Sistema bancario europeo: una bomba a scoppio ritardato

Gaulliste Libre 22 Agosto 2013 effedieffe

 

Sono tutti d'accordo che le banche europee non abbiano appreso la lezione della crisi finanziaria del 2008. Un rapporto del parlamento europeo rivela la dimensione del rischio che stiamo correndo e che, prima o poi (senza sottostimare la capacità di camuffamento presente nel sistema finanziario), si farà vivo.



Il castello di carte europeo

Bisognerebbe leggere (o perlomeno scorrere, perché è lungo), il rapporto Liikanen del parlamento europeo sul settore bancario. È difficile non avere i sudori freddi leggendo che gli attivi del settore bancario europeo ammontano a 42.900 miliardi di euro - pari al 350% del PIL europeo - mentre gli attivi USA ammontano ad 8.600 miliardi di euro, pari al 78% del PIL americano, cioè pesano un quinto rispetto all'Europa. Nel rapporto si fanno presenti le differenze fra le normative contabili, differenze che spiegano in parte questo divario; rimane il fatto che viene da domandarsi chi o cosa possa giustificare un settore bancario europeo così pesante.

Facendo riferimento al rapporto Liikanen, Georges Ugeux sottolinea che le banche europee sono ostinatamente contrarie alla riduzione dei propri attivi e ricorda che non è cambiato nulla dopo la crisi. Nemmeno un mese fa aveva ricordato che la Deutsche Bank - da sola - dovrebbe ridurre di 250 miliardi di euro il proprio bilancio, dopo aver già effettuato una riduzione di 255 miliardi nei 18 mesi precedenti. Peggio ancora: il sistema bancario europeo è minacciato dal continuo deterioramento della situazione in Spagna, con un nuovo massimo nella percentuale di crediti incerti che a giugno ha raggiunto l'11,6% (pari a 176 miliardi).

Perché l'esplosione ritarda?

Detto questo, sembra sorprendente che la situazione tenga, ma ci si dimentica del caso giapponese, nel quale delle banche zombie hanno continuato ad andare avanti per anni senza dover essere ristrutturate. In effetti, fino a che i mercati sono liquidi (cosa per il momento garantita dalle Banche Centrali), e le norme contabili permettono loro una grande libertà d'azione (le ultime evoluzioni delle norme di Basilea 3 si muovono disgraziatamente in tal senso), è possibile far sparire lo sporco sotto al tappeto, perché i miliardi che vengono rimescolati camuffano i colossali rischi.

Il The Economist ci ricorda che gli scambi sul mercato monetario - da soli - ammontano alla sciocchezza di 5.000 miliardi di dollari al giorno, il che è 100 volte [cioè il 10.000%, ndt] il volume realmente scambiato! Viene da domandarsi per quale motivo esista un tale volume di scambi che non porta nessun vantaggio all'economia. La risposta, o parte di essa è che a queste cifre colossali corrisponde altrettanto denaro dal quale le banche possono speculare e ricavare le proprie commissioni. La cosa regge fino a che i mercati sono animati (cosa che sta accadendo sia per il mercato mobiliare che per quello immobiliare), ma in caso di crisi salterà fuori l'enorme castello di carte.

È cosa ormai ben acquisita che ci sarà una nuova crisi finanziaria, dato che non è stato fatto nulla per riformare un sistema finanziario che regge solamente grazie alle azioni delle Banche Centrali, azioni volte a sostenere il prezzo degli attivi. Ma, prima o poi, tutte le bolle scoppiano.

Speriamo che questa volta se ne apprenda la lezione.
 
Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Fonte > 
Gaulliste Libre



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