Detroit fa bancarotta, 1 anno dopo il «salvataggio» di Obama

Infowars 19 Luglio 2013 effedieffe

 

Mentre Detroit fa bancarotta - la città più grande a farlo nella storia - sarà bene ricordare la citazione tratta dal discorso di Obama del 2012 nella quale altisonava che lui aveva «impedito che Detroit facesse fallimento», dato il suo revival nell'industria dell'auto - dovuto all'assorbimento delle aziende nell'ipertrofico sistema governativo.


Se il discorso di Obama si focalizzava senza dubbio su tale supposta ripresa dell'industria automobilistica dovuta all'espansione del governo nel settore privato - come un agente della TSA che preme contro una donna attraente - questo video è decisivo in quanto evidenzia la ormai palese panzana che l'economia americana sia in ripresa grazie all'aiuto del suo Grande Fratello Obama e del suo governo.

La cosa stride con la realtà che ci mostra come gli 83 miliardi di dollari di soldi dei contribuenti destinati a finanziare le banche non siano stati - per loro - un buon affare ed abbiano finito per finanziare, per tramite delle suddette banche, il cartello messicano della droga. Per non parlare poi dell'ipertrofico sistema della Federal Reserve che agisce come una colossale sanguisuga sul fiume delle entrate prelevate all'Americano medio.
 


Traduzione del video

Barack Hussein Obama: «Noi ci siamo rifiutati di lasciar cadere la città senza far nulla. Noi abbiamo impedito che Detroit facesse bancarotta. Io ho scommesso sui lavoratori americani, sulla creatività degli americani, e tre anni più tardi, ho vinto la scommessa e alla grande!».
Ma torniamo a Detroit: con debiti per miliardi, il 18 luglio, presso un tribunale, Detroit ha dichiarato bancarotta invocando la protezione del Capitolo 9 e dando luogo a quello che è un ennesimo gigantesco salvataggio, questa volta però di una grande città. Il che si configura come l'epitome per una società già collassata: ci riferiamo ai livelli di criminalità da record i cui dati mostrano essere il risultato di leggi idiote sul controllo delle armi che impediscono ai cittadini onesti di difendersi dalle bande di criminali e spacciatori - cosa non nuova - ma parliamo anche della totale incompetenza del governo o, cosa peggiore, della sua totale corruzione.

L'America verso un'esplosione del debito in stile Detroit

Più osservo attentamente le informazioni che ci circondano, più giungo alla conclusione che l'incompetenza governativa è una spiegazione plausibile solo quanto più si scende di livello nei ranghi governativo-statali. Ma i tizi dei piani alti - intendendo quelli che occupano le posizioni più alte a livello di politiche cittadine, se non statali - di solito sono tanto svegli e competenti da sapere bene come funzioni il sistema. Ma quando la tua città sta crollando, mentre i contanti schizzano fuori a vagonate a destra ed a sinistra, mentre la polizia è mal retribuita - e spesso è essa stessa coinvolta nei traffici criminali - beh, è dura essere una brava persona.

È tutta colpa di Obama? No, non è questo il mio punto di vista, Obama non è nemmeno al vertice della catena alimentare; lo sappiamo bene, ma è il volto, la faccia, di un apparato governativo colossale ed ipertrofico, di un governo che dice «il tuo lavoro non l'hai creato tu, un governo che è una metastasi invasiva come un gigantesco agente della TSA che ti mette letteralmente le mani in tasca. Una cosa che non funzionerà mai.

Detroit ha il volto di quanto ci aspetta, di quello che succede quando l'economia, sia a livello nazionale che internazionale, precipita e crolla per debiti.

Così, per quanto riguarda l'oggi, solo gli investitori ignoranti ed i broker [che possono rifilare il puffo in un attimo, ndt] stanno facendo acquisti in questa falsa fase di ripresa, stranamente sempre dietro l'angolo. Ma finché non agiremo veramente contro queste mega-sanguisughe che si succhiano la nazione - le grandi banche e la Federal Reserve e gli enti anti-costituzionali quali DHS ed NSA che ci stanno prosciugando - saremo sempre più vicini ad uno scenario tipo Detroit.

Anthony Gucciardi

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Fonte > 
Infowars


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