Una lunga chiacchierata con Vittorio Messori. Parte 9

da papalepapale.com

 

L'ACQUA DI LOURDES NON HA GUARITO BERNADETTE - PARTE 9


Ma del resto la descrizione dell'ambiente da cui proviene Bernadette è toccante: genitori con una pessima fama (non del tutto meritata), abitazione fatiscente, scarsità di cibo, impossibilità di frequentare la scuola a causa della povertà. Sembra "La piccola fiammiferaia": ultima tra gli ultimi. L'interesse della Vergine per lei però è di tipo spirituale, non materiale. Le regala se stessa: ed è tutto. E Bernadette, che confida in Dio e si abbandona alla sua volontà, avrà il necessario per tutta la sua vita. Bernadette resta povera, resta ignorante... 

... E resta anche malata! L'acqua di Lourdes non ha guarito Bernadette, la Madonna non ha risolto i suoi problemi economici, non l'ha sfamata, ma ha confermato la sua prospettiva di fede.


Eppure, proprio qui ci sembra stia il modello di come il mondo ecclesiale potrebbe andare incontro alle antiche e nuove povertà. Ma poi: che significa quel "confermata nella sua prospettiva"?

Bernadette non sapeva niente di niente, il suo confessore rimase spaventato dal primo incontro, perché constatava che questa ragazzina non aveva neppure sentore della stessa verità fondante del cristianesimo, cioè la Trinità. Bernadette non ne aveva mai sentito parlare. Questo per dirvi a che livelli era la sua ignoranza religiosa. Eppure era naturaliter catholica, aveva una prospettiva di fede che permeava la sua vita. E la Madonna è venuta e gliel'ha confermata questa prospettiva, ma le ha lasciato solo questa, non ci ha aggiunto dei soldi, delle medicine, non l'ha guarita con l'acqua della sorgente.


Morale?

I miracoli a Lourdes già sono stati pochissimi, ma sono anche in continua diminuzione.  È la medicina adesso che fa "miracoli". Però c'è un altro dato che non si considera, e che mi riferiva il mio amico direttore dell'Ufficio Medico di Lourdes, il dott. De Francisci, che è un italiano. La gente non va più tanto a denunciare al Bureau le avvenute guarigioni "perché ha paura che poi la facciamo ritornare, per le commissioni mediche, gli esami scientifici, le testimonianze", per una questione burocratica insomma, "perché noi siamo troppo complicati e vogliamo proprio essere sicuri sino in fondo... ed è così che la gente ha smesso di denunciare questi fatti".E la morale è questa: anche se i miracoli non aumentassero, se diminuissero persino, bastano e avanzano comunque. Perché, ripetiamolo, Lourdes non è sorta per guarire i mali fisici, ma per guarire il Male, dal quale tutti gli altri mali derivano: il peccato. I pochi miracoli che ci son stati sono più che sufficienti come sigillo di garanzia per le verità che Bernadette ci ha raccontato.


Dopo quei 18 incontri con la Madre di Dio, Bernadette dice di essere ora "come tutti gli altri" perché è terminato "il compito" che le era stato affidato. Ricorda Madre Teresa di Calcutta che si definì una "matita nelle mani di Dio". Ma un apologeta come lei - con tanti libri di successo, riconoscimenti e lo status di scrittore cattolico tra i più noti al mondo -  si sente "come tutti gli altri" e solo una "matita" al servizio di Dio?  Dopo il grande successo del suo primo libro Ipotesi su Gesù, un vero caso editoriale da primato conteso solo a Il Nome della Rosa, lei tacque per sette anni. A chi gliene chiedeva ragione lei rispondeva: "Non voglio fare carriera usando il nome di Gesù".

Ed è vero!


Poi però ha riparlato, riscritto anzi, seppure con lentezza, non lasciando più il tema "Gesù": con grossi riscontri di lettori e, siamo sinceri, seminando anche molte conversioni. E al contempo ha fatto, in un certo senso, "carriera".

 Siete fuori strada: credo che proprio di questo non mi possa accusare. Voi non immaginate! Mi hanno offerto tutte le direzioni: di Avvenire, di Jesus, di Famiglia Cristiana... e tutti quanti li ho rimandati via...


Avrebbe fatto bene ad accettare almeno quella di Famiglia Cristiana: ci saremmo risparmiati parecchi peccati d'ira, e troppi improperi, visto come s'è ridotta: una succursale de L'Unità!

 Una volta è arrivato qui un emissario dell'allora segretario della Dc: voleva assolutamente che io accettassi come sine cura, ma pagatissimo, una candidatura da parlamentare europeo. Anche questo signore è stato accompagnato alla porta. Lei mi sta tirando fuori delle cose delle quali non parlo mai...


E' che da adolescente volevo fare il magistrato...

Se c'è una cosa che in coscienza non posso rimproverarmi è quella di avere fatto "carriera sulle spalle di Gesù". Le assicuro che le "carriere" sarebbero ben altre... perché, appunto, non immaginate quanti no io abbia detto. Nessuno può smentirlo. Per il resto io passo giorni e giorni senza vedere nessuno, con mia moglie e la mia gatta, tranquillamente.


Ma proprio noi di questo siamo convintissimi; coloro che hanno in gran dispitto il Messori, invece, forse neppure lo pensano, in fondo, però fatto sta che lo dicono...

Dicano quel che gli pare. Io giuro che non clicco mai su google "Vittorio Messori", mai!, perché non me ne frega niente. Guardate, non è per umiltà, in fondo è anche un po' per disprezzo. Nel senso che, ripeto, non me ne frega niente delle stupidaggini da barsport che possono dire! Per esempio, mi hanno detto che la terza o quarta voce che appare nelle ricerche google cliccando il mio nome, sia quella di un signore mai visto e conosciuto il quale sostiene che io i miei libri li ho copiati... anzi no, che ho proprio sfruttato un povero vecchietto per scriverli. Esattamente il contrario di quel che è successo. Allora, cosa faccio, vado a vedere su google che c'è?... ma chi se ne fotte!  In questo sto con Bernadette, la quale afferma "io dico quello che devo dire, in scienza e coscienza", gli altri ne pensassero che gli pare, nessuno è obbligato a credere niente, è affar loro.


Va bene, lo ammettiamo: noi lettori affezionati del Messori lo sapevamo con certezza: Messori ha rifiutato di fare "carriera usando il nome di Gesù". Gliel'abbiamo buttata lì, per farla scaldare e parlare apertis verbis. Obbiettivo raggiunto! Giacché ci siamo, ne buttiamo lì  un'altra. Messori non ha voluto fare carriera "usando il nome di Gesù", ma sta di fatto che i suoi libri hanno avuto come protagonisti sempre Gesù, Maria, la Chiesa. Se non Messori, almeno questi libri (i più almeno) hanno fatto molta "carriera", certe volte hanno raggiunto proprio i vertici delle classifiche, diventando ever-green. Se non Messori, i suoi libri hanno fatto "carriera"...

Lei non ha idea, perché non era neppure nato negli anni ‘70, di cosa sia stato il milione e mezzo di copie in due anni di Ipotesi su Gesù, e la sorpresa fu enorme anche per la stessa Chiesa: erano anni in cui nessuno più credeva nell'apologetica. Da allora ho subito per sette anni le pressioni più grandi,  venivano gli editori con assegni in bianco, dicendomi "decida lei la cifra" per scrivere un libro, che so, sulla Sindone, su Padre Pio, sul Diavolo, i libri che servono a fare cassetta, insomma.


E lei ha rimandato indietro un assegno in bianco addirittura? ... fa venire quasi i brividi... e quasi lascia incerti se è cosa da ammirare o biasimare.

La mia risposta è stata questa: ero allora caposervizio a Tuttolibri de La Stampa, mi presi sei mesi di aspettativa senza stipendio...Pure!... cosa che il contratto dei giornalisti mi permetteva, e con mia moglie ci siamo ritirati in una casa del Monferrato senza telefono. E questa fu tutta la mia risposta dinanzi al boom: non di buttarmi nella mischia, ma di ritirarmi.


Risorse al 7° anno.

Con il libro meno commerciale possibile e immaginabile. Tant'è che la rete di vendita dell'editore si era ribellata: ma come facciamo, dicevano, a riuscire a vendere un libro che si chiama Scommessa sulla morte?!  Ammetterà che è la cosa meno commerciale possibile...


Bah... io studio la conservazione dei cadaveri, dei papi specialmente, sono il meno adatto a risponderle... io certamente l'avrei acquistato. Vabbè, la domanda era retorica, prosegua pure.

Questo sempre per rispondere alla questione "carriera", professionale o editoriale che sia, che voi avete ventilato. Dopodiché, ogni tanto, con ritmi estremamente lenti, mooolto lenti - giacché non faccio altro che leggere, studiare, prendere appunti tutto il giorno - , ogni tanto, dunque, molto meno di quanto tanti lettori vorrebbero, pubblico qualche frutto di questa mia diuturna ricerca. Questo mio Bernadette, ad esempio, esce dopo oltre quattro anni di silenzio...D

opo Perché Credo, nel 2008.

Ecco, allora non credo di poter essere accusato neppure di "carrierismo" o arrivismo editoriale.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext