La Napolitano lascia un'ereditÓ di corruzione, bugie e sprechi

The New American 15 Luglio 2013 effedieffe

 

In molti sono rimasti sorpresi per l'annuncio dato da Janet Napolitano delle sue dimissioni a fine agosto dall'incarico di Segretario del Department of Homeland Security (DHS) per diventare presidente della University of California.


 La Napolitano, scelta fra 300 candidati anelanti alla presidenza della UC, si è data da fare - fino a venerdì scorso - per tenere lontano dagli occhi del pubblico il proprio interesse per l'incarico. Poi, ha rilasciato la più tradizionale delle:

Ringrazio il Presidente Obama per l'opportunità datami di servire la nazione in questa fase importante della nostra storia. So che il Department of Homeland Security proseguirà nel realizzare i propri importanti compiti con quel senso del dovere e quell'impegno che il pubblico americano si aspetta.
Il Presidente ha emesso la sua doverosa risposta:

«Fin dal primo giorno, Janet ha guidato gli sforzi della mia amministrazione per garantire le nostre frontiere, dislocare una quantità storica di risorse, compiendo nel frattempo passi importanti per rendere più giusto il nostro sistema di immigrazione e più coerente con i nostri valori. Ed il popolo americano è più al sicuro grazie alla guida di Janet nel proteggere il nostro suolo patrio da attacchi terroristici».


Il Senatore Jeff Sessions, (R-Ala.), vede le cose in maniera differente: la gestione Napolitano è stata contrassegnata da un notevole disprezzo delle leggi. Praticamente dal suo primo giorno di incarico la Napolitano non è riuscita a cogliere la differenza fra vero e falso. Insediatasi a gennaio 2009, scatenò la rabbiosa reazione dell'ambasciatore canadese quando dichiarò erratamente che i dirottatori dell'11 settembre erano entrati negli Stati Uniti passando dal Canada. Quando le fu fatto notare l'errore, obbiettò senza scusarsi:


«nella misura in cui i terroristi sono entrati nel nostro Paese, attraversando una frontiera, è successo dalla frontiera canadese. Ci sono prove che lo dimostrano».


Michael Wilson, ambasciatore del Canada accreditato presso gli Stati Uniti, corresse rabbiosamente la Napolitano:


«tutti i terroristi dell'11 settembre sono entrati negli Stati Uniti non dal Nord America. Sono volati nei principali aeroporti americani, sono entrati in America con documenti emessi dal governo degli Stati Uniti e nessuno dei terroristi dell'11 settembre proveniva dal Canada».


E così iniziò la lunga litania delle imprecisioni, distorsioni ed occultamenti perpetrati dalla Napolitano e dal suo ente.

Intervistata da Candy Crowley della CNN, circa l'operato del DHS in merito al dirottamento su Detroit del volo Northwest Airlines Flight 253 il giorno di Natale del 2009, la Napolitano ebbe modo di dire:

«La prima cosa che voglio far presente è che il sistema ha funzionato. Tutti hanno avuto una parte importante nel successo. Passeggeri ed equipaggio hanno ognuno fatto la propria parte. Nell'arco di 60 - 90 minuti dall'incidente, a tutti i 128 voli in vigore fu comunicato di prendere delle misure speciali in base a quanto accaduto al volo della Northwest Airlines».
Uno dei più offensivi incidenti causati dalla Napolitano riguarda la pubblicazione nell'aprile del 2009 di un resoconto intitolato «Estremismo di destra: l'attuale clima politico-economico alimenta il risorgere della radicalizzazione ed il reclutamento».

Il documento afferma che l'elezione di un presidente nero, il disastro economico, i fallimenti immobiliari, le preoccupazioni per la legislazione sul controllo delle armi, ed altri fattori, avrebbero probabilmente facilitato il reclutamento di estremisti di estrema destra.

Nel documento si legge:

«L'ufficio Intelligence and Analysis (I&A) del DHS non è in possesso di informazioni specifiche circa terroristi americani di destra che stiano pianificando atti di violenza, ma l'estremismo di destra potrebbe fare nuovi accoliti giocando sulle paure e su molte tematiche emergenti. La crisi economica e le elezioni del primo presidente afro-americano sono motivazioni uniche, a destra, per una radicalizzazione e per il reclutamento...

Le conseguenze di una prolungata situazione economica al ribasso - incluse i fallimenti immobiliari, la disoccupazione e l'impossibilità di accedere al credito - potrebbero creare un ambiente favorevole al reclutamento dell'estremismo di destra e portare anche ad uno scontro fra tali gruppi e le autorità governative, scontro analogo a quanto già accaduto in passato».
Il documento fa riferimento a varie «teorie cospirazioniste» che, insieme ad una frontiera colabrodo col Messico, potrebbero mettere in pericolo il Paese:

«Storicamente, l'estremismo americano di destra paventa, predice ed anticipa il crollo economico degli Stati Uniti. I più qualificati teorici delle cospirazioni anti-governative hanno incluso degli aspetti della crisi economica in corso, con lo scopo di intensificare la paura e la paranoia in chi la pensa come loro per attirare nuove reclute in un periodo di incertezza economica...».
Contestata su tali risultanze, la Napolitano si è ritrovata costretta a scusarsi ripetutamente ed il suo dipartimento ha dovuto ammettere che nel produrre il documento si fosse verificato «un malfunzionamento del processo interno».

Il Congressista Jeff Duncan (R-S.C.), presidente dell'Homeland Security Committee's Subcommittee on Oversight and Management Efficiency, a marzo faceva notare in un editoriale che il Government Accounting Office (GAO) aveva individuato spese eccessive o discutibili per miliardi di dollari da parte del DHS. Duncan evidenziò anche come la Transportation Security Administration (TSA), una delle agenzia della Napolitano, versi uno stipendio che supera i 100.000 dollari l'anno a più di 3.500 burocrati, mentre la stessa DHS aveva elargito, nel solo 2011, premi per prestazioni per 61 milioni di dollari.

Scrive Duncan:

«La nostra nazione ha un debito di 16 trilioni di dollari. Con una tale situazione di bilancio, non possono continuare simili esempi di spese eccessive, pagamenti rimandati e costi di esercizio».
Torna alla mente la March to the Sea del Generale Sherman, nella quale nel 1864 venne scatenata la guerra totale contro i cittadini della Georgia, con lo scopo di distruggerne l'economia. C'è un solo vantaggio dal trasferimento della Napolitano dal DHS all'Università della California: non potrà che fare meno danni.

Bob Adelmann

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Fonte > 
The New American


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