La denuncia di Ida Magli: 'I governanti ci vogliono uccidere'

Media X 28 Maggio 2013

 

Minimalista, depressa, costantemente sull'orlo del baratro. E' questa l'Italia che vuole l'Europa?


 O è la conseguenza di errori politici?


 Ne discutiamo con Ida Magli,  antropologa e saggista italiana. Nel suo lavoro ha applicato il metodo  antropologico alla cultura occidentale, pubblicando i risultati delle  ricerche in numerosi saggi dedicati al cristianesimo, alla condizione  delle donne, agli strumenti della comunicazione di massa. Ida Magli, nel  1997, con il suo saggio "Contro l'Europa", ha previsto ciò che oggi sta accadendo in Europa, in Italia.


Dal 1997 lei afferma che l'Europa, questa Europa, è dannosa per l'Italia. Come spiega l'europeismo italiano a tutti i costi?

"Sono i governanti, i politici, i  sindacalisti, più qualcuno dei grandi industriali per ovvi motivi di  allargamento del mercato, ad aver imposto l'europeismo italiano a tutti i  costi. Lei fa bene a sottolineare che è ‘italiano': in tutti  gli altri paesi, sebbene i governanti spingano verso l'unificazione  europea, non c'è l'assolutezza che c'è in Italia, naturalmente anche a  causa dell'obbedienza dei mezzi d'informazione nel tenere il più  possibile all'oscuro i cittadini sugli scopi dell'Europa e sui suoi  aspetti negativi, un'obbedienza quasi incredibile.


Faccio un solo  esempio: tanto Mario Monti quanto Emma Bonino sono stati compartecipi del più grosso scandalo avvenuto in seno al governo europeo (La Commissione Santer: Commissione Europea in carica dal 1995 al 1999,  quando è stata costretta alle dimissioni perché travolta da uno  scandalo di corruzione - ndr) e costretti alle dimissioni con due anni  di anticipo dalla scadenza del mandato per motivazioni ignobili quali nepotismo, contratti illeciti, enorme buco di bilancio,  come recitala Gazzettaufficiale dell'UE. Ma nessun giornalista lo dice  mai e nessuno l'ha mai sottolineato, neanche quando Mario Monti è stato  capo del governo e oggi in cui Emma Bonino è ministro degli esteri nel  governo Letta."


Quali sono gli interessi in gioco?

"I motivi di esclusivo interesse per i  governanti sono molti, ma mi fermo a illustrarne soltanto due. Il primo è  di carattere politico: distruggere gli Stati nazionali e per  mezzo dell'unificazione europea, distruggere i popoli d'Europa, ossia i  ‘bianchi', facilitando l'invasione degli africani e dei musulmani per  giungere a un governo ‘americano mondiale'.


 Naturalmente per la  grande maggioranza degli italiani, quella comunista,  l'universalizzazione era già presente negli ideali marxisti ed è  persistita, malgrado le traversie della storia, fino ad oggi in cui vede  finalmente realizzati i propri scopi nel governo Letta.


Si spiega  soltanto così la lentezza e la tortuosità che sono state necessarie per  giungere al governo Letta: era indispensabile creare le  condizioni che giustificassero il vero governo ‘europeo', abilitato a  distruggere l'Italia consegnandola all'Europa. Il secondo motivo è esclusivamente d'interesse personale: si  sono costruiti, spremendo e schiacciando il corpo dei sudditi, un  grande ‘Impero' finto, di carta, che non conta nulla e non deve contare  nulla in base ai motivi che ho già esposto, ma che per i politici dei  singoli Stati è ricchissimo.


 Ricchissimo di onori, di  benemerenze, di poltrone, di soldi. Governare oltre cinquecento milioni  di persone, con tanto di ambasciate aperte in tutte le parti del mondo,  fa perdere la testa a questi politici che vengono dal nulla e che non  sono nulla e che, quando manca una poltrona in patria, la  trovano in Europa per se stessi, parenti, amici, amanti, con un giro  immenso di possibilità e libero da ogni controllo.


 Non c'è  praticamente nessuno dei politici oggi sulla scena che non sia stato  parlamentare europeo: Napolitano, Bonino, Monti, Prodi, Letta, Rodotà,  Bersani, Cofferati e tanti altri ancora, con un ricchissimo stipendio e  benefici neppure immaginabili  per i comuni lavoratori.


Essere  parlamentare europeo significa anche impiegare il poco tempo passato a  Bruxelles a tessere i legami e scambiare i favori utili per la futura  carriera in patria, godendo anche alla fine di questi ben cinque anni di  dura fatica, di una cosa strabiliante: la pensione per tutta la vita."


In un suo recente intervento ha  affermato che non c'è nessuna luce al termine del tunnel della crisi. Il  tunnel è dunque la realtà alla quale dobbiamo abituarci?

"Sì, il tunnel è la realtà. Non dobbiamo abituarci, però, anzi: dobbiamo  guardarla in faccia come realtà. Niente di ciò che dicono i politici  prospettando un futuro miglioramento nel campo economico è vero e  realizzabile, perché non possiamo fabbricare la moneta, come fa ogni Stato sovrano (Come fanno in questi giorni il Giappone e l'America per esempio - ndr). Una  moneta uguale fra paesi diversi è una tale aberrazione che non è  possibile credere a un errore compiuto dai tanti esperti banchieri ed  economisti che l'hanno creato, fra i nostri Ciampi e Prodi. E' stato fatto volutamente per giungere a una distruzione."


Per distruggere cosa?

"L'introduzione dell'euro ha  sferrato il colpo di grazia all'economia degli Stati. Se viceversa si  fosse trattato davvero di un errore, allora perché, invece di metterli  alla gogna, continuiamo a farci governare da quegli stessi banchieri ed  economisti che non sopportano la minima critica all'euro?


Dunque la situazione economica continuerà ad essere gravissima e il solerte Distruttore si prepara a consegnarci all'Europa sostenendo che mai e poi mai potremo mancare agli impegni presi e che  per far funzionare l'euro bisogna unificarsi sempre di più. Questa è la  meta cui si vuole giungere. Visto che la moneta unica non  funziona, perché sono diverse le produzioni dei singoli Stati,  cambieranno forse queste produzioni unificando le banche e le strutture  economiche?


Bisogna farsi prendere per imbecilli non reagendo a simili affermazioni. L'unica  possibilità che abbiamo per salvarci è che sorga qualcuno in grado di  organizzare una forza contraria. Io non lo vedo, ma lo spero.  Lo spero perché l'importante è aver capito, sapere quale sia la verità,  guardare in faccia il nostro nemico sapendo che è ‘il nemico'."


In Italia, come in altri paesi  colpiti da questo nuovo assetto di mercato che tanti chiamano crisi  economica, spesso il suicidio è visto come una soluzione. Come si spiega  antropologicamente che è meglio morire invece di ribellarsi?

"La spiegazione si trova in quello che ho detto: i  governanti ci vogliono uccidere, lavorano esclusivamente a questo  scopo, obbligandoci a fornire loro le armi per eliminarci il più in  fretta possibile.


 Questo è il ‘modello culturale' in cui  viviamo. In base alla corrispondenza e l'interazione fra modello  culturale e personalità individuale, chi più chi meno, tutti gli  italiani percepiscono il messaggio di condanna a morte che i governanti  hanno stabilito per noi in ogni decisione che prendono, in ogni discorso  che fanno, in ogni persona che scelgono, in ognuno dei decreti, delle  leggi che emanano e delle tasse che impongono.


 E tuttavia non se ne può  parlare: la condanna a morte è chiara ma implicita, sottintesa,  segreta, nascosta perché ovviamente l'assassinio individuale così come  il genocidio di un popolo, è un delitto e non si può accusarne il  governo, il parlamento, i partiti: nessuno. E' questo  il motivo per il quale ci si uccide: l'impossibilità a parlarne, a dirlo  chiaramente perfino a se stessi, a fare qualsiasi cosa per evitarlo e  ad accusare il proprio ‘padre'.


 Neanche Shakespeare sarebbe  stato in grado di descrivere la tragedia che stiamo vivendo, per la  quale stiamo morendo. Qualcuno riesce forse a rendersi conto di che cosa  significhi eliminare volontariamente i ‘bianchi', la civiltà europea,  invece che tentare di allontanare il più possibile questa fine, di  imprimere nella storia lo sforzo per la salvezza? Qualcuno riesce a  concepire un delitto più nefando di questo: che si siano assunti  il compito di agevolare  questa morte soprattutto gli italiani, i  governanti italiani, quando viceversa avrebbero dovuto essere loro a  impedirlo, a voler conservare il più possibile l'immensa Bellezza che  gli italiani hanno donato al mondo?"

Fonte>  Media X


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