Tutti adepti della Chiesa contro natura

Marcello Veneziani - Gio, 27/06/2013 - Il Giornale

 

Ma di che vi scandalizzate moralisti senza morale per i preti gay e i loro giri?


 Volevate che i preti non si barricassero in Chiesa e in purezza ma si aprissero al nostro tempo e siete stati accontentati, anche dal punto di vista sessuale.


Perché è vietato parlare di lobby gay in tutti gli ambiti, e invece siete così morbosamente interessati a denunciare la lobby omosex dei preti, allestendo gogne mediatiche e liste di proscrizione?


 I preti sono figli del nostro tempo prima che della Chiesa e rispecchiano le tendenze del mondo in cui siamo immersi. Ed è pretestuoso cogliere l'occasione delle storie omosex del clero per chiedere che i preti possano sposarsi.


Quei preti praticano rapporti omosessuali non perché sia loro impedito di sposarsi con una donna; semmai sono preti anche per quello, perché non erano attratti dalle donne e rifuggivano dalla vita coniugale e dalla procreazione.


 Intendiamoci, l'omosessualità nella Chiesa è antica.


Prima era repressa, sublimata e meno praticata; adesso invece aumentano le sollecitazioni mondane, gli adescatori e cadono i freni inibitori del timor di Dio e dei peccati.


Fa bene il Papa a denunciare la presenza influente della lobby gay e fa bene dall'altra parte la giustizia ad accertare i casi di prostituzione, pedofilia e traffico di minori.


 Ma dei gay in sacrestia può scandalizzarsi chi crede con i vecchi precetti della Chiesa che l'omosessualità sia un disordine contro natura e un vizio che viola il voto di castità. Non certo voi, moralisti senza morale e naturisti senza natura.


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