Il Commonwealth di Belle Isle, città privata che può salvare Detroit

di LUCA FUSARI 1/5/2013 lindipendenza.com

 

La città di Detroit sede di famose industrie automobilistiche è oggi una delle zone a maggior disagio socio-economico nel Midwest americano in crisi.


Nonostante i salvataggi all'industria dell'automobile (e dei suoi influenti sindacati) operati dal governo federale, la disoccupazione resta alta così pure la criminalità, come anche il recente film Gran Torino, diretto ed interpretato da Clint Eastwood ha denunciato nei vari suoi aspetti.


Il "motore" del Great Lakes State e dell'America è fermo, la città è divenuta un luogo più povero e pericoloso ove vivere. Il reddito medio annuo è di 14 mila dollari, con il 32% delle famiglie che vive in quartieri degradati al di sotto della soglia di povertà. Detroit ha perso la maggior parte della sua popolazione a seguito dei mutamenti strutturali socio-economici nella produzione industriale; negli ultimi 10 anni il 25% degli abitanti se n'è andato, gran parte delle 60 mila case abbandonate ha un valore di mercato pari quasi a zero.


La crescita dei gruppi etnici ha visto in pochi decenni la percentuale degli afro-americani crescere in termini esponenziali dal 20% all'80%, consentendo a questi l'elezione di Dave Bing a primo cittadino e la creazione di un intero consiglio comunale nero. Eppure  la Motor City potrebbe essere a punto di svolta grazie alla visionaria scommessa imprenditoriale di un uomo su un isola.


L'uomo si chiama Rod Lockwood Jr, un libertario laureato in Ingegneria meccanica all'University of Michigan e con un M.B.A. in Finanza alla Wayne State University. Ex Presidente e Presidente del Consiglio del Michigan Housing Council, ha fatto parte del Consiglio di una banca comunitaria con sede a Detroit, è membro del Mackinac Center for Public Policy, ed è ex Presidente del Consiglio della Camera di Commercio del Michigan. Immobiliarista sviluppa, costruisce e gestisce appartamenti e comunità per anziani. Ad oggi la sua azienda ha costruito 60 comunità, per un totale di 7 mila appartamenti unità abitative per 20 mila persone, soprattutto nello Stato del Michigan.


Il suo progetto riguarda la realizzazione di una città privata sui 982 acri dell'isola di Belle Isle sul Detroit River, che separa Detroit (Michigan, Usa) da Windsor (Ontario, Canada) entro il 2042. Attualmente Belle Isle è un parco pubblico disabitato facente parte del demanio della municipalità di Detroit. Il nome di Belle Isle torna al centro delle cronache, dopo che, come riporta Foreign Policy, nel 1944 a seguito della conferenza di Dumbarton Oaks, l'isola fu candidata a diventare la nuova sede delle Nazioni Unite, venendo poi battuta dalla città di New York, grazie agli 8,5 milioni dollari donati da John D. Rockefeller Jr. per la riqualificazione del sito, in precedenza un quartiere macello nel centro di Manhattan.


Lockwood racconta di aver avuto l'idea di creare una città privata, mentre stava correndo una maratona presso Belle Isle. «La necessità è la madre delle invenzioni. Lo stato attuale di Detroit mi ha portato a pensare a possibili soluzioni, e mi resi conto che Belle Isle potrebbe essere la prossima Singapore o Hong Kong». Nel suo libro Belle Isle: Detroit's Game Changer, egli propone delle soluzioni ai più importanti problemi dell'America e del mondo occidentale spiegando dettagliatamente come la realizzazione di tale nuova città potrebbe dare impulso all'economia e all'energia creativa degli imprenditori.


Il libro è una sorta di racconto-manifesto, uno sguardo sul futuro a metà via tra l'utopico titanismo dei personaggi dei romanzi randiani quali Howard Roark e John Galt, rispettivamente ne La Fonte Meravigliosa e La rivolta di Atlante, e le proposte riformatrici descritte ne Lo Stato nel terzo millennio del Principe Hans-Adam II del Liechtenstein, in particolare per quanto riguarda temi quali la burocrazia, il sistema sanitario, i limiti e finanziamento dei programmi di governo, la democrazia e le elezioni.


Il Commonwealth di Belle Isle viene prefigurato come un governo limitato che fornisca solo i servizi necessari per il beneficio di tutti i cittadini, lasciando spazio alle aziende private per tutti gli altri comfort. La libertà individuale è un valore fondamentale, è uno dei principi fondamentali su cui si basava l'America ed è stata progressivamente dimenticata nel corso degli anni per lasciare spazio ad una spesa federale statunitense che per il 55% è fondata su privilegi. Il più importante valore personale che si vuole promuovere su Belle Isle è quello della realizzazione personale; le persone devono essere in grado di prendersi cura di sé stesse. L'autosufficienza è possibile a causa delle opportunità nei posti di lavoro e stipendi derivanti dai vantaggi economici offerti dai suoi elevati livelli di efficienza e da un minimo carico governativo.


Anno 2014, Belle Isle viene venduta dalla città di Detroit per 1 miliardo di dollari a un gruppo di investitori che hanno creduto nella libertà individuale, nella libertà economica e il libero mercato; questi vi costruiscono la loro città-Stato privata da 35 mila abitanti con sistemi innovativi di governo, fiscalità, lavoro e denaro sotto la supervisione degli Stati Uniti come Commonwealth.  L'estetica di Belle Isle nei suoi edifici sarebbe conforme agli standard elevati di architettura con il coinvolgimento dei migliori architetti e progettisti di tutto il mondo. Secondo Lockwood «sarà un'area ad alta densità abitativa e molti dettagli devono essere ancora elaborati. Un libero mercato senza la suddivisione in zone non funzionerebbe bene dato che qua si parla dello sviluppo di un'isola». Lo skyline di Detroit e Windsor creeranno un incredibile veduta diurna e notturna a poca distanza dal lago di St. Clair.


La bassa imposizione fiscale è quindi un fattore chiave per la competitività, garantendo a livello economico di mercato il lavoro e la crescita dei salari. L'obiettivo realizzabile è quello di avere un onere fiscale limitato al 10% del PIL di Belle Isle, nettamente inferiore rispetto al 40%  di PIL di spese del governo statunitense. Il governo opererebbe su dettato costituzionale del Commonwealth con un livello di spesa pari o inferiore al 10% del PIL.


Le tasse sarebbero conformi a tre principi di base: trasparenza; mai imposte al di là di una loro utilità percepita; avere costi di raccolta bassi. E' importante sottolineare che in tale privatopia non sono previste imposte sul reddito sugli individui o sul capitale delle aziende, e neppure imposte su interessi, dividendi, plusvalenze o su tenute. Come Commonwealth degli Stati Uniti, Belle Isle affiderebbe al governo degli Stati Uniti la sua difesa, versando la sua quota nel bilancio della difesa degli Stati Uniti, in base alla sua popolazione, ovvero circa 2.000 dollari per persona all'anno.


Sono contemplate tre fonti di reddito: il canone di utenza che si applica in primo luogo alla monorotaia; una tassa sui consumi del 10% al fine di incoraggiare il risparmio; imposte immobiliari. Il sistema fiscale in ambito immobiliare è radicalmente diverso da quello impiegato negli Stati Uniti, solo il valore della terra verrebbe tassato non ciò che il proprietario vi costruisce sopra (questo principio geolibertario è georgista, ispirato ad Henry George). Il governo non finanzia la costruzione di edifici su terreni di proprietà né si assume il rischio di perdita preferendo lasciare lo sviluppo urbano ai proprietari.


Grande attenzione è data al fattore della trasparenza del governo, con la supervisione di un attivo "Gruppo anti-corruzione" e misure rigorose per prevenire fenomeni di corruzione. La rete di sicurezza sociale verrebbe gestita da enti di beneficenza privati incoraggiati e sostenuti dal governo. A livello d'istruzione sorgeranno due scuole di primo livello sull'isola, esse saranno ambedue private e in concorrenza tra loro. Queste scuole avranno una scolarità di 11 mesi simile alle Cornerstone Schools. Vi sarà anche una scuola di formazione tecnica per formare diplomati, commercianti, costruttori specializzati ed artigiani. La scelta della scuola e la concorrenza sono le chiavi per un solido ed efficiente sistema educativo.


Belle Isle si candida sì ad essere un paradiso nel Michigan, ma questo non implicherà che cittadini statunitensi o di altra nazionalità possano evitare il pagamento delle somme richieste dal loro fisco di provenienza. La privatopia non sarà un paradiso fiscale in senso stretto, e non garantirà ai non residenti un posto sicuro dove depositare denaro segretamente con minima o nessuna segnalazione al loro Paese d'origine. Belle Isle stabilirà accordi fiscali con gli Stati Uniti e con altri Paesi del mondo, cooperando con le autorità mondiali nel garantire che i non residenti rispettino tutti gli obblighi di rendicontazione fiscale per le imprese e gli individui in base a dove si trovano. Ad esempio un cittadino di Belle Isle che possiede un impianto di produzione situato nel territorio amministrativo degli Stati Uniti dovrà probabilmente pagare le imposte sul reddito sugli utili generati da tale impianto. Ma un cittadino che vive su Belle Isle e che gestisce da lì un fondo di investimento con clienti a livello mondiale, non pagherà imposte sul reddito.


Il Commonwealth di Belle Isle in futuro intende avere una propria moneta alternativa al dollaro statunitense, il Rand, con chiaro riferimento proprio alla scrittrice e filosofa oggettivista Ayn Rand. Nel libro Belle Isle, Lockwood più prudentemente ritiene che nel breve periodo verrà usato ancora il dollaro statunitense, consapevole però che il cronico deficit di bilancio degli Stati Uniti porterà sempre più ad una forte svalutazione del biglietto verde e alla perdita di status quale valuta di riserva mondiale. Questa instabilità potrebbe causare contraccolpi negli investimenti a Belle Isle nelle imprese e come centro finanziario, è quindi inevitabile preventivarne un suo futuribile sganciamento monetario. Il Rand sarebbe una valuta sostenuta a riserva integrale da un paniere di materie prime, tra cui oro, argento, petrolio ed altre valute stabili come il franco svizzero; il suo finanziamento sarebbe reso possibile dal pagamento della tassa di cittadinanza dei suoi abitanti. A Belle Isle si intende bandire i deficit, e come risultato di questa politica monetaria rigorosa non ci sarà inflazione, consentendo l'apprezzamento del Rand su le altre valute.


Uno dei valori fondamentali è il rispetto per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro posizione sociale. Belle Isle non intende incoraggiare nulla che possa causare divisioni o invidia tra i suoi residenti, segmentando le persone in gruppi o classi. I potenziali abitanti di Belle Isle sarebbero sopratutto liberi individui stufi dell'eccessiva presenza del governo e di una oppressiva tassazione, in cerca di nuove opportunità personali ed affari, garantendo a loro una qualità della vita cosmopolita e ricca di eventi culturali. Molto probabilmente metà della sua futuribile popolazione proverrebbe dagli Stati Uniti mentre il restante dal Canada o da altri Paesi.


Al fine di diventare cittadini della privatopia, si dovrà fare ufficiale domanda, la quale verrà in seguito esaminata da una commissione cittadina. I candidati dovranno pagare una tassa di cittadinanza che probabilmente sarà di 300 mila dollari oltre ad un prerequisito di conoscenza della lingua inglese. Né i cittadini degli Stati Uniti o di altri Paesi dovranno rinunciare alla loro cittadinanza d'origine potendo mantenere il doppio passaporto. Il libero accesso di circolazione, esclude qualsiasi confine o sua delimitazione artificiale al di là dei suoi confini naturali.


La tassa di cittadinanza costituirà il capitale iniziale per l'acquisto dell'isola dalla città di Detroit, e per la costruzione delle infrastrutture (fogne, condutture idriche, pavimentazione stradale, rete elettrica e del gas, una monorotaia) e saranno in seguito rimborsate agli investitori come diritti proprietari o azioni connesse alle varie aziende fornitrici dei servizi. I fondi rimanenti saranno utilizzati per sostenere la valuta locale.


La cittadinanza non è però un prerequisito per risiedere nella città, essa ha funzione prettamente amministrativa nella gestione di governance delle attività cittadine, non è dunque necessario che essa venga pagata per coloro i quali si limiteranno ad acquistare qualsiasi terreno, casa o azienda su Belle Isle. Tale nuova città non sarà però un'enclave per soli milionari, saranno i benvenuti anche i ceti medi, il 20% dei suoi residenti saranno invitati a vivere sull'isola con tasse di cittadinanza ridotte.


La presenza di tale città volontaria, al pari del modello delle città private in via di realizzazione in Honduras da parte di Michael Strong o di quelle statutarie di Paul Romer, dovrebbe generare un interesse tale da attirare persone e capitali ​​da tutto il mondo garantendo opportunità illimitate e costituendo uno stimolo affinché Detroit ed altre città (Toledo e Cleveland) possano diventare competitive riducendo tasse, sprechi e burocrazia, emulando tale esempio virtuoso.


Il Commonwealth di Belle Island sarà sul modello giuridico di quello oggi presente a Portorico o nelle Marianne settentrionali (entrambi protettorati Usa); grazie alla sua extraterritorialità amministrativa tra Usa e Canada, diventerebbe zona franca di libero scambio e uno dei centri commerciali più importanti del Nord America, generando miliardi di dollari di crescita economica, e muterebbe l'asfittico declino del Midwest, trasformandolo in un modello sociale per il mondo occidentale, una sorta di "Tigre asiatica" sul modello e in rivalità con Dubai, Hong Kong e Singapore (ma anche con le occidentali San Marino, Liechtenstein, Andorra o Monaco), in ragione della poca regolamentazione, bassa pressione fiscale e un ambiente giuridico business-friendly in grado di favorire la finanza, il settore assicurativo e gli investimenti, con la crescita di PIL, capitali e ricchezza indiretta anche per gli Stati Uniti.


Il Principato sulla Costa Azzurra è preso quale esempio di realizzabilità del progetto abitativo in ragione del numero di abitanti (33 mila monegaschi) in rapporto alla superficie necessaria per ospitarli (la città di Monaco occuperebbe metà della superficie disponibile a Belle Island). Gli abitanti di Detroit sarebbero invitati a frequentare  Belle Isle nella sua nuova forma ma dovranno pagare il biglietto della monorotaia per arrivarci. Una monorotaia in grado di fornire il trasporto primario e il collegamento sia intorno all'isola che al Centro Trasporti sul lato della città di Detroit sarà infatti l'unico modo per giungere sull'isola in futuro.


Una nuova riqualificazione del Belle Isle Park garantirà un rimboschimento, ampie zone verdi e parchi privati a costo zero a disposizione dei cittadini, includendo tutte le caratteristiche gradite alle famiglie di Detroit per la ricreazione familiare. Lockwood descrive una città priva di traffico automobilistico (ad eccezione dei mezzi di emergenza e pubblici), egli giustifica la scelta discutibile e paradossale come una imposizione non liberticida. «Non è una questione di libertà ma di praticità. In una comunità densa, l'automobile non è pratica. Inoltre noi non stiamo costringendo nessuno a vivere qui, quindi se vogliono un auto possono vivere altrove».


L'afflusso di capitali stranieri e posti di lavoro creati negli Stati Uniti sarebbero enormi; gli imprenditori di tutto il mondo potranno individuare in Belle Isle la sede legale per i loro investimenti, delocalizzando le loro operazioni industriali nel territorio degli Stati Uniti in quanto l'isola è troppo piccola per ospitarle, dando così lavoro e favorendo una diffusa crescita del settore privato, la chiave per la crescita di posti di lavoro, al fine di ridurre la miseria e le richieste di sussidi di disoccupazione.


La Motor City fornirà comunque gran parte della manodopera e della cultura agli abitanti di Belle Isle. Il Performing Arts Center e gli istituti d'arte, i teatri, gli stadi sportivi di calcio, baseball e hockey, i negozi, i ristoranti ed altri luoghi di intrattenimento saranno ampiamente utilizzati dai cittadini dell'isola, e saranno in competizione con i 100 nuovi ristoranti sull'isola e la propria cultura ed eventi. Il Detroit Yacht Club continuerà a crescere,  il Detroit Boat Club sarà ripristinato; le strade principali dell'isola diverranno lo scenario per un futuro circuito di  Formula Uno e per altre corse automobilistiche con enorme afflusso di partecipanti assieme ad altri eventi estivi ed invernali.


Detroit otterrebbe molti benefici, oltre al miliardo di dollari dalla vendita di Belle Isle, l'indotto creato per l'urbanizzazione dell'isola porterà circa 4 miliardi di dollari in investimenti infrastrutturali pubblici sull'isola, più altri 20 miliardi di dollari di edilizia privata. Nel libro, oltre alla privatopia di Belle Isle, si prefigura anche la nascita di una nuova comunità chiamata Jefferson sul lato opposto del ponte di collegamento a Belle Isle, collegata anch'essa a Detroit da una seconda monorotaia. Anche Jefferson, in quanto area abitativa in competizione con Detroit e Belle Isle, creerà migliaia di posti di lavoro in costruzione, alloggi, ristoranti, alberghi, negozi e impianti da golf, con un guadagno stimato di ulteriori 20 miliardi di dollari.


Giunti a questo punto, in molti si staranno domandando se la città privata di Belle Isle sia realizzabile. Oltre al capitale iniziale che verrà reperito tra privati e fondi d'investimento entro un anno per l'acquisto dell'isola, la sua fattibilità rientra in modelli giuridici (Commonwealth) ed abitativi (città privata) già tutt'ora esistenti negli Stati Uniti. Inoltre tale progetto si inserisce quale proposta alternativa al piano di riqualificazione urbana Detroit Future City, proponendo ricadute occupazionali positive.


John Rakolta, presidente e amministratore delegato della società di costruzione Walbridge con sede a Detroit, ritiene che la visione Lockwood potrebbe produrre 20 miliardi di dollari di nuovi investimenti e creare 200 mila posti di lavoro in città in 10 anni il tutto a costo zero per il contribuente. «Questo è ciò che significa essere competitivi, crescere in fretta con tale proposta oppure dovremo passare attraverso l'abisso della bancarotta». Secondo Hal Sperlich, ex presidente della Chrysler, la città di Detroit, con un debito di lungo termine di 12 miliardi di dollari, rischia già quest'anno una possibile bancarotta municipale; un giudice fallimentare potrebbe poi decidere di vendere Belle Isle per soddisfare i crediti nei confronti della città. «Se si verifica un fallimento, penserei ad un asset non strategico come Belle Isle; ogni giudice che ha frequentato il liceo dovrebbe dare un'occhiata a questo».


Ovviamente non mancano gli oppositori alla proposta, per George Jackson, presidente e amministratore delegato del Detroit Economic Growth Corp, la proposta di Lockwood sarebbe priva di senso; per Sandy Baruah, presidente e CEO della Camera Regionale di Detroit, «avere ricchi vicini non ti rende ricco»; per Gary Brown, membro del Consiglio comunale di Detroit, i piani visionari funzionano solo se affrontano prima i problemi della città e il piano di Belle Isle non fornirebbe alcuna soluzione per i mali della città; «non funzionerà, devi risolvere i problemi della città». Nel frattempo lo scorso gennaio, sia Jackson e Brown hanno fatto richiesta allo Stato del Michigan e alla città di Detroit affinché Belle Isle diventi un parco nazionale.


Quel che gli oppositori non capiscono, per interessi economici o personale ottusità, è che la nuova città è un'opportunità in più per Detroit e ne è la soluzione al degrado. Negare la liceità e realizzazione di tale progetto privato in un'area abitata da 700 mila persone a rischio povertà, sarebbe un grave errore che verrebbe pagato duramente in termini economici, d'immagine, consenso e speranza verso un futuro migliore per Detroit, il Michigan e l'America.


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