Storia delle guerre segrete USA (3)

Global Research 28 Giugno 2013 effedieffe

 

I piani segreti per il Perù



Nel maggio 1960, quando un aereo spia U2 fu abbattuto mentre volava sopra l'Unione Sovietica, il Presidente Dwight Eisenhower si affannò moltissimo nel negare ogni suo coinvolgimento e che la provocatoria missione avesse mai avuto la sua approvazione. In realtà, supervisionò personalmente ogni missione U2, ed aveva in programma molte altre missioni di questo genere, anche più rischiose e provocatorie.

È una regola base delle operazioni segrete: se scoperti, negare ed incolpare altro e, cosa ancora più importante, non permettere mai, mai che la missione stessa possa essere ricondotta ad altre missioni o ad una più vasta agenda.

Prendiamo in esame l'abbattimento del 20 aprile 2001 di un aereo che portava dei missionari in Perù attraverso il confine col Brasile. Abbattimento molto sospetto. Inizialmente, la versione ufficiale data in pasto alla stampa parlava delle autorità peruviane che avevano ordinato l'attacco di propria iniziativa.. Ma i piloti peruviani coinvolti nel programma, che si riteneva fosse volto all'intercettazione dei voli con carico di droga, insistettero che non veniva abbattuto niente senza l'approvazione degli USA.

Non era raro che venissero abbattuti degli aerei, ma si trattava quasi sempre di piccoli aerei che volavano a bassa quota, senza piani di volo e contatti radio. Questo volo invece teneva dei regolari contatti radio ed aveva un piano di volo. Eppure, i Peruviani continuarono a mitragliarlo anche dopo lo schianto, forse con lo scopo di scatenare un incendio ed eliminare ogni prova.

Celerino Castillo - che aveva lavorato in precedenza in Perù per la Drug Enforcement Agency - dichiarò: "Credo che la cosa abbia a che vedere con il Piano per la Colombia e una guerra imminente. La CIA sta inviando un messaggio molto chiaro, con lo scopo di ripulire la zona facendosi aiutare da una stampa favorevole". Ed aggiunse: "Il volo era diretto ad Iquitos, nel cuore di qualsiasi cosa la CIA stia facendo ora. E loro non vogliono nessun testimone".

Anche il giorno dell'incidente ha un suo valore : era il giorno dell'apertura del Summit delle Americhe a Quebec City nel quale si prevedeva che il Presidente dell'Uruguay, Jorge Ibanez, ripetesse nel consesso la sua proposta di poche settimane prima: la legalizzazione mondiale delle droghe. L'abbattimento di un aereo dei corrieri della droga, proprio in quel momento e per di più in un territorio in mano ai ribelli colombiani delle FARC, sarebbe stato di aiuto nello sminuire il messaggio dell'Uruguay e nel rinforzare l'immagine dei ribelli quali trafficanti di droga.

Se avete dei dubbi sul fatto che gli USA potessero lasciar correre una simile azione, od addirittura tenerla nascosta, prendete in considerazione questo fatto: nel 1967 Israele silurò la USS Liberty, praticamente più che una nave una grossa postazione di ascolto galleggiante, che stava spiando la guerra Arabo-israeliana al largo della Penisola del Sinai. Furono centinai i morti ed i feriti fra i marinai USA, forse perché Israele temeva che il massacro di prigionieri egiziani che aveva compiuto ad El Arish potesse essere stato per caso intercettato. Come reagì il Pentagono? Imponendo il silenzio assoluto sui fatti e tenendoli nascosti per decenni.

Sapremo mai cosa successe in Perù? Sapremo mai, nello specifico, perché furono uccisi un missionario e sua figlia?

Nel 2009, quando l'abbattimento in Perù divenne uno dei 5 casi di operazioni di intelligence indagate dall'US House Intelligence Committee, l'ispettore generale della CIA concluse che l'agenzia aveva impropriamente nascosto alcune informazioni sull'incidente. La Presidentessa dell'Oversight and Investigations Subcommittee - Jan Schakowsky - che guidò l'indagine, non escluse di deferire al Dipartimento della Giustizia i funzionari dei servizi affinché fossero incriminati qualora fossero emersi comportamenti contro la legge. Ma non poté garantire che i fatti sarebbero mai venuti alla luce dato che il resoconto del Comitato era classificato.

La falla più pericolosa nell'incidente peruviano era il coinvolgimento della DynCorp, attiva in Colombia e Bolivia grazie a grossi appalti con numerose agenzie USA. Il giorno successivo all'incidente, la ABC riferiva che, stando a fonti qualificate dell'amministrazione, l'equipaggio di sorveglianza che ritrovò per primo l'aereo abbattuto era stato fornito alla CIA dalla DynCorp. Nel giro di due giorni però, ogni riferimento alla DynCorp fu fatto sparire dal sito della ABC. Una settimana dopo, il New York Post affermò che l'equipaggio lavorava per la Aviation Development Corp., una società ritenuta di proprietà della CIA.

Qualunque sia la verità, le fonti ufficiali del Dipartimento di Stato si sono rifiutate di parlare delle attività della DynCorp nell'America del Sud. Eppure, stando al contratto della DynCorp con il suddetto Dipartimento, nei pochi anni precedenti la società aveva ricevuto un minimo 600 milioni di dollari per addestramento, lotta alla droga, salvataggi e recupero (con combattimenti inclusi), trasporto aereo di mezzi e persone, e ricognizioni nell'area. E questo è solo una parte, quella messa per iscritto. La DynCorp fornisce anche aerei al governo e qualsiasi tipo di personale, soprattutto per il Piano Colombia.

Come delocalizzare la Difesa

La DynCorp iniziò con l'assicurare i rifornimenti aerei nella Guerra di Corea, nel 1946, allora sotto forma di società di rifornimenti con aerei cargo di proprietà dei dipendenti, la California Eastern Airways. Stando ad altri era già una società di copertura della CIA. Qualunque sia la verità, in ultima analisi è diventata una delle più importanti PMC (Private Military Company), che recluta ex soldati e funzionari di polizia per l'impego in politica estera senza dover riferire al Congresso.

La spinta per una privatizzazione della guerra ha acquisito forza sotto l'amministrazione Bush. Secondo un'indagine della Mother Jones, dopo la Prima Guerra del Golfo, il Pentagono - allora guidato dal Segretario alla Difesa Dick Cheney - versò ad una sussidiaria della Halliburton quasi 9 milioni di dollari per studiare come le PMC potessero dare appoggio ai soldati USA in zone di guerra. Successivamente, Cheney divenne CEO della Halliburton e della Brown & Root (poi nota come Halliburton KBR) che vinse contratti milionari per costruire e gestire basi militari in località segrete.

Uno dei primo contratti appaltati alla DynCorp con finalità di polizia riguardava la protezione del Presidente haitiano Jean-Bertrand Aristide e dopo la sua cacciata il compito era dare consulenza tecnica che mettesse in grado i militari coinvolti nel colpo di Stato di costituire la Polizia Nazionale di Haiti. Da allora, la DynCorp è diventata uno dei primari fornitori federali di tecnologie informatiche, specializzata nello sviluppo di sistemi, nella fornitura di servizi aerei al governo, di gestione militare e di esperti in sicurezza.

Come molte altre aziende militari private, il suo principale pericolo è essere esposta pubblicamente. Un appalto prevedeva che la DynCorp spruzzasse grossi quantitativi di erbicidi sulla Colombia per eliminare le piante di coca. Nel settembre 2001, gli Indiani Ecuadoregni intentarono una class action contro la DynCorp accusandola di aver incessantemente spruzzato le loro abitazioni e le loro cascine, causando malattie, morti e distruggendo i loro raccolti.

(In Bosnia, la polizia privata fornita dalla DynCorp per conto dell'ONU, è stata accusata della compravendita di prostitute, anche minorenni)

Nei primi anni 2000, le operazioni quotidiane della DynCorp in Sud America erano supervisionate da funzionari del Dipartimento di Stato che comprendevano la Narcotic Affairs Section e la Air Wing. Quest'ultima è una congrega di mercenari della guerra fredda e reduci delle operazioni condotte negli anni '80 nell'America Centrale; fondamentalmente si trattava della forza aerea privata del Dipartimento di Stato dislocata nelle Ande, con accesso ai dati dai satelliti e ai sistemi di mappatura. Negli anni '60, un ruolo simile era svolto dalla Vinnell Corp., che la CIA chiamava "il nostro esercito privato mercenario in Vietnam". Vinnell divenne poi una sussidiaria della TRW, uno dei principali appaltatori della NSA, ed utilizzò dei veterani delle Special Forces USA per addestrare la Saudi Arabia's National Guard. Alla fine degli anni '90, la TRW ingaggiò l'ex direttore NSA William Studeman affinché li aiutasse nei programmi di intelligence.

La DynCorp è riuscita ad evitare quel tipo di scandalo pubblico che invece ha circondato le attività della Blackwater. In Ecuador, dove ha curato la logistica militare ed ha coordinato l'addestramento della polizia dell'antiterrorismo, ha rischiato degli scossoni quando è trapelato un accordo firmato con l'Aeronautics Industries Directorate dell'Ecuadorian Air Force. Secondo una rivelazione comparsa nel Novembre 2003 sul quotidiano El Comercio di Quito, l'accordo - tenuto nascosto al National Defense Council - dava agli uomini della DynCorp lo status di missione diplomatica USA.

In Colombia, la distruzione della coca e le missioni di soccorso della DynCorp condussero a scontri con i ribelli. Piloti USA sotto contratto facevano volare elicotteri Black Hawk che trasportavano la polizia colombiana intenta a sparare con mitragliatrici per proteggere le missioni dagli attacchi. Secondo il giornalista investigativo Jason Vest, i dipendenti della DynCorp erano anche implicati nel traffico di narcotici. Questi fatti non provocarono serie conseguenze e, in ogni caso, gli addestratori della DynCorp semplicemente ignoravano le disposizioni del Congresso, in particolare quelle che impedivano agli USA di portare aiuto ad unità militari coinvolte in traffici che prevedono abusi sui diritti umani.

Nel 2003, la DynCorp vinse un appalto multimilionario per creare una forza di polizia privata nell'Iraq post-Saddam; alcuni fondi vennero dal programma anti-droga destinato all'Afghanistan. Nel 2004, il Dipartimento di Stato potenziò ulteriormente il ruolo di sostituto mondiale degli USA -ormai acquisito dalla DynCorp - assegnandole un appalto quinquennale da 1,75 miliardi di dollari per la fornitura di personale civile di polizia nelle diverse aree mondiali post-conflitto. Quel marzo, l'azienda ebbe anche un appalto dall'esercito per l'appoggio agli elicotteri venduti all'estero. Il lavoro, descritto come forniture di personale di sorveglianza, in realtà comprendeva: programmi gestionali, supporti logistici, addestramento e manutenzione equipaggi aerei, manutenzione ed assistenza aerea, riparazione e manutenzione di componenti e motori aerei, aggiornamenti motori e strutture aeree, produzione di pubblicazioni tecniche.

In breve, la DynCorp  era un partner fedele del complesso militare-intelligence-industriale. Il Senatore repubblicano Schakowsky, nel proporre leggi che proibissero agli USA di finanziare aziende militari private nella regione andina, ebbe a dire: «Stiamo forse subappaltando allo scopo di evitare il controllo pubblico, le opposizioni e l'imbarazzo? Se c'è la possibilità di un incidente privato tipo Golfo del Tonchino, il popolo americano ha il diritto che si svolga un dibattito approfondito e chiaro prima che queste scelte politiche vadano avanti».

Se mai ci sarà una simile discussione, dovrà approfondire moltissimi punti. Le aziende private, che operano di concerto con svariate agenzie, rappresentano una grossa macchina di politica estera fondamentalmente invisibile, raramente descritta dalla stampa ufficiale e di norma esente dal controllo del Congresso. Il Freedom of Information Act semplicemente non viene applicato. Qualsiasi informazione relativa ai soggetti che vengono riforniti di armi o su come operino, è un'informazione di loro esclusiva proprietà.

Il governo USA minimizza l'impiego di mercenari vanificando qualsiasi sforzo teso allo scoprire le attività CIA tenute nascoste al Congresso, mentre gli appaltatori privati continuano a portare avanti praticamente qualsiasi attività essenziale nelle operazioni militari; uno stato di cose che è stato definito «la progressiva privatizzazione dell'industria della guerra». Alla volta del 2004, il Pentagono ricorreva ad oltre 700.000 appaltatori privati.

Le aziende private hanno nei propri ranghi ex generali, ex ammiragli e alti gradi altamente addestrati. Qualunque zona calda vede impegnato del personale delle PMC. La DynCorp ha lavorato con il Defense Message System Transition Hub ed ha realizzato, insieme all'Air Force, pianificazioni di lungo periodo. L'MPRI ha analoghi contratti in essere con l'esercito, e per un periodo ha coordinato gli addestramenti di militari e personale al comando del Pentagono, in almeno 7 nazioni africane.

Come si è potuto realizzare un tale appalto all'esterno della difesa? Nel 1969, l'esercito USA aveva circa 1,5 milioni di soldati effettivi. Alla volta del 1992, il numero si era dimezzato. A partire dalla metà degli anni '90, però, gli USA avevano mobilitato i militari per intervenire in molti scenari bellici importanti, ed una legione straniera aziendale aveva colmato il divario fra gli imperativi di politica estera, sempre crescenti, ed il ridimensionamento dell'esercito. L'impiego poi di attrezzature altamente tecnologiche ha accelerato e potenziato tale meccanismo. Le aziende private hanno quelle capacità tecniche che i militari ricercano ma che non sempre possiedono: sono gli appaltatori privati ad essere i proprietari dei bombardieri invisibili e dei droni Predator usati in Afghanistan ed in Iraq, ed alcune attrezzature militari sono progettate specificatamente per essere usate da aziende private.

In Inghilterra, c'è stato un pubblico dibattito sulla privatizzazione dell'esercito, dopo che l'operato della ditta inglese Sandline in Sierra Leone e Papua Nuova Guinea aveva messo in imbarazzo il governo alla fine degli anni '90. Ma nessuna nazione dispone di normative chiare che regolino le PMC e quel poco di controllo che si ha, funziona raramente. Negli Stati Uniti se ne sente parlare poco, principalmente solo quando alcuni dipendenti sono uccisi in zone di conflitto, od oltrepassano i limiti (come nel caso della Blackwater).

Secondo Guy Copeland, che iniziò a sviluppare le politiche di integrazione pubblico-privato nel settore delle IT durante gli anni di Reagan, «il settore privato deve giocare un ruolo integrale nel fornire la cybersicurezza nazionale». Dopotutto gli interessi privati possiedono e dirigono l'85% delle infrastrutture IT decisive per la nazione.   In qualità di co-presidente dell'Information Security Committee of the Information Technology Association of America, Copeland ha redatto gran parte di quanto scritto nel documento  2002 National Strategy to Secure Cyberspace dell'amministrazione Bush.

Il governo federale si è ritrovato a dover dipendere da aziende private non obbligate a dover render conto del proprio operato - la DynCorp e la Blackwater (successivamente diventata Xe Services) - per un tale numero di compiti chiave, come per la logistica militare, per la gestione, per la strategia e per gli addestramenti, che a quel punto tutte le componenti fondamentali della difesa USA erano state affidate all'esterno. I particolari di questa relazione sono aspetti tanto delicati che l'intelligence dovrà lottare a lungo e strenuamente per continuare a tenerli lontani dagli occhi del pubblico.

Connessioni aziendali ed «Atterraggi morbidi»

Benché numerosi dipartimenti ed appaltatori privati all'interno del complesso militare-intelligence-industriale si siano a volte scontrati tra loro e non sempre condividano le informazioni o coordinino la strategia in modo del tutto efficace, l'interconnessione è  considerata essenziale. Ed è di molto aumentata negli ultimi anni, come conseguenza dell'evoluzione dell'informazione. L'intera comunità dell'intelligence ha la propria Intranet segreta, che mette in comune le informazione acquisite dalla CIA, le intercettazioni dell'NSA e le analisi da DIA e CIA - e da altre fonti gelosamente tenute segrete.

Gli appaltatori privati sono connessi a questa rete di informazioni tramite il personale stesso, le sedi, la tecnologia condivisa e svariati tipi di contratti. Per esempio, lavora prevalentemente con il Pentagono la L-3 Communications, una sussidiaria di quel grande appaltatore della difesa che è la Lockheed Martin. La L-3 Communications ha messo a punto hardware per i sistemi di controllo dei satelliti ed dei registratori di volo; la MPRI, acquisita dalla L-3, ha fornito servizi analoghi in Macedonia. La L-3 ha anche costruito il Secure Terminal Equipment dell'NSA, un'apparecchiatura che decripta in tempo reale le conversazioni telefoniche.

Un altro appaltatore privato attivo nei Balcani era la Science Applications, guidato da ex personale NSA e CIA, specializzato nell'addestramento di forze di polizia. Quando Janice Stromsem, un'impiegata del Dipartimento della Giustizia, si lamentò del fatto che il proprio programma desse alla CIA un accesso illimitato ed incontrollato al reclutamento di agenti per forze di polizia straniere, il risultato che ottenne fu di essere sollevata dall'incarico.

Nel 1999, davanti a tagli del personale, la NSA offrì ad oltre 4.000 dipendenti licenziati una liquidazione in titoli aziendali - un atterraggio morbido, così fu definito - in modo da garantire il più possibile di aiutarli ad ottenere un nuovo posto di lavoro presso aziende del settore della difesa operanti con grossi appalti NSA. La NSA si offrì anche di pagare loro il primo anno di stipendio, nella speranza che i nuovi appaltatori approfittassero di tale occasione. Accadde così che alcuni dipendenti non si dovessero nemmeno spostare da Crypto City. Tra le aziende che presero parte al programma c'erano la TRW e l'azienda madre della MPRI, la Lockheed Martin.

La Lockheed vinse anche un progetto di lungo termine relativo alla privatizzazione dei servizi governativi. Nel 2000 si accaparrò difatti un appalto da 43,8 milioni di dollari per gestire il Defense Civilian Personnel Data System, uno dei più grossi sistemi di risorse umane del pianeta. Così, uno dei più grossi appaltatori della difesa prese in carico il potenziamento dei sistemi del personale dell'intero Dipartimento, assumendo e licenziando in segreto un totale di 750.000 impiegati civili. La commessa pose la ditta al cuore della pianificazione del Dipartimento della Difesa rendendola la figura decisiva per gli scambi a rotazione fra ruoli ed interessi privati e militari.

Minacce invisibili

Poco dopo la sua nomina a direttore dell'NSA, nel 1999, Michael Hayden ebbe modo di vedere il film Enemy of the State, nel quale Will Smith è inseguito da un ex operativo NSA - che tutto vede e tutto ascolta - impersonato da un Gene Hackman che condanna apertamente il potere pericoloso dell'agenzia. Hayden trovò il film divertente, ma offensivo e molto impreciso.

A differenza di Hayden, la maggior parte della gente non ha idea di dove finisca la finzione e dove inizi la realtà dell'NSA. Si ritiene che l'agenzia raramente spii cittadini americani in patria ma il Foreign Intelligence Surveillance Act permette ad una corte federale segreta di sospendere tale limitazione. Il resto del mondo poi, non gode di una tale protezione. Una volta selezionate, migliaia di parole chiave, nomi, frasi e numeri di telefono, possono essere individuati dai computers dell'NSA fra milioni di messaggi, passando così agli analisti qualsiasi cosa possa rivestire un qualche interesse. Su quale sarà il prossimo futuro, si possono fare solo congetture.

È un fatto che dopo gli avvenimenti dell'11 settembre 2001 quanto già programmato è stato portato ulteriormente avanti grazie ad un progetto dal nome in codice Tempest. Lo scopo di Tempest è quello di catturare i segnali dei computer a livello di singolo tasto premuto e di immagini sul monitor e di farlo intercettando attraverso i muri o edifici vicini anche quando i computer non sono connessi ad una rete. In un documento NSA dal titolo «Compromising Emanations Laboratory Test Requirements, Electromagnetics», sono descritte le procedure per catturare le radiazioni emesse da un computer attraverso le onde radio od il telefono, od il cavo seriale o la rete od i fili della stessa rete elettrica ad esso connessi.

Fra gli altri programmi NSA c'è Oasis, progettato per trasformare le immagini audiovisive in un formato di testo riconoscibile da macchine per la lettura, per di un filtraggio più rapido e Fluent, che amplia le capacità multilingue di Echelon. E non dimentichiamoci del programma governativo di sorveglianza su internet denominato Carnivore, capace di raccogliere tutte le comunicazioni in qualsiasi segmento di rete messo sotto osservazione.

Combinate insieme questi elementi, aggiungeteci gli imperativi categorici dati dagli interessi e dagli obbiettivi segreti della politica estera, una spruzzata di PMCS... ed avrete una pallida idea dell'esplosività di questo cocktail, della dimensione della trasformazione dell'informazione in potere bruto e capacità occulta di modellare gli eventi. Benché la maggior parte dei pezzi del puzzle rimangano comunque ignoti, la parte visibile è sufficiente a sollevare sospetti, sdegno ed una campagna volta al togliere il velo da questo piano stile Mago di Oz.

Combattere una potenza che è soprattutto invisibile e che non deve rendere conto - e che è in grado di spiare ai livelli più personali e privati - è un compito impegnativo e stimolante, forse anche più impegnativo del confrontarsi con quei meccanismi del corporativismo globalizzato che essa stessa protegge e favorisce.

(fine)

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Fonte > 
Global Research


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