L'Europa dominata dall'illegalitÓ

Paul Craig Roberts 07 Luglio 2013 effedieffe

 

Ho già evidenziato in svariati miei articoli - e nel mio recente libro The Failure of Laissez Faire Capitalism And Economic Dissolution Of The West - che la crisi europea del debito sovrano è stata architettata ed usata per metter fine alle sovranità nazionali dei Paesi membri dell'Unione Europea.


E non c'è dubbio alcuno che ciò sia vero, anche se la sovranità delle nazioni dell'UE era già solo nominale e benché singole nazioni mantengano una certa sovranità rispetto al Parlamento europeo. Di fatto, sono tutte sotto il tallone di Washington, come dimostrato dalle recenti azioni illegali ed ostili intraprese ' su ordine di Washington appunto ' da Francia, Italia, Spagna, Portogallo ed Austria contro l'aereo presidenziale che trasportava il presidente boliviano Evo Morales.

Rientrando in aereo in Bolivia da Mosca, all'aereo di Morales è stato negato sia il permesso di sorvolo che quello di rifornimento. A rifiutare sono stati i fantocci di Washington, segnatamente i fantocci francesi, italiani, spagnoli e portoghesi; così che l'aereo è stato costretto ad atterrare in Austria dove è stato perquisito alla ricerca di Edward Snowden. Cercare di rapire Snowden dall'aereo presidenziale boliviano in spregio alle leggi internazionali è stato una prova di forza di Washington volta ad insegnare ai riformatori tipo Morales che non è ammessa l'indipendenza.

Gli Stati pagliacci europei hanno dunque portato avanti un'incredibile azione in violazione della diplomazia e delle leggi internazionali ed in spregio al fatto che ognuna di quelle nazioni dovrebbe essere infuriata con Washington per l'aver spiato governi, diplomatici e cittadini. Il loro ringraziamento a Snowden - le cui rivelazioni le hanno rese consce che Washigton stesse registrando tutte le loro comunicazioni - è consistito nell'aiutare Washington a catturare lo stesso Snowden.

Questo ci mostra il livello di moralità, senso dell'onore ed integrità rimasto nel mondo occidentale : ZERO.

Snowden aveva informato le nazioni del mondo che le loro comunicazioni non erano né indipendenti né protette da una Washington che le ascolta e le osserva. La sete di potere e l'arroganza di Washington sono gigantesche. Eppure nessuna nazione ha voluto opporsi a Washington e dare asilo a Snowden. Cina e Russia, le nazioni bersaglio preferite di Washington sui temi dei diritti umani, dando asilo a Snowden avrebbero conseguito un trionfo propagandistico senza precedenti. Ma nessuna delle due nazioni ha voluto correre il rischio della conseguente vendetta americana.

In breve, i governi delle varie nazioni del mondo vogliono i soldi di Washington e le sue grazie più di quanto non vogliano la verità o la propria indipendenza.

I biechi interventi contro Snowden e Morales offrono al mondo un'altra opportunità per chiedere conto a Washington prima che la sua presunzione e la sua arroganza spingano il mondo nel dilemma fra l'accettarne l'egemonia e lo scatenare la Terza Guerra Mondiale. I vari Paesi, divisi fra loro e anelanti soldi e favori, stanno invece permettendo a Washington di far passare come legittima qualunque cosa, acconsentendo ad accettare come normalità l'agire senza leggi ed al di sopra delle leggi.

È poco probabile che i governi dell'America del Sud si schierino contro le violazioni di Washington. Prima di tutto sono poche quelle nazioni nelle quali governano dei riformatori rappresentativi dei popoli invece che delle ricche élite alleate di Washington; secondariamente quasi tutti preferiscono avere delle relazioni tranquille con Washington e le élite delle proprie nazioni. I sudamericani sembra dunque presumere che Washington, come già avvenuto in passato, riuscirà a cacciare i riformatori.

I titoli sui quotidiani europei: «La sorveglianza della NSA minaccia l'accordo sul libero commercio con l'UE» e «La Merkel chiede spiegazioni», ci danno la misura di come questi burattini abbiano bisogno di prendere posizione pubblicamente con delle proteste di facciata, che tali sono infatti considerate da Washington. Il governo francese poi, dichiara che i colloqui sull'accordo dovrebbero essere sospesi temporaneamente «per un paio di settimane per evitare qualsiasi disaccordo», mentre il governo tedesco dichiara a sua volta: «Vogliamo questo accordo sul libero commercio e vogliamo iniziare i colloqui ora». In altre parole, quello che la Merkel descrive come «un inaccettabile comportamento in stile Guerra-fredda», diventa accettabile nella misura in cui la Germania beneficia dell'accordo sul libero scambio.

La libido per i soldi di Washington rende cieca l'Europa sulle reali conseguenze dell'accordo sul libero scambio. Quello che tale accordo determinerà è il mettere le economie europee nelle mani dell'egemonia economica di Washington. L'accordo è concepito per scollegare l'Europa dal commercio con la Russia proprio come la Trans-Pacific Partnership è strutturata per allontanare i Paesi asiatici lontano dalla Cina ed infilarli in un sistema di relazioni prestabilite dagli USA. Sono accordi che non hanno nulla a che fare con il libero scambio e tutto a che vedere con l'egemonia USA.

Questi accordi di libero scambio impegneranno i partner europei ed asiatici nel sostenere il dollaro. È infatti possibile che il dollaro spodesti l'euro e le valute asiatiche e diventi la unità monetaria dei partners. In tal modo, Washington rende nei fatti obbligatorio il dollaro - lo istituzionalizza - e lo protegge dalle conseguenze del continuare a stamparne, scelta obbligata per mantenere lo stato di solvenza delle banche troppo grandi per fallire e per finanziare gli infiniti deficit dei bilanci federali.

Il dottor Paul Craig Roberts è il padre della Reaganomics ed ex capo delle politiche del Department of Treasury. Già redattore ed editore del Wall Street Journal, nel suo ultimo libro: «How the Economy Was Lost: The War of the Worlds», spiega perché l'America si stia disintegrando


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