CONTROSTORIA 68 - TESTIMONIAMZE SULLE TASSE

da storialibera.it

 

Testimonianze sulle tasse



TEODORICO (454-526)
«Il solo paese piacevole è quello in cui nessuno teme gli esattori».

Etienne de la BOÈTIE (1530-1563)
"Ringraziando il ladro (lo Stato) che restituisce loro una piccola parte del maltolto, i sudditi si abituano così a vedere nel tiranno una sorta di benefattore".

ELISABETTA I Tudor (1533.1558-1603)
«Preferisco che il denaro sia nelle tasche del mio popolo piuttosto che nel mio Tesoro».


«Non è dato tassare ed essere amato».

Juan de MARIANA de la REINA (1535-1624)
«Da dove proviene questo denaro, se non dal sangue dei poveri e dalla carne degli uomini d'affari?».


Pedro FERNÁNDEZ NAVARRETE (?-1632)
«Le tasse alte hanno originato povertà. Temendo continuamente gli esattori delle tasse, [gli agricoltori,] per evitarne le vessazioni, preferiscono abbandonare la loro terra».


«Chi impone tasse elevate riceve da pochi».

Henrique de VILLALOBOS (?-1637)
«Le tasse indeboliscono le città e impoveriscono gli agricoltori in grave misura. È possibile vedere luoghi che ieri prosperavano e avevano molti abitanti giacere ora prostrati e incolti perché gli agricoltori non possono fare fronte alle alte tasse».

Thomas JEFFERSON (1743-1826)
«Prevedo un futuro felice per gli americani se impediranno al governo di sprecare i soldi frutto del loro lavoro, con la scusa di occuparsi di loro".

Jean-Baptiste SAY (1767-1832)
«Dio ci guardi dall'attività finanziaria pubblica poiché è spendacciona e consuma tutte le sostanze dei privati. Le consuma improduttivamente e non offre la possibilità a costoro di destinare il reddito alla produzione di ricchezza autentica".

Antonio ROSMINI (1797-1855)
«La progressione di questa tassa... è un furto mascherato che fa il potere legislativo in nome della legge. Ella dunque viola l'altro principio di diritto naturale che tutte le proprietà sono inviolabili".


Lysander SPOONER (1808-1887)
«La tassazione senza consenso è rapina»

Papa LEONE XIII (1810.1878-1903)
«La privata proprietà non venga stremata da imposte eccessive. Il diritto della proprietà derivando non da legge umana, ma dalla naturale, lo Stato non può annientarlo, ma solamente temperarne l'uso ed armonizzarlo col bene comune, ed è ingiustizia ed inumanità esigere dai privati, sotto nome d'imposte, più del dovere" (enciclica "Rerum Novarum", 1891, n. 35).

George Bernard SHAW (1856-1950)
«Un governo che ruba a Peter per pagare Paul può sempre contare sull'appoggio di Paul".

Maffeo PANTALEONI (1857-1924)
«Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L'abilità consiste nel ridurre le spese».

Papa PIO XI (1857.1922-1939)
«Non è lecito allo Stato di pesare tanto con imposte e tasse esorbitanti sulla proprietà privata fino al punto da condurla quasi allo stremo" (enciclica "Quadragesimo anno", 1931, n. 49).

Hilaire BELLOC (1870-1953)
«Controllare la produzione della ricchezza significa controllare la vita umana stessa".

Papa PIO XII (1876.1939-1958)
«I bisogni finanziari di ogni nazione, grande o piccola, sono enormemente cresciuti. La colpa non va attribuita solamente alle complicazioni o tensioni internazionali; ma anche, e forse più ancora, all'estensione smisurata dell'attività dello Stato, attività che, dettata troppo spesso da ideologie false o malsane, fa della politica finanziaria, e in modo particolare della politica fiscale, uno strumento al servizio di preoccupazioni di un ordine assolutamente diverso" (2.10.1948).


«Spesso imposte troppo pesanti opprimono l'iniziativa privata, frenano lo sviluppo dell'industria e del commercio, scoraggiano i volenterosi" perciò è necessario "eliminare dalla legislazione certe disposizioni dannose ai veri interessi degli individui e delle famiglie, come pure al progresso normale del commercio e degli affari" (2.10.1956).


Ludwig von MISES (1881-1973)
«Tutta la nostra civiltà si fonda sul fatto che gli uomini sono sempre riusciti a respingere l'attacco dei redistributori».


«Niente è più indicato per rendere popolare un demagogo che invocare costantemente e ripetutamente un inasprimento delle imposte dovute dai ricchi. Le imposte sul capitale e le altre imposte sui redditi elevati hanno uno straordinario successo fra le masse, che non devono pagarle. I funzionari del fisco e gli esattori svolgono i loro compiti con visibile entusiasmo».

Bertrand de JOUVENEL (1903-1987)
«La redistribuzione in realtà è una redistribuzione di potere dall'individuo allo Stato, piuttosto che - come si immaginava - una redistribuzione di reddito dal più ricco al più povero».

Ayn RAND (1905-1982)
«L'uomo che produce mentre altri dispongono del suo prodotto è uno schiavo».



Barry Morris GOLDWATER (1909-1998)
«Siamo stati indotti a trascurare, e spesso a dimenticare del tutto, il rapporto fra le tasse e la libertà individuale. Siamo stati persuasi che il Governo ha un diritto illimitato sulle ricchezze dei cittadini e che l'unica questione sia di vedere quanta parte di questo suo diritto il Governo debba pretendere".

Ronald REAGAN (1911-2004)
«L'assegno di disoccupazione è una vacanza prepagata per i fannulloni" (1966)


«Non possono esserci giustificazioni morali per l'imposta progressiva sul reddito" (1966)


«Il sistema dell'imposta progressiva sul reddito venne ideato da Karl Marx, che lo definì il primo ed essenziale requisito di uno Stato socialista" (1966).


«Le tasse sono la sola eccezione tollerata alla legge di gravità formulata da Isaac Newton. Vanno cioè sempre verso l'alto, sia nei periodi buoni sia in quelli cattivi, sia nei momenti di prosperità sia nei momenti di recessione" (1975).


«Il contribuente è una persona che lavora per lo Stato, ma non ha dovuto vincere un concorso pubblico" (1984).


«Imparare a controllare il governo, limitare la quantità di denaro che può pretendere da noi, proteggere il nostro paese attraverso una difesa forte - tutte queste cose ruotano attorno a una sola parola, e questa parola è «libertà»" (1985).


«Amici miei, la storia è chiara: abbassare le tasse significa una maggiore libertà, e ogni volta che abbassiamo le tasse, la salute della nostra nazione migliora" (1988).


«Sembra esserci un'aumentata sensibilità di qualcosa che noi americani abbiamo saputo da tempo. Che le parole più pericolose della lingua inglese sono ‘Salve, sono del governo, e sono qui per aiutare'" (1988).


«Bisogna affamare la bestia!" (bisogna, cioè, ridurre lo strapotere dello Stato, ridimensionare la sua ingerenza per favorire lo sviluppo delle libertà).


«Il governo è come un neonato: ha un canale alimentare con un grande appetito da una parte e nessun senso di responsabilità dall'altra".


«Prima del 1981 la visione del governo dell'economia poteva essere sintetizzata in poche, brevi frasi: «se si muove, tassalo. Se continua a muoversi, regolalo. E se smette di muoversi, prova con i sussidi»".

Milton FRIEDMAN (1912-2006)
«Io sono a favore del taglio delle tasse in ogni circostanza e per ogni giustificazione, per ogni ragione, ogni volta sia possibile. È l'unico modo per diminuire le spese".


«Noi abbiamo un sistema che sempre più tassa il lavoro e sostiene il non lavoro".


«Se paghi le persone per non lavorare e invece le tassi quando lavorano, non sorprenderti se c'è la disoccupazione".


«Nessuno spende i soldi degli altri con la stessa cura con la quale spende i propri. Nessuno usa le risorse degli altri con la stessa cura con la quale usa le proprie".


«Meno tasse è l'unico modo per diminuire le spese statali".


«Se l'Italia si regge ancora in piedi è grazie al lavoro nero e all'evasione fiscale... l'evasore in Italia è un patriota".

Murray N. ROTHBARD (1926-1995)
«Cos'è la tassazione se non un furto su scala gigantesca e incontrollata?».


«Ovviamente, i burocrati politici danno la solita risposta alle lamentele sempre più numerose riguardanti il servizio inefficiente e insufficiente: "i contribuenti devono darci più soldi!"».


«Mentire allo Stato diventa un atto legittimo».


«I sacrifici sono a senso unico. Lo Stato non si sacrifica; lo Stato si appropria avidamente delle risorse materiali dei cittadini. Di fatti, ci si può regolare "a lume di naso": quando i governi chiamano ad alta voce ai "sacrifici", stiamo attenti alla nostra vita e al nostro portafogli».

Silvio BERLUSCONI (1936-viv.)
«La ricetta della sinistra prevede più tasse. Ma più tasse significa meno sviluppo, meno sviluppo significa più disoccupazione, più disoccupazione significa più povertà. La nostra ricetta, al contrario, si fonda su una diversa equazione: meno tasse uguale più investimenti, più investimenti uguale più sviluppo, più sviluppo uguale meno disoccupazione, meno disoccupazione uguale meno povertà».

Robert NOZICK (1938-2002)
«La tassazione del reddito da lavoro configura una sorta di lavoro forzato".

Pascal SALIN (1939-viv.)
«Come indica il suo nome, l'imposta è... imposta; è confiscata con la forza, e non guadagnata attraverso lo scambio volontario».


Giovanna JACOB
«L'uomo illuminista chiede allo Stato di liberarlo dalla fatica di rispondere da se stesso ai suoi bisogni: ecco quindi che il leviatano diventa quel formidabile distruttore di risorse economiche che è lo Stato assistenziale".


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext