Una lunga chiacchierata con Vittorio Messori. Parte 1

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Intervista a Vittorio Messori di Antonio Margheriti Mastino & Claudia Cirami

PARTE 1


REGISTRATORI E "MANIGLIE"

Torna ad occuparsi di Bernardette...

Mastino, ho ucciso per molto meno: si dice BernaDEtte non BernaRDEtte! Per molto meno ho ucciso, se lo ricordi! Ma dove ha imparato a pronunciare così?!...


Nella parrocchietta della mia infanzia, di campagna, postconciliare: noi si aveva un po' di problemi pure con la sintassi e le lingue "forestiere". A cominciare dall'italiano, sino al latino: ci hanno detto sempre così, BernaRDette. Traumi infantili che ti segnano.

Lei registra. Io non ho MAI posseduto un registratore, solo taccuino e pennarello Paper Mate, ho fatto centinaia di interviste e non ho MAI ricevuto una smentita sulla precisione di quanto riportato... Anzi, le interviste migliori le ho fatte quando ho smarrito il taccuino. La regola è questa: ciò che ti ricordi interesserà anche il lettore, quel che hai dimenticato è irrilevante. Dunque, meglio perdere gli appunti... Dovrò fare un Decalogo per il buon intervistatore, benedetti ragazzi.


Può darsi. Ma se apro il suo Inchiesta sul Cristianesimo al paragrafo dove intervista Karl Rahner, lei è reo-confesso di usare un registratore.

Davvero?... dice così? Accidenti, non ricordo di questa cosa però...


Non è facile darla a bere ai lettori messoriani compulsivi. Tipo me.

In effetti siete pericolosi, molto! Ma comunque può essere l'avessi messo lì solo per fare bella figura, così Rahner pensava davvero lo stessi registrando...


Torna ad occuparsi di Bernadette, di Lourdes. Dunque, della Madre di Dio, dopo Ipotesi su Maria. Lo sappiamo che lei ha minacciato querela a chiunque le avesse dato dell'intellettuale, ma è un fatto che lei è uomo di studio metodico. Oltretutto, a colpo d'occhio, sembrerebbe pure piuttosto in salute. Ecco, allora... che c'entra uno come lei con un luogo di fede frequentato da persone dolenti, malate, che paiono prive di preoccupazioni apologetiche e per nulla inclini a speculazioni teologiche? Facendola breve: Messori, perché ha scelto Lourdes?

Con una battuta potrei dire perché, così come Ratzinger, sono nato un 16 aprile. Che è anche il giorno del dies natalis, della nascita al cielo di Bernadette. Ratzinger ne va fiero.

La verità è che Lourdes è una maniglia per la nostra fede sempre più vacillante. Oggi il problema vero è proprio la fede: non a caso il papa ha dovuto indire addirittura un anno delle fede, proprio a sottolineare l'emergenza.


Certo, sembra quasi un paradosso...

La contestazione e tutto il dibattito interno alla Chiesa è stato un fatto clericale, che ha dato per scontato il dato più sensibile e centrale: la Fede della Chiesa, che abbiamo scoperto non essere più un fatto così scontato. Tutti i guai della Chiesa nascono da questo evaporare della fede.


E allora si va in cerca di "maniglie".

Di appigli a cui aggrapparsi in questo crollo di certezze soprannaturali. Ecco, Lourdes è una maniglia ideale: Bernadette è la più trasparente delle veggenti. Qualcuno ha detto che in lei c'è davvero qualcosa che ricorda un'icona di Maria.


QUELLA FATIMA COSÌ "COMPLICATA". CHE "ATTRAE GLI ESOTERISTI"

Ma con questa storia della  "trasparenza" di Bernadette... sembra quasi si voglia gettare un'ombra su altre veggenti.

Le spiego. Quando col padre Renè Laurentin ci precipitammo agli archivi del Sant'Uffizio, appena furono aperti agli studiosi dal prefetto Ratzinger, come sospettavamo, la busta con sopra scritto Lourdes era vuota. Roma non è mai dovuta intervenire: è bastata la parola del vescovo locale. D'altro canto, Pio IX stesso scrisse di Lourdes come di una "luminosa evidenza". Lourdes è la più sicura, la più trasparente, vorrei dire la più "semplice" delle apparizioni...


Ma cosa c'è di meno "trasparente", o di così complicato almeno, in una Fatima, per dirne una? Persino per i suoi studi - osiamo immaginare -, in fondo, Fatima sarebbe stata un suo luogo più naturale; si sarebbe maggiormente prestata anche a speculazioni apologetiche, politiche, colte, assolute. Lourdes molto meno, ci pare. Dipende appunto dalla sua "trasparenza" e "semplicità"?

Fatima è estremamente complicata. Mentre su Lourdes all'interno della Chiesa non ci sono mai stati dibattiti e polemiche, e nessuno vescovo (eccettuato quello di Orleans) ebbe mai dei dubbi, lo stesso non si può dire di Fatima. La quale è stata molto contestata. Io stesso sono molto perplesso sulla cosiddetta "Fatima 2".


Se non è un film edificante, cos'è questa "Fatima 2"?

E' quella dei cosiddetti "segreti" che suor Lucia continuava a sfornare. Epperò nel 1941 ci diceva di una profezia che secondo lei le era stata fatta nel 1917. Profezia che lascia perplessi.


Ci sta dicendo che ha dubbi su Fatima?

Sto dicendo che io credo nella verità di Fatima, ma credo nella sua verità sostanziale. Credo altresì che lì in molte cose non ci sia ancora quella chiarezza necessaria, che invece Lourdes ha avuto sin dal primo momento e sempre.


Si fida di più... per questo lei ha scelto Lourdes come luogo "apologetico"?

Per uno istintivamente apologetico come il sottoscritto, volendo cercare la famosa maniglia, l'appiglio per la fede, da 30 anni a questa parte ho pensato che Lourdes fosse ideale per questa funzione di appoggio della fede.


Mi sorge spontanea una domanda: ma riguardo ai nostri tempi, all'attualità, od anche per i decenni appena trascorsi, chi si ricollega di più ed è più importante, Fatima o Lourdes?

Ma, sa... Fatima attira molto le anime mistiche. Attira i dietrologi: guardi che cosa è successo per il Terzo Segreto. Purtroppo attira anche gli esoteristi. Sia chiaro, lo dico con grande rispetto: del resto due dei piccoli veggenti sono già beatificati, per suor Lucia vedremo, ma credo la strada per lei sarà aperta...


...ma tuttavia resta una storia "complicata", quella fatimista...

Che sia una storia complessa, non è solo una mia costatazione. Lo stesso padre Laurentin mi diceva che dopo il suo monumentale lavoro su Lourdes, l'episcopato portoghese gli aveva chiesto di fare la stessa colossale operazione per Fatima. Ma il padre si è schermito: primo perché non conosceva il portoghese (ma a questo c'era rimedio); poi perché pure per lui quella storia "è troppo complicata".


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