La destra e quei pregiudizi duri a morire

Marcello Veneziani - Mar, 18/06/2013 - Il Giornale


Caro Pierluigi Battista, ti ostini a scrivere - lo hai fatto anche ieri sul Corriere della Sera - che le identità sono un male e la destra deve cessare di fare la destra.


 

Lascia stare i pregiudizi ideologici e guarda in faccia la realtà, che evidenzia il contrario: Alemanno vinse le elezioni pur avendo una forte identità di destra; ora invece straperde, come tu scrivi. Non vorrai dire che ha perso perché ha fatto cose troppo di destra? Sai bene che ha perso consenso per vicende «di gestione», non certo per motivi ideologici e gli ha voltato le spalle proprio l'elettorato di destra-destra.


Non è mica caduto su via Almirante (che non ha avuto il coraggio di intitolare). Certo, l'identità da sola non fa vincere, si governa realizzando cose e non sventolando bandiere, e si diventa maggioranza alleando identità diverse; ma azzerando tutto, alla fine si perde. Mi dici cos'è e dove va la mucillagine che resta, se non c'è Berlusconi? Tolta la destra, mi dici per quale motivo o per quale riconosciuta capacità la gente dovrebbe votare quei signori venuti da An?


Trovo poi un po' meschini quegli ex caporioni di An che si sono inalberati per quel che ho scritto, accusandomi di cannibalismo: ma come, mentre io lanciavo gli appelli a ricomporre e rilanciare la destra, voi di destra sociale volevate salvarvi le chiappe andando con Monti, e ora invocate la solidarietà di destra?


 E poi una critica fatta dopo il voto, non prima, non è una pugnalata, semmai un'occasione per svegliarvi e per ragionare. Come del resto, molti stanno già facendo.


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