FELTRI: ''SE ALFANO FA IL PARTITO COME FINI, IL RISCHIO DI SCOMPARIRE ╚ ALTO''

Paola Zanca per Il Fatto Quotidiano 7/10/2013

 

 ‘'PURTROPPO PER SALLUSTI, LUI PUÒ ESSERE LICENZIATO"


‘'Gli ho parlato, la lettera di licenziamento non l'ha ricevuta. Mi sembrava strano che in tre minuti tagliassero la sua testa. Comunque, visto che io non voglio passare alla storia, ma voglio passare alla cassa: se serve, eccomi qui, io ci sono".


Vittorio Feltri, il direttore del Giornale, lo ha già fatto due volte. E adesso che la poltrona di Alessandro Sallusti traballa, un po' scherzando un po' no, fa un pensierino sulla terza.


Angelino Alfano ha chiesto la testa del direttore del quotidiano di famiglia.

Purtroppo per Sallusti, lui può essere licenziato. La Santanchè no, perché è stata eletta.


Paga il prezzo della storia con la Pitonessa?

Il sospetto che dietro questo desiderio ci sia la voglia di interrompere il sodalizio tra i due, la loro liaison professionale, viene. Ma è pur sempre vero che i direttori sono a tempo determinato. E a volte se ne vanno da soli prima di scottarsi.
Certo, se lo licenziano tre giorni dopo il patatrac, sono fessi. Almeno salvare la forma!


Mettiamo che la spedizione della lettera sia solo rimandata. Leggendo gli editoriali di Maurizio Belpietro sembra che si sia già candidato a dar voce agli alfaniani.
Mi sono accorto del cambio di linea. Ma non ci vedo nulla di strano, si vede che è d'accordo con Alfano.


Fino all'altro ieri era disposto a tutto per B. Traditore pure lui?

Ma un giornalista chi tradisce? Perché se a uno Berlusconi fa meno schifo degli altri diventa un personaggio da mettere al rogo? Dirige un giornale che non è di Berlusconi. Un quotidiano si fa nel tentativo di vendere delle copie, tentativo che a me è riuscito. Oggi la situazione del mercato è un po' cambiata, ma non credo che abbia bisogno di attaccarsi al carro del vincitore.


Belpietro non si è fatto cogliere impreparato dal cambio di guardia. Lei come lo ha vissuto?

Ero in redazione, avevo la tv accesa. Ho sentito le dichiarazioni di Brunetta e di Bondi. Andavano giù pesanti. Bondi, poi! Non l'avevo mai sentito così lucido e tonico. Sono andato a pranzo convinto che avrebbero votato contro la fiducia. Ma quando mi sono seduto a tavola e ho riacceso la tv ho visto Berlusconi e ho fatto una battuta: "Adesso vota sì". Sembrava una barzelletta, invece era la realtà.

Avevano sbagliato i conti. Verdini ha fatto cilecca.
Aveva già toppato con Fini. Pensavano se ne andassero in 20, invece erano 36, tant'è che sono dovuti correre ai ripari con il cosiddetto mercato delle vacche... se sbagli una volta ci può stare, ma la seconda diventa disdicevole. Ci voleva tanto a intuire che parte dei pidiellini piuttosto che andare a casa avrebbero saltato il fosso?


È solo una questione di poltrone?
Hanno capito che Berlusconi, per quanto si dia da fare, non riuscirà a salvarsi dalla decadenza. Potrebbero riuscirci con un accordo sotterraneo sul voto segreto, ma anche molti dei suoi che ora gli sorridono potrebbero volerselo togliere dai piedi.


Stavolta è morto davvero?
Tutti sanno che senza Berlusconi al timone raccattare voti sarà difficile. Ma è anche una liberazione. Berlusconi creava forme di dipendenza. Si dicevano "Senza di questo dove andiamo?".


Faranno un nuovo partito?
No, non gli conviene. Se Alfano fa il partito come Fini, il rischio di scomparire è alto. L'elettorato tende a punire gli scissionisti. Vi immaginate se si ritrovano alle Europee con l'8 per cento come Monti?


Restano quindi. Ma chiedono il repulisti: via Bondi, Verdini, Brunetta...
Se si vuole rinnovare il partito, qualche testa deve rotolare. Ma io di volti nuovi ne vedo pochi.

È finita l'era della Santanchè?
In questi giorni non ha trionfato.


Troppo buono, Feltri.
Ma non c'è nulla di chiaro! Dare giudizi definitivi è sconveniente: non è perché non mi voglio esporre, è che io non sono uno psichiatra.


Almeno un verdetto su Francesca Pascale che litiga con tutti?
È la principessa, e la principessa se ha qualcuno tra i piedi vuole sbarazzarsene. Io non ho il piacere di conoscere la signora. Diciamo che, in compenso, Dudù mi piace abbastanza.



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