La campagna d'odio e i partigiani di Silvio

11/8/2013 Massino Fini Il Gazzettino

 

Fra le infinite sciocchezze che si sono dette dopo la condanna in Cassazione di Silvio Berlusconi per una colossale frode fiscale (che non è una semplice evasione fiscale) la più grave e pericolosa è quella di Michele Perini, Presidente di Fiera Milano e berlusconiano doc: "Facciamo come in Egitto, segnamo le case dei giudici, che tutti sappiano dove vivono".


 

Che cos'è? Una nuova forma di gogna? Una 'stella gialla' appiccicata sul petto come facevano i fascisti con gli ebrei? Un invito a colpire?


 E dire che per anni i berlusconiani ci hanno fracassato i santissimi affermando che nei confronti del loro leader era in atto "una campagna d'odio".


E questa che cos'è? E se qualche sconsiderato dell'autoproclamatosi 'Esercito di Silvio', che dice di poter contare su "500 reggimenti attivi" prendesse sul serio le farneticazioni di Michele Perini e passasse all'azione? Perini ha poi cercato di correggere il tiro: "Nessuno vuole ammazzare nessuno. Se ho offeso qualcuno mi scuso".


Qui non si tratta di offese, ma se i suggerimenti di Perini fossero accolti, ci troveremmo di fronte a una precisa istigazione a colpire in nulla diversa da quelle che faceva Lotta Continua di Adriano Sofri quando pubblicava i nomi e i cognomi, gli indirizzi, le fotografie, le abitudini di presunti fascisti, alcuni dei quali ci hanno rimesso la pelle o , a suon di sprangate sono rimasti su una sedia a rotelle.


Ricordate? Io ricordo.


E se altri si mettessero a fare la stessa cosa con i dirigenti del Pdl? Basta che una delle due squadre si metta su questa strada e sarà presto seguita dall'altra. E' questo che vuol dire Sandro Bondi, che non è un Perini qualsiasi ma uno dei coordinatori del Pdl? Mi riferisco alla sua ambiguissima frase: "L'Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti" (se non si troverà qualche formula magica per annullare il verdetto della Cassazione).


E questi sarebbero i 'moderati' di cui Berlusconi è il leader?


 Diceva il buon Mino Martinazzoli che 'moderato' non si riferisce a un luogo geometrico, il posto occupato in Parlamento, ma a un modo di essere.


 E se c'è uno che non è mai stato 'moderato', nelle sue azioni e nelle sue esternazioni, questi è Silvio Berlusconi seguito da tutti i suoi fedelissimi. Credo che il linguaggio politico vada aggiornato, moderati sono altri, così come Berlusconi non è affatto un conservatore ma, nel bene o nel male, un innovatore mentre i veri conservatori stanno nella sinistra, politica e sindacale.


Il 'moderato' Perini aveva anche aggiunto nel suo post: "Al giudice De Pasquale (il Pm del processo Mediaset, ndr) bisogna augurare un brutto vivere, di soffrire".


 I partigiani del Pdl hanno sempre sostenuto che i Pm "che sbagliano" (cioè, nella loro testa, quelli che non vedono confermate le loro inchieste dal Gip o dal Tribunale) vanno puniti.


Un'assurdità perché le funzioni del Pm e del giudice sono diverse: al primo spetta di raccogliere gli indizi e le possibile prove nella fase delicata e incerta delle indagini, al secondo di vagliarle.


Comunque De Pasquale ha istruito le indagini su Salvatore Ligresti e Ligresti è stato condannato in via definitiva. Ha istruito le indagini su Craxi e il leader socialista è stato condannato in via definitiva per corruzione e finanziamento illecito. Ha istruito le indagini sulla frode fiscale di Mediaset e queste sono passate al vaglio affermativo del Gip, del Tribunale di primo grado, della Corte d'Appello e infine della Cassazione.


Se si seguisse la logica del Pdl il Pubblico Ministero Fabio De Pasquale non meriterebbe di "soffrire", ma una medaglia al merito.

Massimo Fini


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