Eugenio Benetazzo - Crisi economica: preparatevi al peggio!

16/01/09 Chiavenna

Eugenio Benetazzo, giovane economista e trader finanziario, aveva previsto con molto anticipo il disastro finanziario, economico e sociale che oggi stiamo vivendo. Infatti, già nel 2005, aveva messo per iscritto i suoi pronostici pubblicando un saggio intitolato "Duri e Puri - Aspettando un nuovo 1929". Benetazzo, partendo da un'accurata analisi macroeconomica, preconizzava il fosco scenario che incombeva sulla società italiana ed internazionale, quando ancora il coro dei guru dell'economia mondiale celebrava "le magnifiche sorti e progressive" della globalizzazione foriera di ricchezze e consumi planetari sempre maggiori e più diffusi.
Ora, che la previsione si è avverata ed il disastro finanziario si va traducendo in una crisi economica e sociale senza precedenti, il circolo culturale "la Torre" ha invitato a parlare della situazione economica questo profeta inascoltato ed ingiustamente accusato di catastrofismo. Abbiamo lasciato ad altri il compito di ospitare "i soliti noti" che, dopo aver negato per mesi la crisi, ora si uniscono al coro degli "esperti" dispensando, con incredibile faccia tosta, critiche e consigli.
Eugenio Benetazzo non ha tradito le attese. La sera del 16 gennaio, nella sala conferenze dell' Albergo Aurora in Chiavenna ha catturato l'attenzione delle oltre quattrocento persone presenti conducendo per oltre due ore il suo "show" finanziario dal titolo "Scenario macroeconomico della nostra epoca: preparatevi al peggio". L'esposizione chiara, arricchita dalla proiezione di diapositive e vivacizzata dallo stile interattivo, gli ha consentito di trattare un tema così complesso in modo avvincente e comprensibile anche per i profani.
Nella prima parte della sua esposizione, Benetazzo ha ripercorso le tappe della crisi nei precedenti otto mesi a partire dai cosiddetti mutui "subprime", sottolineando la sistematica disinformazione attraverso cui le autorità economiche (ed i media a loro asserviti) hanno nascosto la realtà all'opinione pubblica.
Successivamente, ha analizzato le cause della situazione attuale confutando la tesi secondo cui questa sarebbe il prodotto di una "crisi" transitoria. Il vero responsabile, secondo l'oratore, è invece il collasso terminale del "turbocapitalismo", generato dall'effetto concorrente di quattro fattori strutturali: la politica monetaria degli USA; la sua politica sociale; la globalizzazione con la conseguente delocalizzazione delle attività produttive e la titolarizzazione del debito.
Benetazzo ha quindi descritto le future ripercussioni sociali del collasso finanziario destinato a generare "una schiera di precari indebitati in colletto bianco".
Come salvarsi da questa triste prospettiva mettendo al sicuro risparmi ed attività? Quali criteri applicare per scegliere la propria banca di fiducia? Che fare per fare un giovane d'oggi? Benetazzo ha concluso con una raffica di consigli controcorrente, come del resto è stata tutta la sua relazione: rifugiarsi in oro, terreni agricoli e titoli di aziende sane impegnate in settori strategici come l'energia; affidarsi a piccole banche accertandosi che non abbiano trafficato in prodotti "derivati" , che abbiano un elevato "core tier" ed una bassa esposizione nel settore immobiliare ed infine, per i giovani, imparare a risparmiare vivendo "al di sotto delle proprie possibilità".

 
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