TRE MESI DI OSCENA SQUALIFICA RIFILATI A DELIO ROSSI

2/5/2012 Dagospia.com

1- TRE MESI DI OSCENA SQUALIFICA RIFILATI A DELIO ROSSI - COLPEVOLE" DI AVER MOSTRATO SUI CAMPI DI CALCIO FINALMENTE UNA LEZIONE DI ‘'BUONA EDUCAZIONE'' AGLI ITALIANI - 2- DI PIU': ROSSI NON SOLO HA FATTO BENE A FARLO NERO, AVENDO SUBITO UN ATTO DI ESTREMA INSOLENZA PUBBLICA, TELECAMERE COMPRESE, DA UN VENTENNE CHE BULLEGGIA MENTRE LA SUA SQUADRA VA A PICCO (DOPO MEZZ'ORA I VIOLA GIÀ SOTTO DI DUE RETI) - 2- LA REAZIONE MANESCA DI ROSSI, ALLO SBERLEFFO IRRIDENTE DEL GIOCATORE SERBO (MESSO SOLO FUORI ROSA!), NON SOLO È COMPRENSIBILE PER IL NERVOSISMO CHE DOMINA UN FINE CAMPIONATO CHE VEDE LA FIORENTINA LOTTARE PER NON SPROFONDARE IN SERIE B, MA È STATA UNA RISPOSTA "DOVUTA" ALL'INSOLENTE MANCANZA DI RISPETTO - 3- COME OGNI BUON PADRE DI FAMIGLIA DAVANTI A UN FIGLIO CHE STRONZEGGIA E NON PORTA RISPETTO PER LA FAMIGLIA, È SUO OBBLIGO DI INTERVENIRE, PER RISTABILIRE I VALORI PERDUTI. UNO SCHIAFFO, UN PUGNO E AL DIAVOLO IL POLITICAMENTE CORRETTO -


1- DAGOREPORT
Violenza, quale violenza? Quella messa in campo da Delio Rossi è anzitutto una reazione a un atto di estrema maleducazione pubblica (eufemismo), telecamere comprese, di un ventenne stronzetto che bulleggia mentre la sua squadra va a picco (dopo mezz'ora i viola erano già sotto di due reti).

Secondo. La reazione manesca di Rossi allo sberleffo irridente da parte del giocatore serbo, così piccato di essere stato richiamato in panchina dopo appena 30 minuti di non gioco, non solo è comprensibile per i nervi a fiordipelle di un fine campionato che vede la Fiorentina lottare per non finire in Serie B; ma è stata una reazione, per così dire, "dovuta". Come ogni buon padre di famiglia davanti a un figlio che stronzeggia e non porta rispetto per la famiglia, è suo obbligo di intervenire, contro la sua mala-educazione. Insomma, al diavolo il politicamente corretto, anticamera dell'ipocrisia bacchettona.


2- ROSSI, TRE MESI DI SQUALIFICA
La società ha comunicato il nome del nuovo allenatore che guiderà la squadra nelle ultime due partite, decisive per restare in A. Per la prossima stagione i Della Valle vogliono Spalletti. L'ex tecnico fermato dal giudice sportivo,
di Giuseppe calabrese per Repubblica.it


Squadra affidata nelle ultime due giornate a Vincenzo Guerini, fino a ieri club manager della società, Ljajic messo fuori rosa e Delio Rossi che insieme all'esonero rimedia anche tre mesi di squalifica dal giudice sportivo. Non è stato un risveglio facile per Firenze e la Fiorentina dopo quanto successo ieri sera durante la sfida di Novara. Le immagini dell'aggressione di Delio Rossi a Adam Ljajic hanno fatto il giro del mondo, la società ha usato il pugno duro nei confronti del tecnico, esonerato al termine della partita. Oltre al licenziamento Rossi, che parlerà domani, giorno in cui la società spiegherà i motivi dell'avvicendamento e presenterà anche Guerini, ha ricevuto anche la squalifica di tre mesi dal giudice sportivo. Decisivo l'uso delle immagini televisive: ''Le immagini televisive, puntualmente e dettagliatamente confermate da quanto relazionato dai collaboratori della Procura federale - scrive il giudice sportivo nelle motivazioni della squalifica -, evidenziano... una condotta inconsulta, tanto violenta quanto imprevedibile, la cui gravità non può essere attenuata dalla tensione emotiva generata da una delicata fase agonistica".

SQUADRA A GUERINI - Andrea Della Valle ha affidato la squadra a Vincenzo Guerini e non sarà una passeggiata. In due partite il nuovo tecnico deve trovare quel punto che vale la salvezza. E dopo l'assurda partita con il Novara tutto appare più difficile. "Non ho niente da dire, adesso ho solo voglia di camminare tanto". Sono le uniche parole che ha pronunciato ieri sera Delio Rossi, esonerato dalla Fiorentina per quei trenta secondi di follia che hanno cancellato una carriera intera. Vederlo accanirsi con tanta violenza su Ljajic gli è costato il posto e la dignità. "Non potevo fare altro, l'ho dovuto esonerare. Quelle immagini sono terribili", ha detto Andrea Della Valle. Per Rossi il progetto Fiorentina si è chiuso qui, Ljajic invece è stato messo fuori rosa e da qui a fine stagione difficilmente rivedrà il campo. "Peccato perché pensavo che fosse la persona giusta per far ripartire tutto", il commento di Andrea. Invece Delio ha sbagliato tutto. E ha pagato la tensione di queste settimane prendendo a pugni un suo giocatore. Troppo stress, Rossi non ce l'ha fatta. "Mi dispiace molto, ma l'ho fatto anche per lui - ha continuato Andrea -. È meglio per tutti".


D'altra parte la Fiorentina con Delio non è mai decollata. Le vittorie in trasferta contro Milan e Roma avevano dato l'illusione di un sussulto, ma non è stato così. A due partite dalla fine del campionato la Fiorentina non è ancora salva. È senza un gioco e senza una sua identità. Certo Rossi paga anche per colpe non sue, il mercato non lo ha fatto lui, però il tecnico non è mai riuscito a scuotere l'orgoglio del gruppo, né a dargli un gioco. Ma, soprattutto, non ha mai legato davvero con lo spogliatoio, dove tutti lo chiamavano Gargamella, uno dei Puffi. Anche ieri, dopo i pugni a Ljajic, mentre lo stadio gridava il suo nome la squadra si è schierata compatta con il giovane serbo. E quando Della Valle ha comunicato la decisione dell'esonero nessuno ha preso le sue difese. Segno evidente di uno scollamento tra guida tecnica e giocatori. La storia era già finita da un pezzo e quello che è successo ieri ha solo anticipato i tempi. Difficilmente Della Valle avrebbe confermato Rossi alla guida della Fiorentina, anche se il tecnico aveva un altro anno di contratto. In ogni caso adesso oltre al sostituto di Corvino (piace Oriali), la società viola deve pensare anche a un allenatore. L'ultimo nome è quello di Luciano Spalletti, sogno neppure troppo proibito. Il tecnico vuole tornare in Italia e la Fiorentina ha bisogno di un nome di prestigio per ripartire. Spalletti è un'ipotesi affascinante. E chissà che insieme a lui non arrivi anche Franco Baldini. Nomi e suggestioni. Oltre i pugni di Delio. Oltre una salvezza ancora da conquistare.


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