Una lunga chiacchierata con Vittorio Messori. Parte 7

da papalepapale.com





FRANCESCO NON ERA ANIMALISTA. MA IO SONO GATTOLICO MILITANTE - PARTE 7


Maria non se ne sta con le braccia conserte ma è sempre indaffarata a mettere una pezza, dare una mano, incoraggiare maternamente questi figli disastrati, patetici e spesso presuntuosi che siamo noi tutti. Lei scrive: "C'è una sorta di nascosta (ma non troppo) «storia parallela» in cui a ogni tappa della vicenda umana se ne affianca, discretamente, un'altra. Quella dove la Vergine svolge il compito affidatole dal Figlio sulla croce: essere madre di tutti gli uomini e stare accanto a loro nel momento della prova"(p. 21). E' la sua risposta a quei "cattolici adulti" che la Madre di Dio, dal delirio del post-concilio in poi,  la vorrebbero volentieri liquidare, soprattutto quando il suo culto cozza con le loro convinzioni di "maggiorenni nella fede"?

 La rimando al libro che scrissi a due mani con Rino Camilleri, Gli occhi di Maria, alla seconda parte del volume, che è la mia.  Li si trova conferma che a ogni svolta cruciale della storia umana, Maria interviene a svolgere il suo ruolo di Madre: a confortarci, tranquillizzarci, indicarci vie d'uscita. D'altro canto Lourdes è un caso esemplare: nel momento in cui iniziano e trionfano le ideologie che devasteranno il mondo, nell'attimo in cui i profeti della "morte di Dio" vengono allo scoperto, in quel momento lì, appare l'Immacolata Concezione. E appare a chi? All'ultima degli ultimi, a una contadina analfabeta....

Ed ecco la risposta a quei "primi della classe" dei sedicenti cattolici adulti (a parafrasare lo slogan illuminista dell'uomo diventato finalmente "maggiorenne") e perciò affrancati dall'insegnamento della Madre Chiesa: la docile  "contadina analfabeta".

Che i cattolici adulti studino, ci pensino, e soprattutto recuperino la prospettiva cattolica. Ho sperimentato personalmente la validità di quanto Pascal disse: "Le cose sono vere o false a seconda del punto di vista da cui le si guarda". Io l'ho constatato nel mio passaggio - non voluto, in qualche modo obbligato da una forza a cui non potevo resistere nonostante la mia opposizione - al cattolicesimo: mi è stato cambiato il punto di vista.  Dal punto di vista mio, di discepolo degli azionisti torinesi, Lourdes "è una fogna", è un posto "repellente", di kitsch, di pretacci sudati. Però questa stessa realtà cade se cambi angolazione: se la vedi nella prospettiva evangelica, cristiana, tutto muta.


Lei spiega "Non capiremmo il significato intero di Lourdes se aderissimo solo a quanto è passato nell'immaginario comune: un grande lazzaretto, dove pochissimi sono guariti e gli altri tornano a casa con le loro malattie" (p. 25-26). Lourdes non solo, dunque, come luogo del corpo, ma soprattutto come luogo dell'anima. Ma, secondo lei, se la gerarchia ecclesiastica insistesse di più su questo punto non sarebbe meglio? Non si potrebbe così superare quell'apparenza da istituzione filantropica che certa Chiesa si è data negli ultimi tempi?... filantropia pelosa e certe volte sembra pure un po' a-tea? Certa Chiesa più attenta ai bisogni del corpo che dell'anima, quando le due cose non vengono addirittura contrapposte come alternative; e di poi prendersi il vizio di parlare non più in prospettiva evangelica ma per  categorie sociologiche intervenendo su temi sociali, spesso tacendo - con l'eccezione del Papa e di pochi altri -  sull'essenziale...

E' il cosiddetto cristianesimo secondario, del "fare". Ma come ho già detto il problema dei problemi è lo svanire della fede. Succede che quando un prete, religioso o cattolico sociologico perde la fede, necessariamente si butta sul sociale; nel senso che cerca in un qualche modo di vivere i valori etici cattolici senza più credere alla verità dei vangeli....


Dicevamo anche di Lourdes come "lazzaretto"...

Mah... io direi questo: è successo a Lourdes quel che è capitato pure al povero san Francesco, che come sapete è stato manipolato in tutti i modi. Lo abbiamo visto diventare, suo malgrado, animalista, verde, ecologista, un apostolo del volemmose bbene e così via. Invece è tutto il contrario...


E', come direbbe Ida Magli, "l'uomo della penitenza"......

a pensare seriamente la storia capisci come stanno veramente le cose. Questo santo abusivamente ridotto ad animalista e "protettore degli animali"... noti che io......


noto che lei ha un gatto...

Sono addirittura un gattolico militante, è una gatta quella che ho, deliziosa; amo moltissimo i cani, rispetto tutti gli animali, e pur lontano da ogni ideologismo guardo con molta diffidenza i cacciatori.


Torniamo a san Francesco... ma poi come ci siamo finiti da Lourdes a cani e gatti?... bah!

C'è un senso, ci arrivo. A proposito di san Francesco presunto zoofilo, ebbene, se io apro il suo Cantico delle creature, il "mii Signore" viene ringraziato per tutto, ma non v'è alcun cenno agli animali, li ignora!


E qui però le piazzo il "lupo di Gubbio".

Ma andiamo a vedere come è andata veramente. Quel lupo a Gubbio c'era davvero, e la gente lo temeva, ne temeva le aggressioni, ma soprattutto le razzie di pollame. Francesco non fa altro - e magari gli tremavano anche le gambe perché conosceva la ferocia di quel lupo -  che tentare di avvicinarlo per ammansirlo e miracolosamente ci riesce. Ma questo non è un fatto di zoofilia, semmai ha rubato un po' il mestiere al domatore del circo.


E dunque che collegamento c'è con Lourdes e i suoi "lazzaretti"?

A Lourdes c'è stato un equivoco simile a quello del Cantico dei cantici. La Madonna a Lourdes non parla di malati,  tantomeno dice che si lì guariranno dai mali fisici. Parla sempre e solo di "peccatori". Parla del "male" sì, ma di quello radicale, dal quale veniva poi anche il male fisico. Tuttavia si è sparsa la voce che lì  guarivano i malati, onde le turbe di pellegrini, che spesso andavano via con grandi delusioni. E certe volte con nel cuore la domanda sempre in agguato "perché a quello sì e a me no?"...


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