'APOCALYPSE MURDOCH' - 1^ Puntata

24/4/2012 DI GLAUCO BENIGNI per dagospia.com

DAGOSPIA PRESENTA "APOCALYPSE MURDOCH" DI GLAUCO BENIGNI - OGNI SETTIMANA DUE MILIARDI DI PERSONE LEGGONO UNO DEI SUOI GIORNALI, VEDONO UNA DELLE SUE TV, LEGGONO UN LIBRO PUBBLICATO DA UNA SUA CASA EDITRICE, VEDONO UN FILM PRODOTTO DALLE SUE MAJORS, CONSULTANO UNO DEI SUOI PORTALI WEB - MA CHI È DAVVERO RUPERT MURDOCH? DOVE NASCE E ALL'OMBRA DI CHI? CHI L'HA FINANZIATO? PERCHÈ È DIVENTATO "LO SQUALO" DEI MEDIA?...

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Chi è Rupert Murdoch ? Dove nasce, come cresce, all'ombra di Chi ? Chi l'ha finanziato? Perchè è diventato il Napoleone dei Media ? Come ha influito sulla politica mondiale : tra Washington e Pechino, tra Londra, Sidney e Nuova Delhi ? Per rispondere a queste domande cominciamo da oggi la pubblicazione di un libro scritto da Glauco Benigni : "Apocalypse Murdoch - Storia e leggenda del Padrone di Sky" (Editore Cooper - Castelvecchi)


I mass media si distinguono dai media per alcune fondamentali diversità, che individuano i primi quali macrostrutture imprenditoriali e commerciali e i secondi quali strutture esili, spesso avventuristiche, aventi obiettivi più poetici che industriali-commeciali, in ogni caso con target di riferimento «non di massa».


Certo, non esiste una frontiera numerica, individuata e con un valore condiviso, che separi da una parte i media e dall'altra parte i mass media, però né un piccolo quotidiano di provincia né tantomeno il maggior quotidiano di Budapest saranno mai il «New York Times», così come un'agenzia specializzata, per quanto autorevole, sarà mai la Reuters e un canale Tv greco via satellite sarà mai la Cnn o Mtv. Ciò non esclude comunque che un buon film d'autore o un romanzo di successo, in progress, non possano diventare un medium di massa. Ma in tali casi entriamo nella sfera del casuale e dell'imprevisto, del non progettabile industrialmente.


I mass media hanno caratteristiche diverse dai media. Tra queste caratteristiche c'è da dire che i mass media operano nella prospettiva di ottenere effetti misurabili sui propri telespettatori e sui propri lettori. A tal fine organizzano l'offerta di messaggi e contenuti audiovisivi in modo altamente consapevole nei confronti di un pubblico, che li frequenta, invece, in modo spesso inconsapevole.

Ma, sempre a tal fine, i mass media (e questo è un tratto saliente che li differenzia dagli altri media) organizzano studi e ricerche sul proprio pubblico e misurano (o comunque tentano di farlo) le variazioni indotte nelle masse esposte ai loro messaggi. Ciò viene effettuato a conferma dei loro intenti (che genericamente non sono quello di informare, divertire, educare in modo neutrale e imparziale), ma rispondono alle strategie dei loro proprietari e gestori, i quali sono sempre al servizio di due fondamentali gruppi d'interesse: i politici e i mercanti.

Rupert Murdoch è al servizio di questi gruppi, ed essi lavorano incessantemente affinché egli possa svolgere al meglio il suo incarico. Questo ci narrano i suoi biografi non autorizzati e i molti giornalisti che, specialmente nel mondo anglosassone, sono costretti a occuparsi di lui praticamente ogni giorno. La sua immagine dominante, in sessanta anni di carriera, è stata costruita con poche fotografie, spesso «sparate» sulle copertine dei grandi rotocalchi di tutto il mondo, e con rarissime apparizioni in Tv.


E non si sa mai se quella rivista è sua, se quella Tv è sua, se sta per comprarle, se le ha appena vendute, se l'editore ha chiesto al direttore di dare la copertina a Murdoch e di fare un servizio per imbonirlo, per sostenerlo o per attaccarlo.


Neil Chenoweth, uno dei suoi biografi, lo ha definito «virtual Murdoch»: e infatti lui è unreal, non fa parte del mondo comune, è un unicum. «Le Monde» lo definisce «insaziabile». Molti aggettivi sono stati usati per conferire significati addizionali alla sua immagine pubblica di ex-colono di origini protestanti, ben educato, che veste solo abiti confezionati su misura probabilmente a Mayfair, che si muove nelle maggiori piazze d'affari e colleziona successi tra Londra, New York, Hong Kong e Sydney.


Tra i tanti appellativi quello di «bucaniere» è forse il più adeguato: nel secolo XVI Richard Hawkins, Francis Drake, Martin Frobisher, i più famosi corsari inglesi dell'epoca, erano gli avventurosi protagonisti di un'attività in cui si fondevano commercio, esplorazione, guerriglia marittima e lotta politica. I Fratelli della Costa prima e le diverse Compagnie delle Indie poi, svolgevano un'attività, sapientamente guidata dalla Regina d'Inghilterra e dai suoi Ministri: un'attivita che favoriva - semplicemente ‘favoriva' - lo sviluppo della ricchezza commerciale e della marineria inglese.

Un'attività che Murdoch potrebbe chiamare merger and acquisition. Murdoch infatti assalta, non galeoni, ma veicoli di comunicazione, mass media in difficoltà finanziarie o gestionali che "navigano" nel grande mare della comunicazione e società che trasportano content (‘contenuti'): titoli, testi, foto, immagini in movimento, musica. Si appropria dei loro beni, del content trasportato e lo riusa, lo rivende a suo piacimento in altri mercati, dopo averlo fatto "sbarcare" in altri porti. Murdoch è senza dubbio definibile «bucaniere». In lui vivono e si manifestano echi e comportamenti della filibusteria.


La Regina lo farà mai sir come fece con Drake? Chissà. Ma egli probabilmente è già più di un sir. Esiste una corte «virtuale» nel pianeta fatta di banchieri, uomini d'affari e politici. Non c'è Re Artù, ma ci sono un certo numero di cavalieri dell'Apocalisse. Murdoch è decisamente uno di loro.

Lo hanno definito «bulimico», vale a dire insaziabile in quanto malato. Ma Murdoch è malato? Chi potrebbe dirlo? Solo il modo in cui, prima o poi, uscirà dalla scena fornirà elementi di riflessione per gli storici. Murdoch è «onnipresente»: circa due miliardi di persone ogni settimana legge uno dei suoi giornali, vede una delle sue Tv, legge un libro pubblicato da una sua casa editrice, vede un film prodotto dalle sue case cinematografiche, consulta uno dei portali web controllati dalla sua News Corporation.


Di questi , un miliardo costituisce la parte più abbiente del pianeta, la parte in grado di pagare l'informazione e l'intrattenimento. Questo pubblico ha un atteggiamento critico nei suoi confronti? Non lo sappiamo, ma riteniamo che la maggioranza non si ponga il problema e lo autorizzi così a essere presente nella vita di ciascuno. L'audience planetaria e la sua inattiva reattività sono uno dei punti di forza di Murdoch.

Per i mass media, suoi e degli altri, Murdoch è the giant (il gigante), è l'imperatore, è the man who wants to control the news (l'uomo che vuole controllare le notizie). Quest'ultima definizione, se corrisponde alla verità, inquieta più delle altre perché Murdoch vuole controllare la cronaca, la rappresentazione degli avvenimenti, nel tentativo di sostituirla alla Storia, alle intepretazioni che se ne potrebbero dare alla luce della democrazia e dei valori più alti.


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