30 agosto 2013 Preghiera

30/8/2013 Camillo Langone 30/8/2013

 

Sono pentito perché non ho scritto abbastanza della "Confederazione italiana" di Geminello Alvi.


 Per quell'accidia che è innanzitutto sfiducia nell'azione: anche sforzandomi non convincerei nessuno a leggere un libro così impegnativo, mi dicevo.


Ero indeciso se enfatizzare il contenuto, le fantastiche invettive. Contro le regioni: "Invenzione perversa. L'idea piacque a Dc e comunisti, negli anni Settanta, per meglio rubare.


Benché l'esperimento fosse fallito, venne quindi il non agile cervello di Bossi, a rianimarlo caoticamente". Contro i resistenti: "Mitizzata sciagura dei partigiani: bande di bambinetti fascisti, evoluti a delinquenti comunisti".


 Contro vari giornali e programmi: "Redazioni senza talenti, che la sfangano commerciando sdegno". Contro i sodomiti: "Ma può mai pensarsi che l'invertito si reclami moglie o marito in pensione?".


Contro le femmine autosterilizzate: "Il calo demografico, generato dal vizio che inaridisce le donne...".


 Oppure puntare sulla forma sublime? Parlare della lingua sovrana, del controllo assoluto del lessico composto di parole tutte scelte, tutte pensate e non ricevute, come nemmeno i poeti sono più capaci di fare...


Nel dubbio mi sono astenuto, o quasi, e allora che queste righe siano risarcimento almeno parziale per il nostro prosatore massimo.


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