapia, ed io ero appena stato licenziato dal mio impiego, e avrei dovuto svolgere lavori domestici. Posso dire con certezza che la decisione di trasferirmi qui e seguire l'avventura fu molto più difficile che il giorno dell'effettivo trasloco. Le nostre sfide più difficili sono mentali, e una volta chiarito questo ostacolo, si può fare qualsiasi cosa.


5) Una grande storia ha sempre dei conflitti o dei disagi. Immaginate la vostra vita come una storia. Non troppo tempo fa ne abbiamo parlato, la nostra vita è un viaggio eroico. Immaginatevi seduti con i vostri nipoti e raccontate a loro la vostra storia. ‘Beh, ho fatto un po' di soldi, ho comprato un paio di auto, mi sono seduto ed ho guardato la TV per un paio d'ore ogni notte'. Abbastanza noiosa, non è vero? Ora immagina che la tua storia racconti come ‘ho esplorato..., ho viaggiato...,  mi sono innamorato..., ho combattuto ed ho vinto..., ho superato..., ho sudato...'; non solo la storia sarebbe migliore, ma è probabile che saresti più soddisfatto del corso della tua vita.


JRR Tolkien è concorde. «Ora è una strana cosa, ma le cose che sono buone e i giorni che sono ben trascorsi saranno presto raccontati, e nessuno le vorrà ascoltare; le cose palpitanti e persino macabre possono fare una buona storia e migliorarne il racconto». Sta dicendo che una vita comoda è anche una noiosa. E' spesso ciò a cui aspira il sogno americano, ma la realtà è che la crescita personale, e anche il divertimento, sono cose che vengono fuori dalle sfide. Che si tratti di sudare e sbuffare gemendo nella tua scalata della montagna per arrivare in cima, o nell'essere licenziati, la realizzazione non la si desidera restando in una stanza, la gioia la si trova spesso dopo un percorso faticoso. Non sfuggire alla sfida, abbracciala, e un giorno essa sarà una grande storia da raccontare.


Titolo: Lo Hobbit illustrato; Autore: John Ronald Reuel Tolkien; Editore: Bompiani (Grandi Tascabili, 2012); Pagine: 432; Prezzo: 11 €.


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