BOSTON: la Connessione Cecena, ecco come si inventa la nuova leggenda del terrorismo globale (3)

Michel Chossudovsky03 Maggio 2013 effedieffe

 

Boston rappresenta probabilmente una transizione, un'anteprima  di quello che avverrà. L'obbiettivo rimane l'accettazione della sospensione dell'habeas corpus per i terroristi domestici auto-radicalizzatisi (ovvero i cittadini americani)



I ribelli Ceceni: operazioni occulte USA per destabilizzare la Federazione Russa

La guerra cecena del 1994-1996 fu istigata dai principali movimenti ribelli contro Mosca e servì per minare le istituzioni statali secolari. L'adozione della legge islamica nelle società Mussulmane fortemente secolari dell'ex Unione Sovietica servì agli interessi strategici USA della regione.

In molte località cecene venne creato un sistema parallelo di governi locali, controllati dalla milizia islamica ed in alcuni villaggi e piccole città vennero istituite delle Corti della Sharia islamica, sotto un regime di terrore politico. L'operatività di tali tribunali fu fortemente favorita dagli aiuti finanziari di Arabia Saudita e Stati del Golfo, a fronte della forte contrarietà delle popolazioni civili. Sheikh Abu Umar, Primo Giudice delle Corti della Sharia della Cecenia, giunse in Cecenia nel 1995 ed entrò nei ranghi dei Mujahidin sotto la guida di Ibn-ul-Khattab. ... » (Global Muslim News, Dicembre 1997).

Il movimento wahabita non solo ha cercato di infiltrare le istituzioni statali del Dagestan e della Cecenia, ma ha anche tentato di allontanare i tradizionali capi Mussulmani Sufi. In effetti, la resistenza ai ribelli islamici ed ai combattenti stranieri nel Dagestan era basata sull'alleanza dei governi locali (secolari) con gli sceicchi Sufi: 

«Questi gruppi [Wahabiti], sono una esigua minoranza molto ben finanziata e molto ben armata. Con i loro attacchi vogliono instillare il terrore nel cuore delle masse... Questi gruppi vogliono potenziare, creando anarchia ed illegalità, la loro linea di islamismo duro ed intollerante... Sono gruppi che non rappresentano l'Islam come è normalmente visto, quello sostenuto dalla maggioranza dei Mussulmani e degli studiosi islamici per i quali l'Islam rappresenta un esempio di civiltà e di perfette moralità. Questi gruppi non rappresentano nulla di più di un movimento anarchico nascosto dietro un'etichetta islamica... la loro intenzione non è quella di costituire uno Stato islamico, ma quella di creare uno stato di confusione nel quale avrebbero la possibilità di prosperare.


La guerra cecena del 1994-1996 fu istigata dai principali movimenti ribelli contro Mosca e servì per minare le istituzioni statali secolari. L'adozione della legge islamica nelle società Mussulmane fortemente secolari dell'ex Unione Sovietica servì agli interessi strategici USA della regione.

In molte località cecene venne creato un sistema parallelo di governi locali, controllati dalla milizia islamica ed in alcuni villaggi e piccole città vennero istituite delle Corti della Sharia islamica, sotto un regime di terrore politico. L'operatività di tali tribunali fu fortemente favorita dagli aiuti finanziari di Arabia Saudita e Stati del Golfo, a fronte della forte contrarietà delle popolazioni civili. Sheikh Abu Umar, Primo Giudice delle Corti della Sharia della Cecenia, giunse in Cecenia nel 1995 ed entrò nei ranghi dei Mujahidin sotto la guida di Ibn-ul-Khattab. ... » (Global Muslim News, Dicembre 1997).

Il movimento wahabita non solo ha cercato di infiltrare le istituzioni statali del Dagestan e della Cecenia, ma ha anche tentato di allontanare i tradizionali capi Mussulmani Sufi. In effetti, la resistenza ai ribelli islamici ed ai combattenti stranieri nel Dagestan era basata sull'alleanza dei governi locali (secolari) con gli sceicchi Sufi: 

«Questi gruppi [Wahabiti], sono una esigua minoranza molto ben finanziata e molto ben armata. Con i loro attacchi vogliono instillare il terrore nel cuore delle masse... Questi gruppi vogliono potenziare, creando anarchia ed illegalità, la loro linea di islamismo duro ed intollerante... Sono gruppi che non rappresentano l'Islam come è normalmente visto, quello sostenuto dalla maggioranza dei Mussulmani e degli studiosi islamici per i quali l'Islam rappresenta un esempio di civiltà e di perfette moralità. Questi gruppi non rappresentano nulla di più di un movimento anarchico nascosto dietro un'etichetta islamica... la loro intenzione non è quella di costituire uno Stato islamico, ma quella di creare uno stato di confusione nel quale avrebbero la possibilità di prosperare.

 (Mateen Siddiqui, «Differentiating Islam from Militant 'Islamists'» San Francisco Chronicle, 21 Settembre 1999)
La seconda guerra cecena fu poi scatenata da Vladimir Putin nel 1999, nell'ottica di rafforzare il ruolo del governo centrale e sconfiggere i terroristi appoggiati dagli USA in funzione anti-russa.

«False Flags»

Il 19enne sospettato è un fantoccio. Non è neppure nato in Cecenia. Né lui né il fratello hanno collegamenti con il movimento jihadista, ma i media USA stanno confezionando con cura una «Chechen Connection» che punta ad un modello di comportamento implicito, da associare ai Mussulmani.

I due fratelli hanno passato in America 10 anni della loro vita, un periodo decisamente formativo per le loro vite, ed hanno avuto il normale comportamento degli immigranti di prima generazione; così ci ha detto Mitchell Silber, ex operativo dell'intelligence nel New York Police Department. «La domanda è: cosa ha scatenato il cambiamento? È stato il nazionalismo ceceno? È iniziato con il nazionalismo ceceno per poi volgersi verso la causa jihadista pan-islamica?» (Renewed Fears About Homegrown Terror Threat», WSJ 20 Aprile 2013)


Ad ogni modo, dalla loro famiglia abbiano prove che l'FBI li avesse schedati già parecchi anni prima delle bombe di Boston e che fossero oggetto di frequenti minacce e provocazioni.

L'FBI aveva «intervistato» Tamerlan Tsarnaev nel 2011, la cosa è confermata dal Wall Street Journal ed è chiarissimo che il governo USA non è impegnato nel combattere i terroristi, tutt'altro. L'intelligence USA ha reclutato ed allevato terroristi per più di 30 anni mentre, al tempo stesso, alimentava la storiella che questi terroristi - che non son altro che persone in buona fede manovrate dalla CIA - costituissero una minaccia per la patria americana. Come sappiamo, queste supposte minacce di un nemico esterno non sono che uno stratagemma propagandistico che alimenta e giustifica la cosiddetta «Guerra Globale al Terrorismo».

Lo schema mentale della «Guerra Globale al Terrorismo»: qual è la verità?

Lo sviluppo di una milizia di terroristi islamici presente in svariati Paesi del mondo è parte di un intricato progetto dell'intelligence USA. Se da una parte i fratelli Tsarnaev vengono accusati senza prove di un loro legami col terrorismo ceceno, la domanda importante è chi c'è dietro al terrorismo ceceno?

In una logica del tutto sconfessata e ufficialmente innominabile, gli stessi fautori della Guerra Globale al Terrorismo - guerra diretta contro i Mussulmani - sono di fatto anche gli architetti del terrorismo islamico. Lo schema mentale della «Guerra Globale al Terrorismo» ha fruttato, per reazione, il consenso di milioni di Americani portati a credere che per proteggere la democrazia sia necessario un apparato di polizia militarizzata. Costoro non si rendono conto invece che la fonte principale del terrorismo, fuori e dentro i confini dell'America, è proprio il governo americano.

Il sistema della stampa allineata è il braccio propagandistico di Washington, impegnato nel descrivere i Mussulmani come una minaccia per la sicurezza nazionale. Giunti a questo bivio della Storia del mondo, all'incrocio fra l'economia mondiale e la crisi sociale, le bombe di Boston giocano un ruolo centrale perché forniscono la giustificazione per l'Homeland Security State e per l'evoluzione verso uno Stato di Polizia indicato quale mezzo per proteggere le cosiddette libertà civili. La sospensione dell'habeas corpus e la tortura vengono considerate a ragione dei mezzi per rafforzare la Costituzione.

Contemporaneamente, i terroristi - creati ed appoggiati dalla CIA - sono sfruttati per partecipare ad atti terroristici false flag e diventare il mezzo per giustificare una crociata militare mondiale contro i Paesi Mussulmani che, incidentalmente, sono anche i maggiori produttori mondiali di petrolio.

«Eventi che produrranno il massimo di danni»

 L'ex comandante del CENTCOM, il Generale Tommy Franks, che guidò l'invasione dell'Iraq nel 2003, ha delineato uno scenario da lui descritto come un evento su suolo americano capace di produrre il massimo di danni (un secondo 11 settembre). Nell'affermazione del Generale Tommy Franks c'è la nozione e la convinzione che le morti di civili siano necessarie per accendere la consapevolezza e fare appello al sostegno del pubblico per la guerra globale al terrorismo.

«Un nuovo colossale evento terroristico, capace di produrre molti danni e morti, accadrà da qualche parte nel mondo occidentale - forse negli USA - e porterà la nostra popolazione a dubitare della nostra Costituzione e ad iniziare a militarizzare il nostro Paese al fine di impedire che se ne ripeta un altro». (Intervista al Generale Tommy Franks, Cigar Aficionado, Dicembre 2003)


Se la natura delle bombe di Boston è completamente diversa dall'evento catastrofico al quale allude il Generale Tommy Franks, nondimeno l'amministrazione USA sembra impegnata nella logica della «militarizzazione del Paese quale mezzo per proteggere la democrazia».

Gli avvenimenti di Boston sono già stati sfruttati per accendere il sostegno pubblico ad un esteso apparato anti-terroristico interno che potrebbe essere operativo attraverso omicidi stragiudiziali contro i cosiddetti terroristi domestici auto-radicalizzatisi:    

«Dal 2001 la politica dell'antiterrorismo USA si è ampiamente focalizzata sull'uccidere terroristi all'estero od impedire loro di entrare negli USA. Ma le bombe di Boston sono lì a dimostrare come la diffusione delle tattiche terroristiche hanno già superato i confini nazionali e la nuova sfida sarà contrastare i piccoli gruppi di individui presenti all'interno degli USA; un compito difficile».

Bruce Riedel, direttore dell'Intelligence Project alla Brookings Institution - pensatoio indipendente di Washington - ha dichiarato che l'attacco di Boston rappresenta un antipasto : «Questo sarà probabilmente il volto dei futuri attacchi terroristici negli Stai Uniti» aggiungendo che «un piccolo numero di radicali che hanno vissuto e sono cresciuti in America, che si documentano su internet e che portano degli attacchi, rappresenta il peggior incubo per l'antiterrorismo». (WSJ, 20 Aprile, op cit)
Il Generale Franks ha indicato un evento terroristico che produca il massimo di danni quale decisivo punto di cambiamento politico. Le bombe di Boston sono un tale punto di transizione, sono uno spartiacque che contribuirà alla sospensione di un modo di governare secondo Costituzione?         

(fine)

Professor Michel Chossudovsky


Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

Fonte >
Global Research


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