31 agosto 2013 Il Riempittivo

31/8/2013 Piettrangelo Buttafuoco Il Foglio

 

Via Castellana Bandiera è un capolavoro.


 Resterà nella storia.


 

Verrà studiato nelle scuole di cinematografia se mai ce ne saranno ancora perché, senza neppure vederne un solo fotogramma, manterrà quella promessa raramente conclusa dalle altre opere, quella di generare un'opera d'arte che completi il segno e il messaggio, le opere e i giorni, i mondi e l'universo intero.


Senza il film di Emma Dante, infatti, oggi non avremmo come leggere un virgolettato come questo: "In un giulebbe di mani agitate, capelli martoriati e compulsivi ‘cioè', Emma Dante lascia sul terreno un'involontaria, preziosa, ispirazione per un nuovo personaggio dei fratelli Guzzanti".


Ecco, con Via Castellana Bandiera, Malcom Pagani sul Fatto, ieri, facendo la cronaca dalla Mostra del Cinema di Venezia, ha completato per tutti noi il segno, il messaggio, le opere, i giorni.


Altro che il Merenghetti, qui c'è Aristotele con tutta la causa e l'effetto: tanto è una boiata il film, tantissimo di superlativo ne ricava Pagani per metterlo a nudo. Ha fatto come Fantozzi e ha svelato il grumo ermeneutico,


il capolavoro è la solita cagata pazzesca.


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