30 aprile 2013 Il Riempitivo

30/4/2013 Pietrangelo Buttafuoco Il Foglio

 

All'opposto dell'amore non c'è l'odio, ovvio.


 

Non compete all'etica esprimersi al riguardo perché l'Inviolato - il Clemente, il Misericordioso - ancora prima che buono è bello. Il ritorno dell'odio alla ribalta della vita sociale è politicamente utile ma fuorviante. Non resta che accomodare i pezzi rotti del contratto sociale, è vero, solo che tutto quel latrare contro il legno storto è un segnale rivelatore dell'infezione più maligna: quella dell'etica.


 

Il Diavolo, nell'istante in cui se ne scivolò dalle nuvole più abbaglianti verso gli Inferi cupi e bui, passò dal bello compiuto dell'Eterno (che è "luceferente" di suo) al brutto incompiuto della storia lineare.


L'imbuto dove si agita il Diavolo è quel cantiere dove l'umanità s'industria una palingenesi, la rigenerazione morale.


E' per la palingenesi, infatti, che certi poveri diavoli si fanno crescere il pizzetto alla Crimi. E' per la palingenesi che il Diavolo, dopo aver fatto le pentole, le coperchia con l'indignazione.


Tutta la palingenesi è lastricata di trasparenza.


Ed è per pura palingenesi che, una volta fatto un simulacro di Rodotà (tà-tà), il Rodotà vero - ossia Stefano, un gran signore - si sdoppia al punto di volerlo abitare quel simulacro e viverne la virtualità di un esistere tutto aggiustato, fatto tutto con i legni dritti e lisciati della fuorviante tombola del bene e del male.


 Ecco, all'opposto dell'amore c'è la compassione sociologica perché l'unica palingenesi a disposizione di Dio è il Dì del Giudizio.


 E' il Diavolo che vuole le cose giuste. Dio - che ha buon gusto - le vuole belle.


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