La paura del nero, i rossi e il Mar Giallo

24/4/2012 Di Marcello Veneziani per il Giornale

Uuuuu.

Già li sento soffiare allarmati, per il trionfo di Marine Le Pen alle elezioni francesi. Paura, orrore, fantasmi del passato che tornano...

In realtà Marine Le Pen non è il problema e non è la soluzione, ma è un segnale.


Non è il problema perché il suo successo elettorale è un primo livello di risposta al problema dei francesi e degli europei: la svendita della sovranità politica, popolare e nazionale ai poteri finanziari, transnazionali e tecnocratici, la crisi economica che si abbatte sulla gente ma esonera i suddetti, il mal dell'euro,la dipendenza dalle banche centrali, la subalternità dell'Europa alla Germania.


Questi sono i problemi, mica Le Pen.

Certo, Marine Le Pen non è la soluzione, indica il livello d'allarme, la voglia di risposte radicali alla crisi, ma non ha concrete possibilità di governo, non ha potere di coalizione politica con i moderati o di alleanza con i poteri che contano. Ma è un segnale forte e tutto sommato utile, da cogliere.

Qualcuno deve dar voce, corpo e credibilità a questa istanza, ma deve darne una versione composta e compatibile con un'alleanza più vasta. Una lezione anche per noi (finora l'ha capita solo Storace, arruolato da Marine).


Mentre suonavano l'allarme rosso a livello mondiale per il voto alla Le Pen, nel Mar Giallo Russia e Cina facevano esercitazioni militari congiunte. Vi dice niente, vi ricorda qualcosa?


Voi pensate alla Marine e i fantasmi nazi del passato remoto, mentre le navi degli eredi del comunismo, di Stalin e di Mao, mandano un segnale rosso, in tutti i sensi.


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