MONETE BOLLITE: OBAMA TEME LA SVALUTAZIONE AGGRESSIVA DELLO YEN (LA GUERRA DEI NUOVI POVERI)

Federico Rampini per 'la Repubblica' 13/4/2013

 La Casa bianca scazza per le svalutazioni aggressive dello yen da parte del Giappone per avvantaggiare le esportazioni - Ma la tecniche di pompare liquidi nell'economia e svalutare la moneta, Tokyo l'ha appresa dal capo della Fed Bernanke...


L'amministrazione Obama «tiene sotto stretta vigilanza » la politica economica del Giappone, per verificare che non stia deliberatamente puntando a una svalutazione selvaggia dello yen. Il monito ufficiale verso Tokyo arriva in un documento del Tesoro Usa. «Faremo pressione sul Giappone - si legge nel testo ufficiale diramato da Washington - perché eviti una svalutazione competitiva e non manipoli il cambio al fine di avvantaggiare le proprie esportazioni».


In un altro passaggio dello stesso documento, il Tesoro prende di mira la Cina, denunciando «la ripresa di interventi massicci sui mercati dei cambi». E' la conferma che ha ripreso a divampare una "guerra delle monete", termine coniato dal ministro brasiliano dell'Economia Guido Mantega. Per l'Amministrazione Obama non è stato facile decidere di scendere in campo così apertamente.


In fin dei conti, la politica economica di Tokyo ha un obiettivo invocato da Washington per molti anni: far ripartire la crescita nipponica dopo vent'anni di stagnazione o quasi-depressione. Il Sol Levante resta pur sempre la terza economica mondiale dietro Usa e Cina, se potesse tornare a svolgere un ruolo da locomotiva globale i benefici ci sarebbero per tutti. Purché la ripresa giapponese non avvenga con una concorrenza sleale tutta giocata sulla leva monetaria.


Nel rapporto semestrale del Dipartimento del Tesoro, occupa un posto centrale la Japanomics, come viene definita la nuova dottrina economica varata dal premier Shinzo Abe e dal nuovo governatore della banca centrale Haruhiko Kuroda che prevede il massiccio acquisto di bond sul mercato per schiacciare il costo del denaro e inondare di liquidità l'economia.


Al ritmo di 70 miliardi di dollari al mese. Una pratica i giapponesi hanno copiato proprio da chi oggi li ammonisce: fu Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, a dare l'esempio con il suo quantitative easing giunto ormai alla terza puntata dal 2009 e con acquisti di 85 miliardi al mese. E tuttavia i banchieri centrali sono attenti a seguire una regola d'oro: predicare bene, razzolare male.


La svalutazione si fa ma non si dice. La Fed non ha mai detto di volere un dollaro debole anche se quest'ultimo è stato la naturale conseguenza dello stampar moneta. E ora il Giappone risponde sullo stesso tono. «La nostra politica monetaria - ribatte Kuroda - non punta a manovrare il tasso di cambio ma a trainare l'economia giapponese fuori dalla crisi, con effetti favorevoli all'economia globale».


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