LA CRISI STA TRASFORMATO L'ITALIA IN UN CIMITERO

1/5/012 Dagospia.com

LA CRISI STA TRASFORMATO L'ITALIA IN UN CIMITERO- A ROMA, ALLA MENSA DEI POVERI, UN DISPERATO NON TROVA POSTO E ACCOLTELLA DUE PERSONE ("AVEVO FAME") - A BRINDISI UNA BANDA DI RAPINATORI GAMBIZZA UN ANZIANO: IN CASA NON AVEVA NULLA - LICENZIATO, UN PORTIERE SI IMPICCA A NAPOLI - IN SARDEGNA NON POTEVA PIÙ FAR LAVORARE I DUE FIGLI NELLA SUA AZIENDA EDILE, COSÌ UN PICCOLO IMPRENDITORE SI È UCCISO CON UN COLPO DI PISTOLA...

1 - AZIENDA IN CRISI, LICENZIA I FIGLI E POI SI UCCIDE...
Piergiorgio Pinna per "la Repubblica"

Non poteva più far lavorare i due figli nella sua azienda edile, così un piccolo imprenditore del Centro Sardegna si è ucciso con un colpo di pistola. Il nuovo dramma della disperazione è accaduto a Mamoiada, centro montano della Barbagia, a una quarantina di chilometri da Nuoro. Sulla vicenda che ha segnato la tragica fine di G. M, 55 anni, stimato titolare di una società che operava soprattutto lungo le coste dell'isola, è stata aperta un'inchiesta.


È certo che il caso s'inserisce in un tessuto economico divenuto assolutamente allarmante. La Sardegna ha uno dei livelli più elevati di disoccupazione in Italia. Un giovane su due è senza lavoro. Il numero dei cassintegrati (o assistiti con ammortizzatori sociali dall'Inps) supera i centomila su una popolazione di un milione e 600mila abitanti. Le persone nel mirino di Agenzia delle entrate ed Equitalia sono oltre 75mila. E non a caso proprio nel Sulcis Iglesiente è nato il primo movimento di rivolta contro interessi da capogiro, spese, interessi sugli interessi e strette creditizie.

2 - LO RAPINANO MA NON HA SOLDI: GAMBIZZATO...
Giuliano Foschini per "la Repubblica"

Cosimo Scialpi se l'è cavata con una pallottola nella gamba, ed è finito sotto i ferri. Sua moglie, Caterina, con qualche colpo in testa, lividi ed escoriazioni. Usciranno dall'ospedale insieme già tra qualche giorno. «E speriamo che quelli li avranno già presi». Quelli sono i rapinatori che l'altra notte sono entrati nella loro casa nella periferia di Brindisi. I rapinatori erano tre o quattro. Erano italiani, e probabilmente della zona.

All'una e mezza della notte di venerdì hanno aspettato che Cosimo Scialpi, 69 anni e sua moglie Caterina De Maria, 64, tornassero a casa. Avevano il volto coperto, li hanno presi alle spalle e trascinati all'interno dell'abitazione. Volevano soldi, gioielli, orologi ma in casa c'era poco e niente. Hanno messo tutto a soqquadro. L'uomo giurava, mentre in due picchiavano sua moglie. Aveva ragione. La casa non aveva preziosi.

A quel punto i banditi hanno deciso di tenere in ostaggio la moglie ordinando a Scialpi di andare dai vicini e da qualche parente per chiedere loro di dargli tutto quello che avevano. Altrimenti Caterina sarebbe morta. Stessa fine se nel frattempo avesse chiamato i carabinieri. L'uomo è uscito di casa e ha eseguito l'ordine, ha bussato alle porte del vicino ma è tornato anche in quel caso con qualche banconota: somma totale racimolata cinquecento euro. I rapinatori non l'hanno presa bene.


Hanno colpito la donna, poi hanno sparato: una pallottola ha trapassato la gamba sinistra dell'uomo. La signora è rimasta per terra, tramortita. I banditi hanno aperto la porta e sono fuggiti.


La coppia a quel punto ha immediatamente chiesto aiuto. Una pattuglia dei carabinieri stava arrivando quando hanno incrociato l'auto dei banditi. Hanno cominciato a inseguirsi, ma quando sembrava che li avessero presi i rapinatori hanno deciso di abbandonare l'auto e fuggire a piedi. Sono svaniti nel nulla, niente da fare.


Quello di ieri non è il primo assalto a un'abitazione nella zona del brindisino, feudo di una malavita che, dopo l'organizzazione della Sacra corona unita e il denaro del traffico di tabacchi, si sta riorganizzando economicamente con gli stupefacenti e con reati di questo tipo, spesso violenti: la media è di una rapina al giorno, si spara spesso. Emblematica la storia di un tabaccaio che ha subito quaranta rapine in 25 anni: l'ultima, il 13 aprile scorso, gli è costata 400 euro e un ricovero in ospedale dopo essere stato picchiato dai rapinatori.

3 - ALLA MENSA DEI POVERI NON C'È POSTO E ACCOLTELLA DUE PERSONE: "AVEVO FAME"...
Emilio Orlando per "la Repubblica"

Aveva fame. Tanta da non accontentarsi delle porzioni che i volontari della mensa di Sant'Egidio a Trastevere avevano preparato per lui e per gli oltre 100 poveri e senza fissa dimora che ogni domenica a pranzo affollano la basilica di Santa Maria. Anche per questo, proprio per la mancanza di posti, all'uomo, un marocchino di 34 anni, era stato assegnato un angolino in fondo alla sala. Verso le 14, mentre tutti stavano mangiando, si è alzato, si è lamentato per la sistemazione, ha chiesto più cibo, ha ripetuto di avere fame.


A quel punto, i volontari della comunità di Sant'Egidio hanno provato ad allontanarlo, scatenando però una reazione inaspettata. L'uomo è tornato indietro, ha preso un coltello e ha ferito due altri senza tetto, un sardo di 41 anni e un romeno di 21: entrambi avevano provato a calmarlo, chiedendogli di aspettare il suo turno, di tornare in un secondo momento, magari, quando qualcuno dei posti si fosse liberato. Per tutta risposta si sono ritrovati con diverse ferite: l'italiano con tagli lievi alla coscia e al braccio.


Peggio è andata al ragazzo, colpito all'altezza del polmone e ora in prognosi riservata all'ospedale San Camillo, trasportato in tutta fretta da un'ambulanza del 118. Il marocchino, invece, in cura da tempo al dipartimento di salute mentale, è stato fermato dagli uomini del commissariato di Trastevere che stazionavano in una volante fuori dalla Basilica. I poliziotti lo hanno bloccato con il coltello sporco di sangue ancora in mano. Per lui sono scattate le manette e una denuncia per tentato omicidio plurimo.

4 - RICEVE LETTERA LICENZIAMENTO, PORTIERE SI IMPICCA A NAPOLI
NAPOLI...

(ANSA) - Aveva ricevuto una lettera di licenziamento e, nei prossimi mesi, avrebbe dovuto lasciare la casa dove viveva: c'é, forse, tutto questo dietro il suicidio di un portiere, a Napoli. L'uomo, 55 anni, si è ucciso, impiccandosi, nella sua abitazione di corso Garibaldi.
Una folla di curiosi, gente del quartiere, qualche passante ha assistito mentre la mortuaria portava via il corpo di G.C.. Qualcuno ha fatto il segno della croce, altri hanno urlato che la responsabilità è della situazione economica che coinvolge tutti, riscuotendo il consenso di altri passanti che hanno applaudito. Non era quella lettera, però, l'unica causa della sua depressione. Gli inquilini del palazzo hanno raccontato che era stato molto colpito anche dalla morte della madre, avvenuta qualche mese fa. L'ultima volta, G.C. è stato visto venerdì, sabato non ha aperto la guardiola e nemmeno oggi. Cosa che ha preoccupato gli inquilini i quali hanno allertato la polizia.


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