Perche' l'Oro è Crollato? E Perché Prima di Boston?

MAURIZIO BLONDET RISCHIOCALCOLATO.IT

 

Nota di Rischio Calcolato: questo post è tratto dalla rivista on-line EffediEffe sito di informazione a cui consigliamo caldamente un abbonamento (50€ spesi benissimo). Come al solito la penna del "Direttore" coglie nel centro il cuore del problema. Buona lettura. 


C'è una relazione fra la speculazione al ribasso sull'oro e il mega-attentato di Boston? Già molti hanno ricordato che anche prima dell'11 settembre 2001, esattamente quattro giorni prima, qualcuno - che sapeva - aveva speculato al ribasso (tramite derivati chiamati opzioni put) sulle azioni delle linee a cui appartenevano gli aerei che sarebbero poi stati «dirottati da terroristi», la United Airlines e l'Americam Airlines.

Anche qui, il crollo pilotato sull'oro è cominciato giorni prima: il 12 aprile (un venerdì, giorno strategicamente scelto) il mercato dei futures sull'oro apre con una vendita gigantesca e insolita di oro, pari a cento tonnellate. Ma ovviamente non si tratta di oro fisico, bensì di futures con scadenza a giugno.


Ciò porta il prezzo a calare a 1540 dollari l'oncia, un livello cruciale. Secondo le voci, la vendita è avvenuta tramite il personale di Merrill Lynch, ma è solo l'inizio. Due ore dopo, qualcun altro (o lo stesso?) vende 300 tonnellate d'oro - dieci milioni di once. Si tratta di una manovra chiaramente concertata; la vendita equivale al 15% di un anno di estrazione del metallo, difficile da assorbire.


Sono due bombe finanziarie fatte scoppiare una dietro l'altra. Le bombe di Boston seguiranno la stessa procedura. In un caso e nell'altro, lo scopo è scatenare il panico.


Si noti ancora: si tratta solo di futures, di carta, non di oro vero. Negli stessi momenti, immediatamente i venditori di oro fisico vengono subissati da richieste di compratori, che intendono approfittare del ribasso per fare incetta di lingotti, sterline e rand sudafricani.


«Il dealer di monetato Bill Haynes ha comunicato che venerdì gli aspiranti compratori superavano i venditori 50 ad 1, e il prezzo spot sulle monete d'oro e d'argento è il più alto da decenni», scrive Paul Craig Roberts, già vice-segretario al Tesoro ai tempi di Ronald Reagan. L'oro vero rincara, mentre quello di carta crolla.


Qual è la differenza? È che nel mercato dei derivati, gli operatori speculano a debito. Si fanno prestare i fondi per il trading.


 Così, comprano e vendono contratti che valgono 100, depositando presso il broker un collaterale di 5, massimo 10. Gli speculatori camminano dunque sul filo del rasoio. Se il «sottostante» cade di prezzo, il broker esige da loro un «margine» superiore perché il rischio è maggiore; nei casi estremi, liquida tutte le posizioni sul conto dello speculatore, non solo l'oro ma le altre commodities.


Questo si chiama «margin calls», ossia la richiesta di cacciare più soldi - soldi che lo speculatore non ha. Siccome i contratti futures sono astronomici, mille o centomila volte il patrimonio reale dello speculatore (e delle banche che gli prestano), un collasso anche lieve può incenerire ricchezze e finanziarie titaniche. Dunque il «mercato» oscilla tra l'esaltazione (profitti moltiplicati) e la paura.


La paura dei margin calls ha creato gli «stop loss»: un software nella piattaforma elettronica su cui lo speculatore, che punta al rialzo (long) sull'oro, se il prezzo cala oltre un certo limite, vien fatto diventare short, ossia ribassista. Non è lo speculatore che decide, ma la macchina.


 Lo speculatore ha solo fissato il limite, la massima perdita che ritiene accettabile: esemplarmente, sotto i 1540 dollari l'oncia, vendi allo scoperto (short), oro che non hai ma che ti farai prestare, per poi ricomprarlo al prezzo più basso. Poi può andare a dormire, distrarsi o fare altro, e lasciare il computer a sorvegliare.


La discesa dell'oro sotto il limite ha dunque scatenato i computers. Automaticamente, è avvenuta una «cascata o valanga di ulteriori vendite» (così il venditore di oro fisico Sharps Pixley di Londra) «confermando quella che era inizialmente una menzogna». Quale menzogna?


Beh, per esempio da qualche giorno Goldman Sachs aveva «raccomandato ai suoi clienti di iniziare una posizione short sull'oro al Commodity Exchange», dato che il lungo rialzo era ormai stanco e non poteva reggere. E poi, non sapete che Cipro sta per mettere in vendita 400 tonnellate delle sue riserve auree per pagare i suoi debiti? Cipro smentisce immediatamente - mai le autorità hanno parlato di cedere l'oro - ma la menzogna funziona, in un mercato dove, abbiamo visto, gli speculatori speculano a credito, sono stra-indebitati e vivono di paura.


Craig Roberts è più preciso:


«La Federal Reserve ha cominciato il pesce d'aprile sull'oro facendo filtrare alle case di brokeraggio, la voce che gli hedge funds ed altri grossi investitori stavano per alleggerire le loro posizioni sull'oro, e dunque i clienti (dei brokers) avrebbero fatto meglio a uscire dal metallo prima di quelle vendite».


È un vero e proprio aggiotaggio uscito dalla Banca Centrale, di cui non sarebbe impossibile identificare gli individui che hanno messo in giro la voce, ma «siccome è politica del governo, gli individui non possono essere incriminati per agire secondo gli ordini superiori», dice Craig Roberts. Secondo lui - che ricordiamo lo è stato un insider, essendo stato viceministro al Tesoro americano - è stata la Fed, preoccupata «che il sostenuto e continuo rialzo sull'oro indicasse una perdita di fiducia verso il dollaro» (che la Fed sta stampando a perdifiato).


«Per questo la Fed ha usato shorts "nudi" sul mercato cartaceo dell'oro per contrastare l'effetto sui prezzi dovuto alla domanda in crescita dell'oro fisico. Le vendite allo scoperto scatenano ordini di stop-loss che automaticamente inducono vendite anche di detentori di fisico, quando raggiungono i loro limiti di perdita».


Già, anche i detentori di oro fisico, assillati come abbiamo visto da richieste di compratori. Come mai? Perché, guarda caso - segnala Bill Downey, amministratore del sito Gold Trends - in quelle stesse ore che a New York qualcuno fa scoppiare le due bombe finanziarie «short», a Londra «tutto a un tratto la piattaforma londinese su cui si compra e si vende il metallo reale si blocca. Il sistema viene congelato».


Non vorrete mica che chi ha architettato il piano per ribassare l'oro-carta, vi consenta - a voi umani normali - di accorrere sul mercato dell'oro autentico a fare incetta al prezzo di liquidazione di 1400 (a tanto è arrivato). Il sistema si blocca. Un guasto tecnico. A Londra. «Scusateci per la momentanea interruzione. Il servizio riprenderà appena possibile».


Bill Downey:


«Che significa? Che nessuno può accedere al mercato del fisico per comprare a quei prezzi e, allo stesso tempo, nessuno può nemmeno vendere o proteggere le proprie posizioni. Il sistema è congelato. Cosa possono fare i possessori del fisico? Intanto il mercato dei futures continua a scendere. E cosa succede allora? Che anche i physical market holders cominciano ad andare in panico. Come possono proteggersi se non possono nemmeno vendere? C'è solo una soluzione, specialmente durante un attacco di panico.


 Andare short anche tu e fare le domande dopo. O fare così, oppure aspettare sino a lunedì per farsi travolgere da potenti perdite se le margin calls fossero partite durante il weekend (ecco perché è stato scelto il venerdì per scatenare il ribasso, ndr). Senza tempo per pensare e con l'istinto di sopravvivenza che urlava, i possessori del fisico secondo me hanno in massa optato per l'idea di proteggersi. Sono entrati nel mercato dei futures pure loro ... e shortando in pratica se stessi!».


Infatti, nota Pixley, il «timing per l'attacco è stato scelto per ottenere il massimo impatto, cominciando a New York che è il mercato più liquido, mentre altri mercati esteri - fra cui Londra - erano ancora aperti e dunque aperti alle conseguenze».


È possibile che la truffaldina operazione abbia avuto persino «troppo» successo. Come scrive Paolo Rebuffo su Rischio Calcolato:


«Poi è arrivato il week end e... Margin Call! A notte fonda per noi, sul mercato asiatico i broker hanno "chiamato" investitori e trader per i margini sui metalli preziosi e su tutto ciò che venerdì era crollato spingendo ancora più giù le quotazioni. poi ha aperto l'Europa e...Margin Call!


Anche i broker europei hanno liquidato posizioni sui dossier derivati degli investitori, non solo su oro e argento ma anche su tutto il resto perché le perdite in apertura sui metalli spesso erano superiori al margine sui singoli contratti. E poi ha riaperto l'America eMargin Call al quadrato!

Broker in panico, centinaia di migliaia di conti con liquidità negativa già in apertura dei mercati, quindi c'è stata ed è ancora in atto una mega liquidazione forzata di TUTTO! Azioni, bond, derivati, commodities! E se non le banche centrali non ci mettono una pezza la valanga domani travolgerà le azioni di tutto il mondo, poi le obbligazioni, poi le valute».


A questo siamo. La Fed, che ha provocato il ribasso del metallo per sostenere il dollaro come moneta di riserva nonostante lo stampi a iosa, può aver innescato il detonatore di quell'«arma di distruzione di massa» che, secondo Warren Buffett, sono i derivati, che gravano sulle nostre teste come una nuvola pari a 50 volte il Pil mondiale. E magari anche le bombe di Boston entrano nel gioco, chissà.


È troppo presto per capire. Continuiamo a seguire gli eventi.


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