Perchè la Cina sta costruendo città fantasma in Africa?

Navigatore Curioso25 Maggio 2013

 

I palazzinari cinesi si stanno dando molto da fare in Africa. Nova Cidade de Kalimba è una moderna città africana costruita da investitori cinesi in Angola e composta da circa 750 edifici di otto piani.



 

Nei progetti degli investitori, la città doveva raccogliere circa 500  mila abitanti, ma un inquietante filmato mostra come la selvaggia  urbanizzazione cinese rischia di creare la prima "città fantasma"  dell'Africa.


Il costo dell'operazione si aggira sui 2,5 miliardi di euro, ma si  tratta solo di una frazione del fiume di denaro che la Cina sta  investendo in Africa. A questo punto, la domanda è semplice: perchè i  cinesi sono così interessati al territorio africano?


Costruita alla periferia di Luanda, la capitale angolana, Nova Cidade de Kalimba,  oltre ai 750 blocchi di appartamenti, conta una dozzina di scuole e più  di 100 locali commerciali, ma non ci sono abitanti! Come mai? Pare che  il prezzo di un appartamento si aggiri sui 90 mila euro, una cifra  esorbitante rispetto al magro reddito medio della popolazione locale che  ancora vive nelle baraccopoli.


Nonostante l'enorme quantità di appartamento invenduti, Nova Cidade  de Kalimba è solo una delle tante città "fantasma" che la Cina sta  costruendo in tutto l'Angola e in tutto il continente africano. Negli  ultimi dieci anni, la Cina ha pompato miliardi di euro, e il trend non  mostra il minimo segno di rallentamento.


Come riporta il Daily Mail,  numerose "Chinatown" stanno nascendo in tutta l'Africa, dalla Nigeria  alla Guinea equatoriale, nel Ciad, nel Sudan, ma anche in Zambia,  Zimbawe e Mozambico. Insomma, la Cina considera il continente nero un  investimento cruciale per il futuro, stringendo una vera e propria morsa  sul continente dal sapore "neocoloniale" che in futuro potrebbe fare  dell'Africa un continente satellite.


"I cinesi sono dappertutto", dice Trevor Ncube, un  importante uomo d'affari africano con interessi editoriali di tutto il  continente. "Se in passato gli inglesi sono stati i nostri maestri, oggi  i cinesi hanno preso il loro posto".


A questo punto, è lecito chiedersi se le misteriose città fantasma  siano destinate realmente agli africani. Secondo gli analisti  internazionali, ormai non è più mistero che i governanti cinesi  considerino l'Africa come l'unica soluzione ai problemi di  sovrappopolazione e alla imminente scarsità di risorse di risorse  naturali.


I cinesi rappresentano un quinto della popolazione terrestre e hanno  fame di cibo, terra e energia. Negli ultimi dieci anni, il consumo di  petrolio è aumentato di 35 volte e le importazioni di acciaio, rame e  alluminio divorano circa l'80% delle forniture mondiali.


La popolazione cinese si è praticamente triplicata negli ultimi  cinquant'anni, passando da 500 milioni di individui a 1,3 miliardi. E'  per questo motivo che il governo di Pechino ha lanciato il programma  politico "Una sola Cina in Africa", una sorta di lotteria nazionale per  lasciare il paese e stabilirsi in un nuovo continente.


Nella disattenzione totale di tutto il mondo, l'incredibile cifra di  750 mila cinesi si è già trasferita in Africa negli ultimi dieci anni.  La strategia è stata accuratamente messa a punto dai funzionari cinesi, i  quali hanno stimato che la Cina ha la necessità di inviare in Africa  300 milioni di persone per risolvere i problemi di sovrappopolazione e  inquinamento.


La bandiera rossa cinese avanza

L'avanzata cinese sembra inarrestabile: ambasciate e nuove rotte  commerciali si stanno aprendo tra i due paesi, mentre la nuova elìte  cinese stanziatasi in Africa comincia a farsi notare in tutto il mondo, 


acquistando oggetti preziosi nelle boutique, guidando le loro esclusive  BMW e Mercedes e mandando i loro figli in esclusive scuole private.


Le pessime strade africane sono sempre più ingombre di automezzi  cinesi che riempiono i mercati africani di prodotti a basso costo. Gli  indumenti venduti nei mercati del continente ormai riportano quasi  sempre la scritta "Made in China".


Migliaia di chilometri di ferrovie sono state costruite dai cinesi  per il trasporto di miliardi di tonnellate di legname tagliato  illegalmente: foreste incontaminate sono state distrutte per coprire il  fabbisogno di legname della Cina che equivale al 70% di tutta la  produzione Africana. Inoltre, il territori è stato sventrato per  l'estrazione di diamanti e oro.


Le  gigantesche miniere cinesi sono piene di "schiavi" africani che  estraggono i preziosi minerali a meno di 1 dollaro al giorno. In Angola,  il governo ha deciso che il 70 per cento dei lavori pubblici deve  andare alle imprese cinesi, la maggior parte delle quali non impiega  personale angolano.


Ma la colonizzazione non è solo economica, ma anche culturale:  numerosi centri culturali finanziati dallo Stato Cinese, denominati  "Istituto Confucio", stanno sorgendo in tutta l'Africa, con lo scopo di  insegnare alla popolazione locale come fare affari in lingua e stile  mandarino e cantonese.


Inoltre, esclusivi ristoranti che servono solo cibo cinese, e dove  non sono ammessi i neri, stanno sorgendo in ogni angolo del continente.

Un prezzo salatissimo per l'Africa

Vi è un aspetto sinistro di questa invasione cinese, un prezzo troppo  alto da pagare per la popolazione africana. La Cina ha interesse, tra  l'altro, a fomentare le guerre civili tra le popolazioni africane,  vendendo così milioni di dollari di armi prodotte dalle aziende cinesi.


Naturalmente, tutto questo avviene in collaborazione con i corrotti  leader africani, i quali, dopo aver ottenuto l'indipendenza dalle  potenze coloniali dei bianchi, Gran Bretagna, Francia, Belgio e  Germania, sono felici di fare affari con la Cina per un semplice scopo: i  soldi!


Se i governi democratici dell'occidente sembrano molto più insistenti  nel chiedere all'Africa le riforme democratiche e la necessità di più  "trasparenza" nell'uso del denaro (termini diplomatici per evitare che i  dittatori intaschino i milioni destinati alla popolazione), i cinesi  sono molto più rilassati rispetto alla questione, decidendo di chiedere  un occhio, a volte anche tutti e due, rispetto al reale utilizzo dei  soldi da parte dei governi africani.


Il  comportamento della Cina non fa altro che alimentare il cancro della  corruzione. Pazienza se si alimenta la povertà in un continente che  conta ben 800 milioni di persone che vivono in condizioni estreme di  miseria.


Ma i cinesi sono sprezzanti di tali critiche. Per essi, secondo il  loro spirito pragmatico da locuste, l'Africa è solo una risorsa da  sfruttare finchè dura, e non un luogo dove garantire i diritti umani. 


 Non a caso, questo atteggiamento è accolto con grande favore da parte  dei dittatori africani.


Ma quello di cui hanno bisogno gli abitanti di questo meraviglioso  continente, dove emersero i primi ominidi dalla Great Rift Valley, è un  disperato bisogno di progresso e i cinesi non sono qui per questo. Sono  qui per rapinare un paese ricco di spazio e di risorse naturali.


Quando finirà la predazione? Finchè Pechino ne troverà vantaggio: i  cinesi non si fermeranno fino a quando in Africa non ci saranno più  minerali o petrolio da estrarre. Dopo secoli di dolore, guerra e fame,  l'Africa meriterebbe decisamente di meglio.

Fonte>  Navigatore Curioso


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